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La didascalia iniziale ci mette subito all'erta. L'unico fatto di cui tener storicamente conto, la cui responsabilità è stata accertata sia dagli studiosi che dal diritto, è che il 12 agosto del 1944 i nazisti trucidarono la quasi totalità degli abitanti di un piccolo paesino nascosto fra le colline della Versilia, Sant'Anna di Stazzema.
L'unico dato oggettivo presente nell'ultima pellicola di Spike Lee è la strage di 560 persone innocenti. Tutto il resto è finzione, basandosi la pellicola sul romanzo omonimo di McBride e non a una lettura storiografica, sia essa quella dei vincitori o quella ispirata a un più o meno lieve revisionismo.
Un fiume di polemiche
La storia dei quattro uomini della 92° Divisione Buffalo (composta esclusivamente da soldati di colore) bloccati in un pieve dell'Appennino toscano è dunque pura fantasia narrativa, così come lo è il tradimento di uno dei partigiani italiani, che secondo l'autore del libro e della sceneggiatura avrebbe condotto i nazisti a Sant'Anna, nel tentativo di tradire i compagni, provocando così indirettamente la strage.
La premessa è d'obbligo, visto che in Italia, ma non solo, il film sta destando, e continuerà a farlo, polemiche dovute quasi esclusivamente a tale presunto revisionismo, che consisterebbe nell'ipotetica accusa a parte del mondo partigiano di collusione con il nemico nazi-fascista, o comunque di non perfetta aderenza con l'ideale professato dai propri sodali.
Un film sulla fede
In realtà nel film c'è molto di più. C'è anzitutto la figura de 'La grande farfalla”, leader del gruppuscolo di partigiani comunisti interpretato dal nostro Pierfrancesco Favino, uno dei tanti attori italiani ad aver preso parte al progetto, che, come lui stesso intelligentemente ha fatto notare, è di grande spessore morale e culturale, personaggio pronto egli stesso a interrogarsi sulla legittimità del suo combattere, a porsi il problema che 'quando saremo di fronte a Dio non conterà il colore della divisa che abbiamo indossato”.
Miracolo a Sant'Anna è infatti una pellicola che parla principalmente di fede, del rapporto dell'uomo con il mistero delle cose, posto all'interno di una matassa, quella della guerra, che da solo non riesce a dipanare.
La fede intransigente e giansenista del soldato semplice, quella stratificata e problematica del combattente da anni nascosto sui monti, quella salda e popolare del nostalgico fascista. Ma anche la non fede dello scapestrato, imbarazzato di fronte all'interrogativo 'se non credi nel Signore, perché ti interroghi sul fatto che permetta una tale strage”?
Lee veicola il suo primo film di guerra attraverso scene intriganti e dal pathos stringente e necessario, come quella dell'attraversamento del fiume da parte dei soldati coloured, incalzati dalla mefistofelica voce di Axis Sally, che suadentemente prova a innervargli un dubbio sulla giustezza della loro causa.
L'uso eccessivo della retorica
Ma purtroppo cade spesso, troppo spesso, nella retorica.
Anzitutto la retorica dello scontro razziale, del pesante conflitto sociale e culturale in atto in quegli anni tra bianchi e neri, perdendo del tutto quella prospettiva problematica che era stata il vero punto di forza di altri suoi film che pur parlavano di questo (come non pensare a Fa la cosa giusta), riducendosi a un semplice e schematizzato scontro tra buoni e cattivi.
Ma anche la retorica del più classico e banale film di guerra, che si alimenta esclusivamente con la ricerca della battuta ad effetto a buon mercato, sottolineata da una colonna sonora pomposa e di maniera.
Aspetti positivi e negativi si intrecciano in quello che è un film lungo e poliedrico, nel quale ci si può trovare di tutto data la stratificazione di senso di cui si fa portatore, cercando di non soffermarsi su una polemicuccia di piccolo cabotaggio che vorrebbe Lee quale improvviso revisionista reazionario di un pezzo di storia che è anche storia del popolo americano. DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1
Formato audio: inglese e italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: italiano per non udenti
Il DVD, distribuito da 01 Distribution, è caratterizzato da una buona qualità tecnica.
Le immagini sono nitide e il croma sempre ben calibrato, e solo nelle scene di ricostruzione storica il quadro appare un po' più granuloso. A livello audio, questa edizione si attesta su buoni standard, sia per dinamicità che per nitidezza.
Contenuti speciali
La storia, la memoria: Sant'Anna di Stazzema - 12 agosto 1944
Uno speciale con la ricostruzione storica delle vicende narrate nel film.
Sant'Anna di Stazzema - 12 agosto 1944: l'Eccidio
Un altro speciale dedicato all'eccidio di Sant'Anna di Stazzema.
Scene tagliate
Le sequenze che non sono state incluse nel montaggio definitivo del film.
Galleria fotografica
TrailerBLU-RAY Caratteristiche tecniche
Formato audio: 2.35:1
Formato audio: italiano e inglese DTS-Hd
Sottotitoli: italiano per non udenti
Il Blu Ray, distribuito da 01 Distribution, presenta un'ottima qualità tecnica generale, anche se il meglio lo regala nel versante sonoro.
Le immagini sono pulite e ben definite, ma in diverse scene, soprattutto quelle buie, si presentano un po' rumorose.
Il comparto audio, invece, non presenta cali di tensione, risultando ottimo in ogni situazione.
Contenuti speciali
La storia, la memoria: Sant'Anna di Stazzema - 12 agosto 1944
Sant'Anna di Stazzema - 12 agosto 1944: l'Eccidio
Scena tagliata in HD
Galleria fotografica in HD
"I Believe in miracles" di Irish Braschi in HD
Trailer
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