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"Ci voleva un bel coraggio a fare il remake di 'E' arrivata la felicità' di Frank Capra (1936). Però Hollywood non arretra davanti a nulla e rivolta la giacca, a suo tempo indossata con eleganza da Gary Cooper, per Adam Sandler, che ci fornisce l'ennesima versione del suo personaggio regressivo di bambinone idealista alle prese col cinismo del mondo. Eppure Adam ha dimostrato che, se a dirigerlo, c'è un regista vero, sa fare ben di meglio: vedere - per credere - 'Punch - Drunk Love' di Paul Thomas Anderson". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 febbraio 2002).
"Dovrebbe essere il primo comandamento del cinema: mai fare remakes di capolavori. Altrimenti succede che un regista sportivo disneyano, Steven Brill, si metta in gara con Frank Capra con una nuova, inutile, irritante versione di 'E' arrivata la felicità', commedia sociale new deal del '36, mutilandola dell'essenziale sequenza finale del processo. E in cui l'infantile Adam Sandler, somigliante a Taricone è una mediocre caricatura new age di Gary Cooper nel ruolo del picchiatello, qui poeta e pizzaiolo del New Hampshire, che eredita una fortuna ma la rifiuta, tornando in provincia con la cinica giornalista redenta e un miliardo di dollari per gradire. 'Mr. Deeds', commedia fracassona e senza humour con il suo retorico buonismo fuori tempo massimo, fa acqua da ogni parte: il dialogo è smunto, le origini sociali sepolte sotto un muro di banalità nuovayorkesi e i gag vengono ripetuti cinque volte ciascuno. Più che Winona Ryder si fanno ammirare in grottesche apparizioni Turturro e Buscemi". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 febbraio 2003)
""Fiaba newyorkese paradossale e sfacciatamente edificante sul sempliciotto provinciale travolto dall'avidità del mondo moderno, ispirata al film di Frank Capra 'E' arrivata la felicità', Oscar nel '36, che contava su Gary Cooper, elegante e innocente, e su finale logico. La volgarità del personaggio, che spacca chi lo irride e ama come un grullo la prima che si presenta, sconta la scarsa energia dell'interprete Sandler, uscito dal Saturday Night Live televisivo. E' curiosa la relazione un po' grottesca con il maggiordomo nella dimora dello zio deceduto. Ma soltanto i bambini, o chi si chiude il cervello al di sotto del minimo consentito, possono apprezzare le scenette del funerale col cadavere rinsecchito o il ritorno nel villaggio. L'idealismo di Capra era pertinente a una società ormai scomparsa". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 8 febbraio 2003)
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