A Napoli l'organizzazione mafiosa di Rampone, per mezzo di un drappello di bravacci capeggiati da Vito, impone onerose protezioni a piccoli industriali e a commercianti. Don Francesco Gargiulo, proprietario di un arsenale, tenta di opporsi ma viene piegato da Vito il quale cattura suo figlio Marco ne violenta la fidanzata Maria. Marco, a sua volta voglioso di vendetta, con fotografie prese mentre i mafiosi compiono le loro imprese, permette al commissario De Stefani di catturare i delinquenti e di costringere le vittime a firmare la denuncia. Rampone, però, assolda il disumano killer Franäois e, attaccando nuovamente tutti i negozianti, li induce a ritirare le deposizioni. De Stefani si trova a dover rimettere in libertà tutti i mafiosi per mancanza di prove. Questa volta il Gargiulo si decide ad agire e, armati tutti coloro che con lui hanno sofferto ingiustizie, raggiunge tutti i mafiosi mentre stanno festeggiando la liberazione di Vito e dei compagni. La strage viene compiuta all'interno di catacombe-cimitero.
