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Natale a New York Recensione

"Natale a New York" recensioni

Scheda Film
Natale a New York
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-02-02 18:00:30
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Trama

Due storie che si intersecano sullo sfondo della Grande Mela a Natale. Un giovane chirurgo, Filippo, ottiene solo 4 giorni di permesso dal suo primario per poter andare a sposarsi a New York ed oltretutto dovrà pure trovare il tempo di portare un regalo al figlio del primario che studia nella città insieme a suo cugino. Arrivato a New York, Filippo scoprirà che i due giovani sono in realtà due fannulloni e dovrà pure sopportare una visita a sorpresa del suo primario... La seconda storia, vede Lillo, sposato con la donna più ricca d'Europa ed incastrato da un contratto matrimoniale, che vieta qualsiasi tradimento, pena il divorzio e nemmeno un euro di alimenti. Rimasto fedele per vent'anni, Lillo crolla quando incontra Barbara, anche lei sposata con un plurimilionario e sottoposta allo stesso contratto matrimoniale di Lillo. Barbara cercherà allora di smascherare il marito insieme alla sua amante per ottenere almeno la metà del patrimonio e poter stare insieme a Lillo dopo aver divorziato dal marito. A questo punto le due storie si fondono e coinvolgeranno i nostri protagonisti in una serie di situazioni esilaranti e gag inimmaginabili.

Commento

Mi chiedo come possano durare nei decenni gli insulsi cinepanettoni, ovvero quei film che attraverso la volgarità delle scenette e le farsesche battute riciclate negli anni, ripropongano pedissequamente un format ormai deleterio per il cinema. Si potrebbero benissimo copia e incollare le trame delle passate pellicole natalizie per rendere conto di quanto questo film non accenni al cambiamento, tutt'altro, a parte il divorzio dal socio Massimo Boldi, il filmetto di Neri Parenti è un inno al riciclaggio forzato, una ridicola messa in scena di irritanti stereotipi sociali. Cristian De Sica, sempre più in conflitto con la sua coscienza non intende chiudere il capitolo dello squallido "Natale a..." riproposto ogni santissimo dicembre, piuttosto conferma la sua presenza di fine anno facendo diventare la sua filmografia un'agenzia di viaggi natalizia. Peccato però, perché nonostante l'apparenza, è un attore di grande caratura, dotato e maledetto, forse per causa sua, chissà... Ad ogni modo, c'è ben poco da dire sulla suddetta pellicola se non altro, perché nè tecnicamente nè concettualmente propone delle novità di rilievo rispetto al passato. Se siete dei cultori dei cinepanettoni, non arriverete neppure a finire di leggere questo commento che sarete già seduti sulle comode poltrone del vostro cinema di quartiere, al contrario se odiate simili film non sarete neppure qui dentro a leggerne le correlate fandonie, alla fin fine il mio è solo un lamento ad alta voce.

Tornando al film (ebbene si, mi sforzo di dire qualcos'altro), esso ripropone i soliti intrighi amorosi e risate a colpi di palpeggiamenti e toccatine ammiccanti, in pratica la locandina funge esclusivamente da immediata attrattiva. Pensateci, cosa c'è di meglio del camuffare un pacco regalo con della carta di cui tutti conoscano la firma? Se poi dentro ci sia o no qualcosa passa subito in secondo piano. Ecco allora entrare in sala, scartare il pacco con la simpatia di Fabio De Luigi, Claudio Bisio e Cristian De Sica complici due bellezze quali Sabrina Ferilli ed Elisabetta Canalis e rimanere subito a bocca asciutta per la mancanza di un qualsiasi messaggio che stimoli intelligentemente le capacità cognitive dello spettatore. Diventa realmente frustrante apprendere di un successo che premia la svogliatezza, la negazione più aberrante verso un cinema di classe, di sottile ironia che cambi quantomeno ogni tanto registro. Un riassunto del film si potrebbe ricavare da una frase chiave che ne delinea il carattere: "Chi appende il cappello tenga a freno l'uccello". Detto questo, chiudo con una smorfia di sdegno e un nero cappello a coprire la nuda vergogna, con gli anni sempre più in bella mostra verso la fine dell'anno. Bel modo di festeggiare il capodanno...

Voto ripetente: Non classificato.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Natale a New York
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-14 04:01:02
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Piacerà a chi esige il consueto panettone natalizio e non intende rinunciare all'abitudine nonostante l'assenza di Boldi. Il produttore De Laurentiis ha fatto l'impossibile (leggi adunare un grosso cast) per accontentare l'affezionato zoccolo duro." (Giorgio Carbone, 'Libero', 15 dicembre 2006) "Perso per strada Massimo Boldi, la compagnia coordinata da Neri Parenti affianca all'incursore n°1 Christian De Sica nuovi specializzandi in sketch, barzellette e gag a presa rapida. L'esito non va disgiunto dalle ambizioni di partenza e non è il caso di mettere mano ai sacri principi: sia pure suddivisa in due episodi autonomi e adiacenti, la trama conta poco e va presa a consumo come la bottiglia in osteria. Restano come al solito le performance individuali, sulle quali è invece possibile esprimersi con un minimo di cognizione di causa. Il reparto, per così dire, «corna incrociate» viene galvanizzato da un Christian in gran forma, disposto a privarsi di gran parte del fardello di parolacce per dare i tempi giusti al balletto allestito oltreoceano con la buffa amante burina Sabrina Ferilli e il simpatico Massimo Ghini a sua volta fatuo fedifrago. Unica nota stonata la figlia incarnata da Elisabetta Canalis, che nel rendere la pariglia ai maschietti si limita a mettere il broncio e la minigonna come faceva nelle dimenticabili comparsate televisive. Il settore goliardico/giovanottesco offre quello che può: un misurato Fabio De Luigi nel ruolo del chirurgo vessato dal nevrotico primario Claudio Bisio, alle prese con il duo Ruffini/Mandelli che sembrano nati per produrre smorfie & cretinerie nonstop. Una piacevole new entry è costituita da Alessandro Siani, lo sfigato pianista da bar che si assume l'onere di fare incollare i lembi della pochade con la sua finta aria svagata da cabarettista di classe. A conti fatti non ci si può inorgoglire, ma neppure vergognare per avere pagato il biglietto." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 16 dicembre 2006) "Che la formula sia consunta lo riconosce ormai pure Aurelio De Laurentiis. Infatti per Natale 2007 rinverdirà i fasti del ciclo 'Amici miei', trasferendovi in blocco le star dei suoi cinepanettoni. Magari è un'idea. Sempre che 'Commediasexi' riesca davvero a farsi spazio tra i due supercomici scoppiati (e un po' spompati). Se la domanda è 'com'è De Sica senza Boldi?', la risposta è facile: più divertente di prima. I due ormai mal si sopportavano, tanto da ritagliarsi sketch sempre più separati, sicché non stupisce che Christian abbia deciso di far coppia fissa con Massimo Ghini. Uguali e diversi, in 'Natale a Miami' incarnavano due cinquantenni romani, tresconi e danarosi, rivali ma in fondo complici, con una gran voglia di correre la cavallina. Poiché squadra che vince non si cambia, in 'Natale a NewYork' la storiella è pantografata con minime variazioni: (...) In effetti, tra porte che si aprono e si chiudono, bugie sesquipedali e scambi di fotografie, l'episodio si propone in chiave di commedia brillante, con qualche affondo colorito in linea con lo spiritaccio capitolino dei personaggi. (...) Bombardato dal tormentone musicale 'World hold on', il film ricicla gag da 'Tutti pazzi per Mary' e cita 'Mr. Magoo', il lesso Alessandro Siani scomoda il fantasma di Troisi, le comparse americane paiono atroci, tutto suona un po' rallentato. Ma Neri Parenti è un professionista del genere, il copione l'hanno rifinito a dieci mani e se dici che si ride poco passi per un nemico della patria." (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 16 dicembre 2006) "'Natale a New York' ripropone il collaudatissimo meccanismo della commedia degli equivoci, mescolando mariti, mogli, amanti, figli, figlie e genitori vari. (...) 'Olè punta tutto sulla coppia che non si sopporta per riproporre l'eterno scontro tra 'l'ingenuo' lombardo e il 'furbo' napoletano. (...) Ma mentre il film di Neri Parenti con Christian De Sica va come un treno sulle rotaie della farsa più collaudata il secondo, diretto da Carlo Vanzina, praticamente non ingrana mai la marcia giusta e arranca dall'inizio alla fine. Anche gli 'antipatizzanti' di questo tipo di cinema possono soltanto sperare in un paio d'ore di barzellette inedite e divertenti, capaci di distrarre dai pensieri di tutti i giorni. Come appunto si chiede a una farsa. De Sica ci riesce, Boldi no. La ragione è presto detta. 'Natale a New York', e il suo collaudatissimo timoniere Aurelio De Laurentiis, hanno cercato di rifare quello che sapevano fare meglio; i Vanzina, chiamati al servizio di Boldi, hanno pensato bene di stravolgere l'anima del comico di Luino obbligandolo a inseguire esempi a lui inadatti o che comunque hanno finito per mortificare quella sua vena di comicità fanciullesca e quasi surreale che altro volte aveva funzionato. Più che la difficile alchimia con Salemme, basata troppo sulle differenze regionali e non abbastanza su quelle caratteriali, troppo meccanica per non svelare che battute e gag nascevano a tavolino e non dalla spontanea dialettica dei due attori, l'errore più grande ci sembra quello di aver costruito una storia senza crederci davvero. (...) Anche De Sica gioca d'accumulo, ma senza cercare di unire per forza tutto. La storia delle due coppie fedifraghe e quella degli studenti lazzaroni non cercano mai di giustificarsi l'un l'altra. (...) In questo modo gli attori non si sentono costretti ad ubbidire a una qualche gerarchia contrattuale ma inseguono sole le ragioni dei propri personaggi. E soprattutto conquistano il sorriso dello spettatore. Questo vuol dire che Boldi non doveva divorziare da De Sica? Non è detto. Probabilmente dopo tanti annoi insieme i due non si sopportavano più, ma è certo che per il futuro il Cipollino nazionale deve cercare un canovaccio più adatto alla sua comicità." ('Corriere della Sera', 16 dicembre 2006)

Copyright © Cinematografo 2007.



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