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Nelle Tue Mani Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-13 17:30:00
Provider
Cinematografo
Recensione
"Tormentatissima storia d'amore tra due non ventenni, cosa rara nel panorama cinematografico italiano, Nelle tue mani nasce dalla mia predilezione per personaggi femminili instabili: rifletto sul rapporto tra l'ordine e il caos, con un astrofisico abituato a esplorare l'ignoto cosmico e una donna, Mavi, che irrompe nella sua vita con la violenza di un meteorite". Parola di Peter Del Monte, che torna a girare in alta definizione vent'anni dopo il pioneristico Giulia e Giulia. Distribuito da Teodora, prodotto da Roberto e Mattia Levi, budget inferiore ai 700mila euro, regista e attori senza cachet, Nelle tue mani è interpretato da Marco Foschi (astro teatrale, Fame chimica al cinema) e la quasi-deb Kasia Smutniak, a cui Del Monte chiede tantissimo: immediatezza, naturalezza e semplicità, per portare sullo schermo una liaison pericolosa, perché prosaicamente normale. Tira e molla, strappi e affondi, dipartite e rentrée, un'unica certezza: l'amore disperato che unisce Mavi e Teo, così disperato da non curarsi nemmeno di buchi di sceneggiatura, incongruenze drammaturgiche e salti spazio-temporali da sci-fi sentimentale. Poco male, rispetto ai canoni del nostrano giovanilismo cinematografico, Nelle tue mani è una piacevole e - purtroppo - innocua estroversione: un film che un po' se ne frega (anche della coerenza...), sociopatico, non allineato ai tanti furbetti del cinemino tricolore. Prendere o lasciare.

Copyright © Cinematografo 2008.

Film
Nelle tue mani
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-14 10:00:51
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Una storia di calma apparente

Teo, brillante studente di astrofisica, divide un appartamento con la compagna Carla, anche lei studentessa. Una sera, mentre attraversa distrattamente la strada, viene investito da Mavi, una ragazza originaria di Spalato che, insieme al padre, vive da diversi anni in Italia. Dopo aver prestato soccorso e donato il sangue a Teo, Mavi sparisce nel nulla, ma qualche anno dopo i due si ritrovano, e ben presto si innamorano l'uno dell'altra. La loro vita insieme scorre felice, ma quando Teo trova un impiego che lo costringe a viaggiare, tra lui e la ragazza, che inizia a dare segni di squilibrio, sorgono una serie di problemi culminanti in litigi sempre più violenti. Teo decide di trasferirsi a casa dei genitori insieme alla figlia Caterina, avuta con lei, e da allora le loro strade si dividono. Mavi intanto sembra lentamente ristabilirsi e riesce a ottenere l'affidamento congiunto della bambina, ma l'equilibrio ritrovato, tuttavia, è solo un'illusione: la ragazza cade nuovamente in preda alla propria instabilità emotiva, aggravata dall'ambiguo rapporto con suo padre, da cui sembra trapelare un passato traumatico…

Luce e tenebre

Si può fare a meno delle gelosie, delle ipocrisie e delle bugie nei rapporti di coppia? A questa domanda sembra cercare una risposta il nuovo film di Peter Del Monte, Nelle tue mani, già presentato e applaudito al Torino Film Festival. La risposta dovrebbe essere negativa, seguendo le vicissitudini dei protagonisti sullo schermo, ma l'analisi dei rapporti e delle dinamiche tra maschile e femminile, che il regista conduce, è di certo più complessa. Teo, il personaggio maschile, è estremamente razionale e controllato, mentre Mavi, il personaggio femminile, è una donna istintiva dalla complessa personalità, che esplode quando si sente abbandonata e si trasforma in una furia che getta nello sgomento chi le sta vicino. La donna, in sostanza, viene presentata come un personaggio distruttivo, una forza primordiale che l'uomo, persona bisognosa di ordine, prova all'inizio a contenere, ma da cui poi, per non esserne sopraffatto, fugge via. Ma la distanza da lei non ne attenua il richiamo, obbligandolo a confrontarsi con i propri limiti e con il mistero del caos, che crea la vita e fa muovere le cose.

Peter Del Monte, che con i suoi precedenti film - La ballata dei lavavetri (1998), e Controvento (2000) - si era confermato come uno dei cineasti più originali e anticonformisti del panorama italiano, sembra volerci dire qui che è finito il periodo in cui porre la famiglia tradizionale su un piedistallo, perché l'uomo e la donna devono essere guardati così come sono, nella loro natura, senza implicazioni morali o sociali: l'uno con le sue fragilità e insicurezze e l'altra come un misto di luce e tenebre. Nei rapporti che si determinano tra questi due diversi lati del cosmo non c'è mai nulla di definitivo; l'impatto può essere a volte doloroso, problematico, e risolversi in un senso di indefinito e di non perfettamente espresso.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Film
Nelle Tue Mani
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-06-10 04:02:18
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Crisi del settimo anno per Peter Del monte, un cineasta di sensibilità estrema, attratto dalle psicologie speciali e contorte, il cui candore da poeta viene spesso maldestramente isolato e qualche volta più che criticato nei suoi drammi (mai mélo), sempre dissonanti. Il che ne fa un autore indigesto e non popolare anche quando si accosta a tematiche non proprio sovversive come la voglia di alcuni giovani, dal sesso opposto, di andar via di casa, mettere su famiglia e fare dei figli, possibilmente con la benedizione dei genitori e della società. Ma non è così facile, e non solo per gli affitti impossibili..." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 14 marzo 2008) "Non è un caso che negli ultimi anni alcuni registi italiani si affidino sempre di più a interpreti straniere per ruoli difficili e sfaccettati. Pensiamo all'ottima Barbora Bobulova, ma anche a Ksenia Rappaport ('La sconosciuta' di Tornatore). Ora Kasia Smutniak, dopo le mute apparizioni in 'Caos Calmo', parla, e molto, nell'intenso 'Nelle tue mani' di Peter Dal Monte. Delineando molto bene il personaggio della giovane Mavi (...) Da vedere se psichicamente ben attrezzati." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 14 marzo 2008) "Con 'Nelle tue mani' Del Monte e il suo cast hanno fatto scelte coraggiose e anticonvenzionali, regalandoci personaggi non ovvi e delicatezza di sguardo. Un film fatto anche di sbagli (di scrittura, soprattutto. In un film così è superfluo esplicitare cosa sia il caos), ma che rimane comunque piccolo e prezioso, di quelli che fanno bene alla crescita di un pubblico attento e sensibile. C'è da dire grazie a loro, ai produttori e al coraggioso distributore 'Teodora' che lo porta in sala." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 14 marzo 2008) "Il nuovo film di Peter Del Monte è così diverso dalla zuppa ipocrita cui ci ha abituato tanto pessimo cinema italiano, che sconcerta e conquista. Per la forza di andare fino in fondo. Per la capacità di aggiungere con ogni personaggio idee e sentimenti nuovi. Per la capacità di illuminare un carattere in una sola scena (lei che imprevedibilmente chiede 'Non ci abbracciamo?' uscendo dallo studio dell'avvocato dopo la separazione). Spigoloso, imperfetto, a tratti fin troppo poetico, ma vero e toccante, 'Nelle tue mani ha le qualità che mancano crudelmente al nostro cinema piacione e televisivo. Una lezione di dignità." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 marzo 2008) "Del Monte, regista sempre assai bravo, trova un dinamismo contemplativo raro e molto interessante." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 marzo 2008) "Del Monte, sensibilie, scrive e parla al cuore senza retorica e conosce la capacità introspettiva del non detto e il fascino degli opposti, comunica gli affetti senza farci regredire allo stadio prepuberale. Conosce bene la materia, scorciatoie & chiaroscuri, prepara una sfida tra raziocinio e l'energia del disordine mentale di una donna autodistruttiva che sconta la pena di mali oscuri del passato ed arriva a spogliarsi moralmente e materialmente, sulla scia di Rossellini. La famiglia non esce indenne, la paura piccolo borghese non serve, ci vuole volontà per capire la vitalità delle differenze e la furia primordiale, rendendosi complementari ad esse." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.



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