Dalla conferenza stampa le interviste ai protagonisti
di Miami Vice in esclusiva su Yahoo! Cinema
JAMIE FOXX (Ricardo Tubbs), COLIN FARRELL (Sonny Crockett), GONG LI (Isabella), NAOMIE HARRIS (Trudy), MICHAEL MANN (Regista)
Q: Mr. Mann, se posso iniziare con lei. Mentre leggevo le note di produzione mi sono reso conto che in parte per lei questo progetto si trattava di una lezione di storia. Le note di produzione indicano che circa ventanni fa lei ha avuto lidea di fare un film sul tema della Miami vice. In realtà è diventato poi qualcosa di diverso, ma possiamo immaginare che abbia continuato a coltivare lidea originale in attesa del momento giusto per riproporlo.
MM: Quando ho letto per la prima volta la fantastica screneggiatura di Tony Yerkovich per Miami Vice, era stata concepita come una puntata pilota per una serie televisiva
Era davvero spettacolare, e la mia prima reazione è stata: non voglio fare una serie televisiva, voglio fare un film, voglio girarlo come un film. Ma non è stato possibile e abbiamo fatto la serie televisiva. Dopo sette giorni di riprese, abbiamo creato questi mini-film di una durata di unora. Per me questo è sempre stato motivo di frustrazione poichè volevo realizzare un film. Ero convinto che il soggetto fosse perfetto. E poi, quasi per scherzo, in occasione della festa di compleanno di Muhammad Ali, Jamie ha cominciato a parlarmene. E da li un pò alla volta ho iniziato a riprendere in esame la cosa.
Q: Passando ora alle protagoniste, iniziamo con Gong Li. Mi chiedo quale sia stata per te lattrattiva nel fare un film diverso da quelli in cui ti abbiamo solitamante vista: ovvero nel ruolo di femme fatale in un importante film dazione ?
GL: La maggiore attrattiva è stata quella di poter lavorare con questo regista, è davvero un grande regista. E poi, è chiaro, lopportunità di lavorare con due attori protagonisti di questo calibro...
Q: Grazie. Naomie, nonostante tu non faccia un lavoro da poliziotta, hai dovuto intraprendere una preparazione atletica molto rigorosa perchè il regista lo ha preteso. Potresti parlarcene per favore?
NH: Sì, ho fatto pugilato per unora e mezza, sei giorni alla settimana. Praticamente tutti i giorni ero impegnata sul poligono di tiro. Ho dovuto fare parecchio lavoro per essere in forma fisicamante per le riprese e siccome non sono solitamante molto attiva in tal senso, e non amo neanche tanto lattività fisica, è stato proprio diffile. [RIDE.] Credo che in buona sostanza Michael voleva che prendessi qualche chilo per la parte di Trudy, ma purtroppo il risultato dellattività fisica è stato il contrario. [RIDE.] Temo che da quel punto di vista ho deluso le aspettative di Michael!
Q: Ci devi svelare i segreti della tua dieta così ne ricaviamo una fortuna! Jamie, ci puoi dire qualcosa in più riguardo allidea che hai avuto durante la festa di Muhammad Ali, quando hai espresso al signor Mann la nozione che si poteva riprendere il soggetto per farne un film.
JF: In un certo senso, quando ho incontrato Michael Mann, ero un bambino che accarezzava un pitbull. Michael Mann era questa grande presenza e io non ero nessuno. Ma in compenso avevo una connessione con Miami Vice. Vedevo il lato figo delle cose; immaginavo la gente che guardava i provini dei film al cinema, che si vedeva arrivare al rallentatore questa bestia di macchina, e poi vediamo le persone allinterno della macchina, e viene anche riprese il conta-chilometri e le ruote ed in fine cè una ripresa del retro della macchina e vedi la targa con la scritta: Vice. Per me è una gran figata essere parte di tutto questo. E Michael mi diceva ma no dai, molla il colpo, sto cercando di fare altra roba. E da lì è diventato una sorta di scherzo ricorrente. Facevamo una conferenza stampa in cui gli chiedevano, Michael, qualè il tuo prossimo progetto? E io rispondevo Miami Vice. MM: Questo succedeva allAcademy.
JF: Sì allAcademy durante la premiazione degli Oscars®. Ma sentivo davvero che sarebbe stato un grande successo a livello commerciale. Qualsiasi cosa dovesse accadere, il concetto era saldamante radicato nella cultura americana ed era stato esportato ed apprezzato in tutto il mondo. E poi la sua esperienza da regista cinematografico dava ulteriore legittimità al progetto. Non è come tutti gli altri remix che avete visto. Per la prima volta viene presentato come film, e mi auguro che possa dare alla gente la possibilità di andare a pagare al botteghino e farli entrare nel suo mondo.
Q: Grazie. Colin, immagino che per te la scelta sia stata scontata. Hai avuto loccasione di interpretare un ruolo da autentica icona, quella di Sonny, e di lavorare con Michael Mann.
CF: Sì, è un paio di anni che mi sento con Michael. Tutte le volte che passavo per Los Angeles ci incontravamo e andavamo a cena e poi a bere qualcosa. Parlavamo anche della possibilità di lavorare assieme. Cera ad un tempo una cosa di nome Spy ma non è andato in porto. E poi è arrivato questo, e sapevo del coinvolgimento de Jamie, e come hai detto tu, la scelta da parte mia era scontata. Come diceva Jamie, fai un film in cui ci sarà una componente dazione. A livello visivo sarà stupendo, concepito per il grande schermo, e sai anche che ci sarà un gran lavoro anche sulla profondità dei personaggi perchè si tratta dopo tutto di un film di Michael Mann.
Q: Grazie. OK fantastico, ora possiamo sentire qualche domanda. Vedo la mano di quel giovanotto messicano.
Q: Questa domanda è per Colin. Ti abbiamo visto ballare nel film. Voglio sapere se ti ritieni un ballerino molto bravo, scarso o accettabile e qualè il genere musicale che preferisci?
CF: Mi piaciono tutti i tipi di musica. Pensavo di essere un ballerino passabile prima dei due mesi di prove che abbiamo fatto io e Gong Li. Hanno organizzato delle classi di salsa come ripasso, e poi siamo andati direttamente sul set. Alla fine della serata i piedi di Gong Li erano ridotte ad una merda. Aveva cerotti ovunque e vedrete che non inquadrano troppo spesso i piedi! Riprendono quasi eslusivamente sopra la vita. Ma è stato divertente. Tutto quello che fai per la prima volta, tipo suonare uno strumento che non hai mai suonato prima o imparare a ballare o prendere in mano delle pistole, o delle armi, cambiare il tuo fisico; insomma qualsiasi cosa che fai che è alieno alla tua vera persona al di fuori dei film, ti aiuta ad entrare nella parte.
Q: La prossima domanda sarà di quel signore, grazie.
Q: Vorrei sapere quanto è difficile comprimere una serie televisiva di quattro o cinque stagioni in un film di due ore? Qualè la principale differenza tra la televisione ed il cinema, e qualè laspetto più complesso nel fare un film di una serie televisiva?
Q: Signor Mann, a lei questa domanda sulle sfide che ha incontrato per trasformare la sua idea in un film con temi attuali.
MM: Questa è solo la mia prospettiva, comunque non si tratta tanto di fare un film tratto da una serie televisiva, ma di catturare lessenza che ha reso celebre la serie e trasmettere il fascino di Miami. Crockett e Tubbs sono degli agenti infiltrati. Catturare questa essenza nel 2004 e poi sviluppare il concetto per un film, senza il bisogno di guardare indietro.
Q: Sì, salve. Il terzo personaggio nel film è, senza dubbio, Miami, la città. Mi chiedevo dunque come ciascuno di voi sia entrato in sintonia con la città. Riuscireste davvero a viverci, col caldo, col sex appeal, etc.?
Q: Questa è una domanda per tutti. E evidente che vuole molto materiale. Se possiamo iniziare con la signorina Gong Li. Le piacerebbe vivere a Miami, e quali sono le sue impressioni di quel luogo?
GL: E una città bellissima, ha delle spiaggie fantastiche, e si avverte la sensazione di una certa pericolosità e suppongo che se non fosse per gli uragani, sarei dipsosta pure a viverci..
Q: Naomie, tu come la vedi?
NH: A me è piaciuto tantissimo essere a Miami, e da quando abbiamo terminato le riprese ci sono già tornata due volte. Credo sia un posto fantastico perchè ha la combinazione delle spiaggie bellissime, il mare stupendo ed una vita notturna fantastica. Bar e ristoranti incredibili e shopping favoloso, quindi adoro quella città!
Q: Jamie?
JF: Sono diversi anni che vado a Miami. Ogni capodanno facciamo uno spettacolo lì. Questultimo capodanno cera Snoop, Busta Rhymes e Ludacris. Cera Billy Joel seduto al tavolo e Snoop Dogg dallaltra parte. E sapete, questa bellissima cultura Latina. E proprio tutto. La libertà che senti dal momento che arrivi allaeroporto. Proprio figo.
Q: Colin?
CF: Mi sono divertito tantissimo a Miami. Mi è proprio piaciuta, è una citta con unenergia molto particolare. E diversa dagli altri posti che ho visitato in America, e di posti ne ho visti. Capisco quello che diceva Li riguardo alla sensazione di pericolo, cè molto fermento. Sia di giorno che di notte. Di solito, durante il giorno, quando non lavoravo stavo a letto. La sera quando calava il sole e iniziava la musica, aumenta il volume, ed il movimento sulle strade, è allora che avverti quella pericolosità. Questa è linfluenza Latino Americana che da a Miami un ambiente così particolare. Cè un forte miscuglio di culture, mi sono divertito molto. Wow, mi sono proprio divertito!
Ci vivrei? No, amico, io non so dove cazzo vivrò. Cristo, sono sette anni che giro con una valigia. Ma no, non vivrei lì, ma di sicuro la visiterei. La gente è fantastica, ci hanno proprio accolto bene.
Q: Okay. Signor Mann?
MM: Miami è uno di quei posti fantastici, sensuali e di grande bellezza naturale. Il clima è sfolgorante, sopratutto nel peiodo in cui giravamo. Mi ricordo negli anni ottanta quando stavamo facendo le riprese per alcuni episodi ad agosto e vedevamo arrivare queste incredibili formazioni di nuvole. Allepoca non cerano così tanti uragani. Ma è bellissimo, davvero unico in quel senso. E appena sotto la superficie avverti questo strato di pericolo. Qui qualcosa di misterioso può accadere. Miami attrae persone da tutte le parti del mondo. Mi ricorda quasi Las Vegas negli anni settanta. Adoro Miami.
Q: E davvero così facile andare da Miami a Cuba come fa credere la scena del motoscafo?
MM: Sì, sono 90 miglia.
Q: Davvero?
MM: Eh già.
CF: Aiuta se hai un passaporto irlandese.
Q: Suppongo di sì. [RIDE.] Ora sentiamo delle domande da alcune signorine.
Q: Salve, una domanda per Colin. Hai pilotato il motoscafo e la Ferrari da solo o sono stati solo gli stuntmen a divertirsi?
CF: Cè una persona che si chiama John Tomlinson che gareggia con queste barche. Io e Jamie siamo usciti diverse volte con lui e ci ha insegnato qualcosa. Alla fine abbiamo fatto tutto da soli. Cè una scena intera che potrete vedere in DVD in cui cè una gara allinizio del film. Lì eravamo principalmente io e Jamie al comando delle barche. Ma nella scena in cui io e Gong Li ci dirigevamo verso Cuba eravamo in mezzo alloceano e procedevamo dritti. Non cera molto che si poteva colpire e le onde non erano così grandi, quindi ci siamo divertiti molto. Come dicevo, questa è stata unaltra esperienza a cui non ero abituato, e quindi unaltra fonte di esperienza che ti aiuta col lavoro.
MM: Vorrei aggiungere qualcosa. Tutti quesi fantastici attori hanno molto ambizione artistica e hanno affrontato ogni incarico con enorme curiosità e determinazione. E ciò che è più impressionante è che sanno fare davvero tutte le cose che gli avete visto fare nel film. Hanno sviluppato queste competenze perchè hanno lavorato sodo e si sono allenati per poterlo fare. Questo ha aiutato notevolmente la loro fiducia durante le riprese, perchè sanno davvero il fatto loro. Di conseguenza noi eravamo più liberi e loro sono riusciti a realizzare le riprese in tutta spontaneità. Colin sa maneggiare le pistole, e anche Jamie. Jamie ha pure fatto decollare un aereo e questo è uno che non sa volare più di quanto non sappia volare io! Li, Naomie, tutti hanno fatto ciò che gli avete visto fare, questa gente è davvero tosta.
Q: Vorrei sapere se avete parlato con Don Johnson e Phillip Michael Thomas durante le riprese e se loro hanno visitato il set.
MM: Per chi è la domanda?
Q: Per voi tre.
CF: No, ho chiamato Don Johnson ma il bastardo non mi ha mai richiamato. [RIDE.] Ma Jamie lo ha incontrato in un ristorante a Los Angeles, e ha detto...
JF: Sì, lho visto a Koi, mi ha detto, dì a Colin Farrell di ridarmi il mio sospensorio quando ha finito di usarlo.
CF: Non ho neanche ricevuto il sospensorio. Lho aspettato tutti i giorni vicino alla casella postale.
MM: Ho visto Don, non ho visto Philip, ho visto Don, e stanno benissimo. Quella serie, quel loro lavoro appartiene alla storia. Ha ancora una certa vivacità e luscita del film serve ad emfatizzare la serie televisiva, anche perchè sta per uscire in DVD. Gran parte del loro ottimo lavoro, molto del loro carisma ha retto bene ai 22 anni che sono trascorsi.
Q: Quella signorina.
Q: Questa è per Colin. Ho letto da qualche parte che detesti la palestra, quindi ci sei dovuto andare per questa parte?
CF: Che odio la palestra?
Q: Sì , è vero? CF: La detesto. Noiosa. Proprio questa parola aiuta a spiegare perchè mi distrugge. Lho fatto, fa parte del lavoro. Non è proprio una tortura. Ma non me lo so spiegare, mi annoia a morte. Ma quando fa parte del lavoro è unaltra maniera per assimilare il personaggio. E sì, ho messo su del peso, ero davvero più grosso dopo la palestra e le bevande proteiniche, e tutta quella merda la.
Q: Nella penombra vedo un giovanotto vestito di bianco, si, eccolo.
Q: Questa è una domanda per Colin. Nella serie di Miami Vice abbiamo visto delle scene in Colombia e ne abbiamo viste alcune anche nel film. E capisco che in alcune parti del film siete in Colombia...
CF: Questo non ha niente a che vedere con me, ma continua
Q: ...e quindi vorrei sapere se sei mai stato in Colombia e se lunica aspettativa che hai riguardo al paese è quella della droga.
CF: Se credo che lunica cosa che la Colombia abbia dato al mondo sia la cocaina buona?
Q: Sì.
CF: Assolutamente no. No, non potrei mai dipingere una cultura intera con un così dannoso stereotipo. Non sono mai stato in Colombia, ho incontrato colombiani, sono un grande tifoso di calcio, e quindi sono consapevole di ciò che la Colombia ha contribuito al mondo in quel senso. E un grande peccato che la Colombia sia conosciuta nel mondo per una merce in partciolare, ma io non ci sono mai stato, ho incontrato delle persone colombiane ed erano tutte fantastiche.
Q: Non avete girato lì per questioni di sicurezza?
CF: No, non credo sia stato per questioni di sicurezza, anche se questa è più una domanda per Michael. Perchè non abbiamo girato in Colombia?
Q: Se magari può approfondire sulle scelte geografiche e raccontarci quello che lei vedeva dalla prospettiva di regista. Il motivo per cui ha selezionato determinati luoghi.
MM: Abbiamo viaggiato parecchio, ed abbiamo ricercato molto accuratamente nella fase della pre-produzione. Era molto stimolante ed è stato fantastico visitarla. Cera una grande energia e la cultura aveva una tale ricchezza, ed ero tutto molto nuovo e intrigante e vorresti filmare in tutti questi luoghi ma non puoi. Volevo fare delle riprese a Rio, ma davvero non puoi andare ovunque. Quindi abbiamo girato in Uruguay, nel Paraguay, nella Repubblica Dominicana ed a Miami. Per le scene a Barranquilla, quelle al chiuso sono state girate a Miami mentre quelle allaperto le abbiamo girate a Montevideo.
Q: Li, pare che lei sia molto attrata al ruolo di femme fatale. Ci puoi dire qualcosa riguardo ad Isabella ed il suo ruolo nel film?
GL: Isabella non è per niente un personaggio semplice, è abbastanza multi-dimensionale. E come un diamante prezioso. Ha tante faccette, che brillano quando le esponi alla luce, ma al contempo ha al suo interno dei difetti. Amo molto questo tipo di personaggio per la complessità e la multi-dimensionalità. Mi da loccasione di provare cose nuove ed esprimere la profondità delle emozioni del personaggio. Mi piaciono davvero questi personaggi e sono grata dellopportunità che mi è stata concessa. Sono molto riconoscente al regista per avermi dato questa opportunità.
Q: Prendiamo ora una domanda da una delle signore giapponesi.
Q: Questa domada è per Colin. Devo farti questa domanda perchè me lo ha chiesto la mia redazione. Ti sono piaciuti i Mondiali? E risaputo che sei un grande tifoso di calcio cosa ne pensi del risultato, e per chi hai tifato?
CF: Chi ho tifato? Penso che il Mondiale, in quanto allo standard di gioco, sia stato mediocre. Non credo ci sia stata una nazionale che abbia giocato molto meglio delle altre e questo vale anche per lItalia, che ha vinto il torneo. Credo che il problema delle simulazioni sia diventato molto grave nel calcio e che la FIFA dovrebbe imporre ai commissari tecnici ed ai giocatori di eradicare questo fenomeno.
E poi lutilizzo dei replays a bordo campo è una cosa discutibile. Però, anche se non lavrei mai detto, mi è piaciuto molto. Ha reso ancora più spettacolare levento. Una volta ogni quattro anni il mondo si ferma. Le nazioni si uniscono in una sorta di simbolo di solidarietà ed è davvero speciale. Sì mi è piaciuto un sacco, davvero un sacco. Mi fa girare i coglioni il fatto che dovrò aspettare altri quattro anni per il prossimo Mondiale.
Q: E lInghilterra che impressione ti ha fatto?
CF: Che impressione mi ha fatto lInghilterra? Sai, penso che non abbiano fatto bene come avrebbero potuto. Avevano un squadra molto forte ma non lhanno dimostrato. Penso che lepisodio tra Rooney e Ronaldo sia stato molto sfortunato, e che Ronaldo si sia comportato malissimo, etc. Ma in ogni caso bisogna perdonarlo. Tutti commettono degli errori.
Q: E un peccato che lInghliterra abbia perso, vero Colin?
CF: Sì, sono stato proprio male per leliminazione.
Q: Ero davvero a pezzi.
CF: E ancora una volta ai rigori.
Q: Lo so.
CF: Porca troia.
Q: Sembra proprio una maledizione.
CF: Sì, e chissà perchè? [RIDE.] Sarà una questione di karma?
Q: Michael, hai detto che erano in grado di fare tutto quello che gli abbiamo visto fare nel film. Che preparazione hanno avuto per fare gli agenti infiltrati, e sono mai stati in pericolo?
MM: Non lasci mai che qualcuno sia in pericolo. Ci sono delle cose che impariamo ma non andiamo mai al di la di ciò che abbiamo appreso. Impari a guidare e quando hai imparato a guidare molto bene, allora puoi scendere in pista. E limitato ma è lintrigo che circonda il mondo degli agenti infiltrati che è alla base di questo film. E il motivo principale per cui mi sono detto, okay, faccio questo film. Ho analizzato la vita di alcune persone che fanno questo tipo di lavoro in situazioni molto pericolose ed eccitanti e mi sono reso conto che nonostante avessimo fatto la serie televisiva non abbiamo davvero trasmesso il senso stimolante di avventura e sfida che senti quando diventi unaltra persona, come dice Jamie in una battuta del film ci sono gli infiltrati e poi ci sono quelli che non sanno neanche più la differenza tra giusto o sbagliato. Questo succede sempre alle persone che lavorano in questi contesti, perchè diventano una versione alterata di se stessi. Le situazioni in cui si sono proiettati nel film erano molto pericolose. Per fare questo, ed i qui presenti ve ne possono parlare, ho creato delle situazioni ipotetiche in cui avvenivano le transazioni. Abbiamo simulato la consegna di narcotici durante la notte a sette miglia dalla costa di Miami. Tutti hanno potuto apprendere come ci si sentirebbe a vivere una situazione come quella. Gli agenti che fanno davvero quel lavoro sono attori che utilizzano che dipendono quotidianamente sulla loro astuzia. E se commettono errori non hanno semplicemente una brutta recensione, non hanno la possibilità di ripetere la scena. Q: Jamie, Mr. Mann diceva che ti sarebbe piaciuto spiegare come hai scelto di interpretare una persona che diventa un agente infiltrato.
JF: La mia esperienza è che quando incontravamo questi agenti undercover si ponevano diversamente quando cera Michael Mann. Quando registravamo ti davano risposte formali. Ma ciò che è più interessante è che quando spegnevamo i registratori ti davano versione più veritiere del loro lavoro. Cera un fratello interessante, il cui nome non posso svelare, che diceva che non gli importava della quantità di droga che veniva venduta, o quei tipi di crimini. A lui non piacevano gli omicidi ed era quello il motivo del suo coinvolgimento. Chiedevamo sempre perchè fai questo lavoro, non guadagni molto, ed il rischio è molto elevato. Molti erano motivati dal desiderio di fermare i cattivi.
Q: Nei suoi film i personaggi rappresentano il cowboy solitario, cosa la affascina di questo tipo di uomo e come vede luomo americano di oggi?
MM: Può ripetere la domanda?
Q: I suoi personaggi rappresentano il cowboy solitario, e mi chiedevo cosa la affascinasse di questo tipo di uomo?
MM: Mmm, beh! [RIDE.]
Q: Più che una risposta, vuole un libro!
CF: Non avevi mai pensato al cowboy solitario vero?
MM: Cowboy solitario
Mi incuriosiscono le persone che si trovano in situazioni di conflitto, quando i personaggi vivono situazioni drammatiche, in cui cè molto conflitto. E quando il conflitto presenta dei temi che magari affrontavano da anni nella loro vita, allora allimprovviso il personaggio si trova a guardarsi allo specchio per cercare di risolvere dei temi che vive da quando aveva 11 o 12 anni.
Perchè Sonny Crockett, che piace alle donne, che è un autentico don Giovanni, ha questi fantastici rapporti molto superficiali che durano un mese? Come se stesse evitando il confronto con qualcosa di veramante serio. Si trova in quello stato danimo quando incontra la donna della sua vita, ma è la donna sbagliata. Quelle situazioni e quei personaggi che spingono la storia verso tali situazioni, è questo che mi affascina. E non saprei dove iniziare a commentare sullo stato attuale del uomo Americano. So solo che anche io appartengo a questa categoria!
Q: Jamie, hai progetti musicali in questo momento?
JF: Progetti di che tipo?
Q: Se hai progetti musicali in corso?
JF: Sì, è appena uscito un mio disco.
MM: Ha il suo disco, la sua etichetta....
JF: Sì è un disco e se non ce lavete andate a prenderlo! Si chiama Unpredictable. [RIDE].
MM: Costa $10.99.
JF:
siamo a quota 2.5 milioni di dischi venduti al momento. Quindi fatelo stare zitti perchè a breve sarò in Sud Korea per fare uno spettacolo! [RIDE.]
Q: Quindi uno o due persone lhanno già comprato!
JF: Eh?
Q: Dicevo che una o due persone lhanno già comprato il disco.
JF: Sì, e troppo fico.
Q: Sì, troppo fico! Il signore lì e poi ci spostiamo verso il retro.
Q: Mi chiedo quanto ne hai, sei stato...
CF: Sono stato benissimo in comunità, e... [RIDE.]
Q: No, mi chiedevo quanto hai contribuito alla creazione del tuo look nel film, con i capelli lunghi e unti, i baffi e così via. E se ti piaceva il look, se ti sentivi a tuo agio. CF: Sai, cè sempre un momento, e per me questo arriva prima di un film, in cui sei confuso o combattuto riguardo al tuo personaggio ed al suo ritmo emotivo. E quindi inizi a prendere in esame laspetto fisico, per esempio i baffi. Mi ero fatto crescere la barba ed un giorno, in seguito ad un pò di sperimentazione, avevo questi baffoni allucinanti. Pensavo che fossero proprio fighi quindi mi sono presentato da Michael. Anche lui ha pensato che fossero allucinanti! [RIDE.] E poi abbiamo fatto il guardaroba.
MM: Sì.
CF: E mentre provavo questi abiti per il guardaroba mi facevano delle foto da passare a Michael, ed il look gli piaceva. Diceva che poteva funzionare quindi abbiamo deciso di mantenere quel look. Michael Mann è molto preciso con queste cose, la direzione drammatica ed emotiva che vuole imporre al film, ma anche la componente estetica e visiva dei personaggi ed i vestiti che indossano. Le macchine, il colore delle macchine, il modello delle barche, tutto, larchittetura che vuole riprendere nelle singole riprese. Molte di quelle decisioni erano le sue, sì.
Q: Ma non mi hai detto se ti piaceva il taglio di capelli.
CF: Se mi piaceva il taglio? Alla fine sì, mi sono abituato. Potreste vederlo ancora in futuro. [RIDE.] La prossima volta lo faccio bene però. Tiro fuori una roba alla Billy Ray Cyrus!
Q: Salve, una domanda per Jamie e Colin. Ho letto in un paio di artcoli che Michael Mann vi ha portato in posti pericolosi, avete lavorato in situazioni estreme, e mi chiedevo in che senso fossero pericolosi questi luoghi? Se erano letteralmente pericolosi o pericolosi in un senso emotivo, ed in tal caso se questo vi ha portato ad odiare in alcuni momenti il vostro regista?
JF: No amico, tu sei matto! Niente di tutto ciò. Gli unici pericoli erano le situazioni che creavamo noi. La cosa più intensa era il fatto di dover lavorare nelle condizoni climatiche di Miami col gran caldo. Ma non cera odio, cera molto amore sul set. Questo è cio che succede quando riscrivi la storia e fai qualcosa che cambierà la storia del cinema.
Q: Colin vuoi aggiungere qualcosa?
CF: Lo odio! Non avete notato che non ho mai guardato a sinistra?
Q: Parlaci di come è stato lavorare vicino agli uragani, che devono essere per te una cosa nuova, visto che non si abbattono molto spesso su Dublino!
CF: Uragani? Gli uragani in realtà sono passati molto velocemente per abbattersi più violentemente altrove. E in aggiunta ce li aspettavamo, sapevamo che niente era stato lasciato al caso. Per diversi giorni non abbiamo potuto lavorare, ed un paio di volte, come accennavo prima, ci sono passati sopra, ma non è stato niente di che. Cioè gli uragani che ho visto erano bellissimi, pura e inadulterata natura, ma non abbiamo testimoniato la devastazione che cè stata da altre parti.
Q: Magari eri troppo impegnato a nasconderti sotto al letto per vedere la bellezza degli uragani! Una domanda per Colin, Jamie e Naomie, per favore. Avete mai fatto qualcosa di illegale?
Naomie, tu non hai parlato molto hai mai fatto qualcosa di illegale - contano anche i divieti di sosta!
JF: Naomie non ha mai fatto niente di illegale!
NH: Non ho neanche preso una multa.
Q: Neanche una multa per un divieto di sosta?
JF: E la più educata, dolce e carina, è troppo brava, è la donna più brava del pianeta!
NH: Mi dispiace.
Q: Hai mai preso una multa, Jamie?
JF: Diverse volte! [RIDE.] E abbastanza facile quando giri per Los Angeles con una bella macchina luccicante! Per il resto, non ho mai fatto nulla di illegale, tutto tranquillo.
Q: Colin?
CF: No. [RIDE.]
Q: Ti sei ispirato in parte al Sonny Crockett di Don Johnson o hai preso un approccio tutto tuo?
CF: Ho molto rispetto per Don e Phillip. Come diceva Michael, lintensità ed il carisma che hanno dimostrato nella serie televisiva hanno contribuito al suo successo storico. Ma Michael voleva ripartire da zero, sviluppare le premesse dallinizio. Dal mio punto vista di attore iniziavo con niente. Ho guardato un paio di episodi perchè cerano dei temi in comune o determinate sensibilità e quindi il Crockett che trasmettevo aveva qualche similarità col Crockett di Don Johnson. Cera una certa instabilità emotiva, per quanto concerne le cose che sono importanti nella vita di un uomo, il ruolo della famiglia, le emozioni al di fuori dal lavoro. Il Crockett di Don Johnson era talmente preso con il suo lavoro che la sua vita co-esisteva col lavoro e di conseguenza il suo matrimonio ne ha sofferto. La stessa cosa succede al mio Crockett, nonostante non sia sposato e non abbia figli. La sua vita privata soffre perchè è troppo impegnato con il suo lavoro. Prima di incontrare il personaggio di Gong Li, Isabella, ha solo il suo lavoro. Quindi è chiaro che ci sono delle similarità.
Q: Non sei entrato in una vasca da bagno con Sheena Easton.
CF: Non sono entrato in vasca con Sheena Easton, e non ne ho avuto bisogno. E non ho mai ricevuto il sospensorio di Don Johnson.
Q: Ecco, la vita è piena di piccole delusioni
CF: Ma domani è un altro giorno.
Q: Ho una domanda per Colin.
CF: Lasciatemi stare! [RIDE.]
Q: Sonny perde la testa per Isabella, pur sapendo che la storia non avrà un futuro, ma lo fa perchè è un uomo romantico e passionale. Credi che questo lo renda vulnerabile? E credi che Sonny la cercherà ancora?
CF: Penso che la coscienza di Sonny che la storia non avrà un futuro renda ancora più intenso il loro presente. Si trovano in un mondo isolato da tutto il resto, lontano dalla falsa identità che Sonny si è creato e dal mondo in cui Isabella vive con Montoya. Vanno a Cuba, Isabella lo porta a Cuba, e in sostanza inizia questa nuova esistenza sullisola. Quando sono insieme è come se si fermasse il tempo, e Sonny scopre di sentirsi più che mai a suo agio nel suo ruolo. La cercherebbe ancora? Non lo so, ma sicuramente ci penserebbe, e probabilmente anche se si sposasse ancora, limmagine di Isabella gli passerebbe davanti agli occhi nel momento in cui, prima di tirare lultimo respiro, ripercorre nella sua mente le varie fasi della sua vita. [RIDE.]
Q: Diventare padre ti ha cambiato?
CF: Credo che la paternità ti cambi solo se ti lasci cambiare. Allinizio ho cercato di resistere a questi cambiamenti, ma non so neanche come mi hanno cambiato. So solo che per la prima volta nella mia vita ho qualcuno che amo, e che questa cosa durerà, ed è una sensazione incredibile.
Q: Questa è una domada per i quattro attori. Le riprese in digitale come hanno cambiato lapprocio che avete assunto durante la fase di sviluppo dei vostri personaggi?
Okay, iniziamo con Gong Li magari, sulle riprese in digitale.
GL: Allinizio non ero molto abituata al digitale perchè in Cina non abbiamo ancora iniziato ad usarlo nellambito cinematografico. Quando allinizio continuavamo a ripetere più volte le stesse scene, ero preoccupata che stavo facendo qualcosa di sbagliato e che il regista voleva girare nuovamante le scene. Ma poi mi sono accorta che delle volte inquadrava il mio viso, mentre altre volte riprendeva la stessa scena da unangolazione diversa, o riprendeva i movimenti della mia mano con un primo piano e così via. Quindi dopo un pò mi sono abituata, e mi sono resa conto che questo porta nuove opportunità. Per esempio non devi preoccuparti così tanto dellilluminazione e dellinstallazione della telecamera. Ti puoi spostare più liberamente. Credo che in futuro sarò molto più contenta di utilizzare questa tecnica.
Q: Naomie, tu lhai visto come un occasione per imparare qualcosa di nuovo come attrice?
NH: Ho fatto due film in cui erano stato usate tecniche digitali, quindi sono abbastanza abituata al digitale. Mi piace molto perchè perdi meno tempo nellattesa dellilluminazione e per ricaricare la telecamera. E poi mi piace il fatto che si possono fare più riprese, ed esplorare altre maniere interessanti per girare una determinate scena, ed aspetti interessanti del tuo personaggio. Mi piace molto avere lopportunità che ti consente il digitale di fare molteplici riprese.
Q: Jamie?
JF: Abbiamo usato la digitale per Collateral e credo che Michael abbia cambiato lestetica dei film. Come per Naomie, ero già familiare con questo formato.
Q: In fine, Colin?
CF: Sì, sono daccordo con tutto ciò che hanno detto. [RIDE.]
Traduzioni di: Patrick Hughes