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Nella Valle Di Elah Recensione DVD

"Nella valle di Elah" recensioni

DVD e Blu-ray
Nella valle di Elah
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-05-13 08:00:47
Provider
Spaziofilm.it
Recensione DVD

Il dolore della ricerca

Il Filisteo Golia gridò a Davide: "Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche"

Un giovane marines torna dopo più di un anno dall'Iraq, ma non si presenta all'appello dopo la breve licenza concessagli, né tantomeno dà notizie a casa. A mettersi sulle sue tracce sono - con motivazioni e interessi diversi - la polizia militare, una giovane detective e il padre: ma quando ne ritrovano il cadavere il mistero s'infittisce, e solo l'ostinazione e la premura del vecchio genitore sveleranno la tragica verità...

Thriller e impegno politico

Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele"

Dopo aver aperto una riflessione sui veterani della seconda guerra mondiale con Flags of our Fathers, sceneggiato per l'amico Eastwood, Haggis torna a parlare in prima persona di reduci di guerra, questa volta quella irachena, mettendosi dietro la macchina da presa per dirigere Nella valle di Elah.

Il titolo esprime la metafora, anzi, la molteplicità di metafore dalle quali emerge il senso dell'opera: è nella valle di Elah, infatti, che avviene lo scontro biblico fra il campione dei Filistei, il gigantesco Golia, e quello che sarà in seguito re d'Israele, il giovane Davide, che abbatté il guerriero nemico con il solo uso di una fionda. Le speculazioni intellettuali a partire da una metafora del genere - per un film che tratta di politica internazionale (ma in modo garbato, partendo da ragazzi comuni) - sono infinite, così come sono molteplici i piani di lettura che si presentano all'attenzione del pubblico; ma Haggis ha il merito di non procedere con una tirata retorica (tentazione che, considerando i presupposti su cui è basata la pellicola, era difficile da evitare), e costruisce invece un thriller, un giallo con risvolti noir che apre a una riflessione complessiva sugli effetti della guerra negli strati più semplici e nascosti della società statunitense.

Così, l'affannarsi di Tommy Lee Jones, solido e arcigno padre alla ricerca di giustizia per il proprio figlio, è da una parte il vero motore narrativo dell'opera, ma dall'altro solo lo specchio dell'assurdità di un conflitto che stritola coscienze, distrugge corpi e menti, annulla quel solido senso della realtà, degli affetti, della terra così radicato soprattutto in una certa provincia americana, la stessa in cui si muove la macchina da presa del regista. Se viene evitato il rischio di un canovaccio politicamente retorico, Haggis non riesce del tutto a far parlare da sé la storia, ma infila qua e là critiche e duri attacchi all'amministrazione e all'esercito, dei quali risulta emblematica l'inquadratura finale: ne risulta quindi un film militante, che non si trattiene dal voler strizzare l'occhio all'impegno politico dichiarato e ostentato, pur avendo una storia che potrebbe benissimo parlare da sola, senza nessun suggerimento che la indirizzi in maniera didascalica verso l'apprezzamento del pubblico.

I momenti migliori restano i duetti fra Tommy Lee Jones e Susan Sarandon, due grandi attori, due grandi genitori che con estrema dignità si pongono di fronte alla morte del figlio (splendida la sequenza in cui si allontanano nell'asettico corridoio dopo il riconoscimento del corpo), e che riescono a conferire al film, insieme all'ottima regia, la dignità di un buon prodotto, nonostante una certa ruffianeria che, purtroppo, traspare da alcune scelte dell'autore.

INCONTRO CON IL REGISTA PAUL HAGGIS

Come mai ha deciso di utilizzare, a differenza di quanto aveva fatto con Crash, un impianto classico per raccontare la sua storia?

Era molto difficile raccontare questo film. Ero molto infastidito da quello che si vedeva, e non si vedeva, sulla guerra. Ho così iniziato a cercare una storia da raccontare, e ho cercato di mettermi nei panni di un soldato che investe un bambino. A me non piacciono i film dove si denigra senza pensarci su. La scelta che ha il soldato è di andare avanti e investire un bambino innocente o di fermarsi e di rischiare che muoiano tutti i suoi compagni. Ecco quello che stiamo facendo. Stiamo chiedendo ai nostri ragazzi di perdere l'anima in Iraq.

E dunque perchè il ragazzo, il giovane marines, viene ucciso al suo ritorno?

Non è mai facile uccidere, ma quando torni dall'Iraq rischi facilmente di perdere la prospettiva dalla quale guardare la realtà. Questo un pò spiega il perchè del titolo: i soldati americani partono credendosi dei giovani e coraggiosi Davide, ma si ritrovano lì ad essere visti come dei Golia, dei giganti cattivi. Le persone che vanno in guerra sono fondamentalmente di animo buono, ma quel che succede lì in qualche modo le trasforma.

Questa perdita del confine tra bene e male è propria di tutte le guerre o è peculiare di questa guerra?

Mah, io non volevo fare un film sulla perdita dell'anima degli americani. L'unica differenza, credo, è che questa è una guerra urbana, combattuta nelle città e nei villaggi. I reduci della seconda guerra mondiale si ritrovavano ad uccidere prevalentemente militari. In Iraq ti ritrovi ad aver ucciso civili senza nemmeno rendertene conto. E' evidente che c'è un problema, noi americani abbiamo un problema, e cioè che chiunque detiene il potere per così tanto tempo, finisce inevitabilmente per gestirlo in maniera errata prima o poi.

Che impatto ha avuto il film in America?

Il film non è andato benissimo. Nemmeno male, ma non benissimo. Ha avuto molto successo nel sud e nel mid-west. Ovviamente non ha avuto molto impatto sull'opinione pubblica, ma spero che abbia posto le basi per un lento processo di consapevolezza sull'argomento.

Che somiglianze ci sono tra questo film e Crash?

Quando scrivo cerco di trarre dalle cose e dalle persone il meglio, che nasce dalle contraddizioni. Sono le contraddizioni che ci rendono umani, basta che mi guardo attorno, che parto da me stesso, per coglierle. Per cui io, scrivendo di esseri umani e di contraddizioni, ritrovo in questo la continuità.

In questo film è diversa la forma, perchè è il contenuto a dettarla. Per raccontare questa grande tragedia americana occorreva una forma classica, differente da quella usata in Crash.

Sappiamo che lei, oltre a dirigere i suoi film, ultimamente ha anche scritto le sceneggiature degli ultimi due 007...

Adoro scrivere su James Bond, è una cosa un pò folle. Ero in vacanza qui in Italia, in Umbria, quando mi contattarono per propormelo. Io gli dissi "Ma siete matti? Avete mai visto i miei film? Potrei distruggere per sempre Bond!". Mi sono da subito posto in modo da trattare il personaggio come una persona vera, reale, e non come l'eroe di un fumetto che solamente spara e corre in macchina.

Quell'immagine della bandiera rovesciata, che chiude il film, ha dato fastidio nel suo paese?

Ha dato moltissimo fastidio. Anche se preferirei che non si parlasse molto della fine del film. Ha dato fastidio a molti, ma sono degli idioti. Io stesso sono un patriota, non era un attacco al patriottismo. La grandezza dell'America non sta forse proprio nella possibilità di poter criticare i propri leader? Volevo fare sì un film politico, ma non un film di parte. Non ho però fatto questo film per i critici alla guerra, ma soprattutto per chi pensa che questa guerra sia giusta.DVD Caratteristiche tecniche

Formato video: 2.35:1

Formato audio: inglese (con sottotitoli in italiano) e italiano dolby digital 5.1; italiano dolby digital 2.0

Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti

Il film, proposto da Dolmen in una Collector's Edition di due dischi, ha una qualità audio/video davvero ottima. A livello video non sono rilevabili problemi, le immagini risultano sempre nitide anche nelle ambientazioni meno luminose. Il sonoro è impeccabile, con dialoghi sempre ben presenti e musiche all'altezza della situazione.

Contenuti speciali

L'edizione propone un buon numero di extra, suddivisi nei due dischi

DISCO 1

Trailer

Spot

Interviste agli attori e al regista

Una sezione in cui si può scegliere tra diverse interviste: a Tommy Lee Jones, Charlize Theron, Susan Sarandon e Paul Haggis. Cast e regista parlano del film, dei propri ruoli ma anche della situazione politica e militare degli USA.

DISCO 2

Making of

Un dietro le quinte di 26 minuti circa che mostra le varie fasi di realizzazione del film e propone alcune brevi interviste.

Coming home

Uno speciale sui militari che tornano dalla guerra, sulla loro condizione e sul loro stato d'animo.

Intervista a Sean Huze, Wes Chatman, Jake McLaughling

Intervista ai tre attori che interpretano il ruolo dei soldati compagni di Mike.

Lezioni di cinema

Un'intervista di Maurizio Porro al regista, il quale spiega le scelte stilistiche per la regia del film e le difficoltà incontrate nel trattare un tema così caldo come quello della guerra in Iraq.

Scene inedite

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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