Tratto dalla tragica realtà vissuta, narrata dai pochi superstiti del monastero distrutto, il film, tra il narrativo ed il documentario, rievoca le vicende dell'Abbazia nell'ultima guerra. Evocazione drammatica ma non artificiosa, varia per la diversa umanità dei personaggi rappresentati. L'indistruttibile forza dello spirito, vera grandezza di Montecassino, è ben resa nel film, dichiarazione di guerra alla guerra e appello a tutte le genti per una comprensione d'amore.
Note
SCENEGGIATURA: NON ACCREDITATI VIRGILIO SABEL E GIOVANNI PAOLUCCI
IL REGISTA PIETRO GERMI INTERPRETA IL RUOLO DEL PROFUGO FRANCESCO.