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Questa l'ho gia' sentita…
Vediamo se vi viene in mente qualcosa: classica famigliola america (papà-mamma-ragazzina-figlio piccolo) fugge dal caos della vita di città per trasferirsi in una tranquilla ed isolata casa in campagna.Quello che purtroppo ignorano è che qualche anno prima un terribile fatto di sangue è avvenuto fra quelle mura, e qualcuno, o qualcosa, non vuole intrusi…
Ghost House
Il nuovo parto della Ghost House Picture, casa di produzione fondata dal talentuoso Sam Raimi, e specializzata in pellicole horror, non sembra brillare in quanto ad originalità narrativa. Dopo aver prodotto i due 'The Grudge” e il recente 'Boogyman” la Ghost House decide che è arrivata l'ora di spaventarci con questo nuovissimo 'The messanger”… le nobili intenzioni ci sono tutte, peccato che i risultati (per tutti i film sopracitati) siano piuttosto modesti…
Il terzo occhio
A dirigere questa fiera horror delle banalità sono stati reclutati i fratelli Pang (e qualcuno ci spieghi perché): i due registi thailandesi si sono fatti conoscere in occidente con la terrificante saga di 'The eye”, giunta recentemente al terzo capitolo e sprofondata nel baratro del comico (in)volontario. Questa inusuale scelta registica avrebbe anche potuto portare a dei risultati inaspettati, magari a delle interessanti fusioni cinematografiche tra lo stile orientale e quello occidente, se solo non ci si fosse adagiati sui soliti abusatissimi cliché del genere: non c'è nulla che non si sia già visto e sentito in altre decine di pellicole fotocopia, e in questo caso, prima ancora degli incolpevoli fratelli Pang, la colpa è quasi totalmente da imputare alla fragile sceneggiatura che tenta di dare un senso al tutto.
La casa infestata, i bambini visti come presenze inquietanti, i genitori (o comunque le figure adulte in generale) che non vogliono o non possono credere ai fantasmi, le entità malefiche rappresentate all'orientale e nella maniera che va di moda in questi anni, da 'The ring” in poi diciamo: figure spettrali dai lunghi capelli corvini che si muovono a scatti, meglio se sul soffitto…ma soprattutto la colpa di tale scempio è per causa sua, per il temibile e famigerato effetto 'buu”, usato spesso in questo tipo di pellicole per colmare vuoti narrativi. In The Messengers si arriva a picchi di utilizzo da record…
Adesso ti faccio paura!
L'abuso di tale espediente cinematografico è assolutamente indice di scarso potenziale filmico: ogni sette minuti circa un devastante (quanto telefonato) effetto sonoro irrompe sulla scena facendo sobbalzare istintivamente gli spettatori, e non perché ci sia qualcosa di particolarmente spaventoso, anzi.
E in tutto questo frastuono tristemente ci si chiede, mentre i 90 minuti scarsi di pellicola scorrono sullo schermo, come si possa ancora nel 2007 inoltrato pensare di proporre film del genere, di una banalità disarmante e di una pochezza imbarazzante.
Me lo chiedo da amante dell'horror: perché pellicole anche solo accettabili, di questo ormai inflazionato genere, escono una ogni dieci?
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