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"L'animazione è quella tridimensionale, magica e illusionistica della Pixar, già creatrice degli ottimi 'Toy Story'. Il mostro gigante Sulley, verde e spaventoso ma di cuor tenero, è il diretto rivale di 'Shrek'. Successo americano strepitoso. I bambini ne andranno ghiotti, potendo rivivere l'insana attrazione infantile per ciò che si nasconde nel buio, dai mostri alle creature più fantastiche": (Piera Detassis, 'Panorama', 10 gennaio 2002)
"Scritto e diretto da Pete Docter, 'Monsters & Co.' è come gli altri film prodotti della 'Pixar' del geniale John Lasseter ('Toy Story', 'A Bug's Life') una sfaccettata e irresistibile riflessione sullo spettacolo, anzi sull'industria dello spettacolo. (...) La metafora fila, come hanno ben visto i 'Cahiers du Cinéma'. Ma se la metafora è riuscita, dunque invisibile, lo spettacolo è di prima classe. Perché alla 'Pixar', da sempre, tengono presente la lezione dei maestri. E nulla è più classico, oggi, di questi film generati al computer ma capaci di far rivivere la meraviglia, l'invenzione, il divertimento di una volta. Accadeva già in 'Shrek': gli attori migliori li troviamo ormai nei film digitali. Paradosso solo apparente: dietro il lavoro degli animatori c'è infatti un attento studio dei classici - e il contributo degli attori che danno voce e, non visti, corpo ai personaggi. Per cui anche il trionfo della tecnologia può generare una nuova specie di umanesimo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 marzo 2002)
"Si dovrebbero organizzare marce a favore dei film d'animazione, ghettizzati agli Oscar in una categoria a parte dall'aspetto decisamente B. Mentre lo storie con attori in carne e ossa, preferibilmente sofferenti, sono considerate cose da grandi, nell'immaginario dell'Academy l'animazione resta roba da bambini: invece 'Monsters & Co.', con i suoi pupazzoni e mostri virtuali, è non solo più bello e divertente, ma anche più profondo dei vari 'A beautiful Mind', o 'Mi chiamo Sam'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 marzo 2002)
"Divertente, graffiante, immaginosa, buffo, educativo, per gli adulti-bambini e i bambini-adulti. L'idea è semplice e centrata (...) Nonostante la riconoscibile provenienza dei modelli narrativi il mago della computer graphic Lasseter ha prodotto forse la più 'adorabile' avventura di pupazzi del decennio". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 14 marzo 2002)
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