Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Copyright © Cinematografo 2009.
"Nei casi di biopic basati su vicende reali, e uso compiacersi se il regista non fa il santino del protagonista. In 'Milk' però c'e parecchio di più. Van Sant immerge lo spettatore in un perfetto contesto d'epoca, mischiando la pellicola nuova a riprese di repertorio con l'aggiunta di idee originale: come lo split-screen, il mosaico visivo che suddivide lo schermo in tanti piccoli schermi, a restituire il corrispondente visivo del 'passaparola'. Altro merito, quello di non enfatizzare o additare troppo gli elementi gia forti del film: come la trasformazione della politica in spettacolo, per la quale gli anni 70 furono decisivi, o una sorta di fatalismo drammatico implicito negli eventi. Saggiamente, il regista sceglie la via del dramma a freddo, mentre delega l'implicita essenza melodrammatica alle note di 'Tosca', opera molto amata dall'attivista. Quanto a Penn, si cala nel personaggio con l'intensita dolente degli adepti del 'metodo' Actor's Studio, tirando fuori la parte femminile che e in lui, come in ciascun uomo. Lo contrasta bene Josh Brolin, che abbiamo appena visto nella pelle di George Bush." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 23 gennaio 2009) "Il film, tentato specie sotto finale da euforia militante, si libra grazie allo straordinario lavoro di tessitura tra filmati d'epoca e fiction e per la passione civile che lo anima. Sean Penn merita l'Oscar per aver ceduto a una femminilita emozionante, ma mai di maniera. Sensuali e spregiudicate le scene con l'innamoramento di James Franco, bravissimo anche lui." (Piera Detassis, 'Panorama', 29 gennaio 2009) "'Milk' e un ottimo, riuscitissimo film, ben fatto, coinvolgente, commovente. L'equilibrio tra attivita pubblica e vita amorosa del protagonista e perfetto: l'atteggiamento verso l'assassino e pietoso; la ricostruzione del mondo gay di San Francisco nei Settanta e viva, precisa. E Sean Penn protagonista e sempre più bravo, eccellente." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 29 gennaio 2009) "Sean Penn, come Harey Milk, e ancora una volta straordinario; nel ruolo del suo amico-rivale-assassino, Josh Brolin resta in politica, dopo 'W', ma qualche scalino più in basso." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 23 gennaio 2009) "Il film e, letteralmente, tutto sulle spalle di uno dei pochi eterosessuali coinvolti - il citato Sean Penn - che si cala nel corpo e nell'anima di Harvey Milk con un'adesione psicotica impressionante. Scegliere un attore non gay era una scommessa, totalmente vinta grazie al talento di Penn: forse un omosessuale non avrebbe retto al peso dell'identificazione emotiva, o avrebbe ecceduto in cliche. Si può tranquillamente affermare che Penn e l'unico motivo artistico per vedere il film. Gli altri motivi - che pure esistono, e rendono 'Milk' un'opera comunque importante - sono extra-filmici: Van Sant rievoca un momento decisivo della lotta per i diritti civili in America; Harvey Milk e stato un esponente politico di spicco, al di la della sua carica, perche fu una sorta di rompighiaccio per la partecipazione dei gay alla vita politica. L'aspetto di gran lunga più interessante del film, per chi gay non e, e il modo in cui Milk viene dipinto come un politico abile e non privo di cinismo. A dimostrazione, per chi nel Duemila non se ne fosse ancora accorto, che gli esseri umani - uomini e donne, etero e gay, bianchi e neri - sono tutti uguali." (Alberto Crespi, 'L'Unita', 23 gennaio 2009) "Un ritratto insolito quanto straordinario dominato da un Sean Penn oltre ogni elogio. L'impagabile spaccato di un'epoca, rievocata dal punto di vista eccentrico e rivelatore di una minoranza. Una testimonianza commovente e insieme fuori dagli schemi che vale anche come monito per la difesa di tutte le minoranze e dei loro diritti. Oggi come ieri. Otto nominations non sono troppe: il 'Milk' di Gus Van Sant e tutte queste cose insieme." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 gennaio 2009) "'Milk' e la cronaca di una morte annunciata - come 'Elephant', 'Last Days', 'Paranoid Park' e 'Gerry'. Però, rispetto alla narrativa sparsa, alla spazialita destabilizzante e al lirismo contemplativo degli ultimi quattro film di Gus Van Sant, questo biopic sul consigliere comunale Harvey Milk e la lotta per i diritti omosessuali anni settanta, e un lavoro strutturato, articolato in un impianto classico, meticolosamente ricostruito, in una sovrapposizione di fiction e documentario, quasi cauto. Un film adulto, che Van Sant sognava di fare da anni. E un film involontariamente, quanto inequivocabilmente, del momento - anche al di la dell'attualita californiana." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 23 gennaio 2009
Copyright © Cinematografo 2009.