Invito a cena con delitto
Il più classico dei Cluedo o degli "inviti a cena con delitto" va questa volta in scena con Anna Valle, la bella ed elegante ex Miss Italia che si reinventa nel ruolo di una dark lady senza scrupoli.
L'invito a cena da parte di una contessa ormai caduta in disgrazia per festeggiare il proprio compleanno raccoglie una serie di improbabili personaggi attorno a un tavolo, con tutte le rivalità e gli equivoci che ne conseguono. L'improvvisa morte dell'anziana nobile, però, spariglia il campo a tutti i progetti escogitati per mettere le mani sull'ambita villa che sta per essere dismessa, lasciando emergere in tutti i convitati il peggio del loro carattere...
Buono lo spunto, brutta la realizzazione
Il regista Filippo Cipriano dice di ispirarsi a un certo tipo di cinema di genere, quasi sconosciuto in Italia ma molto in voga nella penisola iberica, particolarmente legato al nome del poliedrico Alex de la Iglesia, vero punto di riferimento dello stesso regista.
Il lavoro sugli effetti (decisamente buoni), la gestione della macchina da presa, le scelte della messa in scena e un certo utilizzo della fotografia ricordano in effetti un cinema molto particolare, inconsueto nel belpaese ma molto in voga in Spagna, al quale probabilmente il pubblico italiano è poco abituato. Ma in netta contraddizione con una simile cura nella costruzione dell'immagine si pone il tenore della recitazione, classicamente ammiccante, esagerata e stereotipata, tipica della commedia teatrale all'italiana, al massimo di stampo vagamente televisivo, del tutto lontana dal realismo e dall'attenzione alla verosimiglianza sulla quale si costruisce questo tipo di cinematografia spagnola.
Le scelte di regia, volutamente edulcorate, ridondanti, che sfruttano fino alla stucchevolezza l'altrimenti godibile presenza di numerosi effetti digitali, non fanno altro che appensantire un'architettura di script già di per sè eccessiva, priva di vere e proprie svolte narrative e di quello slancio che poteva almeno in parte mitigare una realizzazione troppo compiaciuta del proprio anticonformismo.
Tecnicamente affatto male, con un cast di realizzatori che, provenendo tutti (o quasi) dal mondo della televisione, hanno avuto l'audacia di puntare su un progetto sicuramente innovativo; ma al livello del racconto MissTake fa acqua da tutte le parti, e risulta alla distanza poco coinvolgente e godibile.
La strada tracciata potrebbe anche essere quella giusta, dunque, ma occorrerà in futuro correggere pesantemente la mira.
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