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Milk Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-01-22 17:55:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Giudizio: OOOOO   1970– 1978, otto anni nella vita di Harvey Milk: da giovane attivista a favore delle minoranze gay all'elezione a supervisor (consigliere comunale) di San Francisco, fino all’omicidio per mano di un collega (Josh Brolin) omofobico e, soprattutto, invidioso. E’ Milk, il biopic militante di Gus Van Sant dedicato al primo omosessuale dichiarato ad avere un incarico pubblico negli Usa: “Era una storia importante su un personaggio straordinario: valeva la pena raccontarla”, dichiara il regista, sconfessando in parte le analogie con il neopresidente Usa: “Entrambi lottano per i diritti delle minoranze, ma Milk veniva dalla strada, Obama da un contesto politico solido”. Sullo schermo, la vita di Harvey - gli amori (James Franco) e le passioni (l’opera, Tosca su tutti), l’attivismo e la mediazione, i lutti (il suicidio di un compagno, Diego Luna) e le gioie (l’elezione per il quartiere Castro, al terzo tentativo) – e la straordinaria interpretazione che ne dà Sean Penn, con una metamorfosi da mozzare il fiato. E’ lui l’unico pezzo forte di un biopic lontano dal minimalismo e dalla rarefazione del miglior Van Sant, che abbracciando con passione la storia di Harvey ce la riconsegna in una cornice tradizionale, se non involuta. Candidato a otto premi Oscar: miglior film, regia, attore protagonista, non protagonista (Josh Brolin), sceneggiatura originale, montaggio, costumi e colonna sonora.

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Milk
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-09-17 04:16:38
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Nei casi di biopic basati su vicende reali, e uso compiacersi se il regista non fa il santino del protagonista. In 'Milk' però c'e parecchio di più. Van Sant immerge lo spettatore in un perfetto contesto d'epoca, mischiando la pellicola nuova a riprese di repertorio con l'aggiunta di idee originale: come lo split-screen, il mosaico visivo che suddivide lo schermo in tanti piccoli schermi, a restituire il corrispondente visivo del 'passaparola'. Altro merito, quello di non enfatizzare o additare troppo gli elementi gia forti del film: come la trasformazione della politica in spettacolo, per la quale gli anni 70 furono decisivi, o una sorta di fatalismo drammatico implicito negli eventi. Saggiamente, il regista sceglie la via del dramma a freddo, mentre delega l'implicita essenza melodrammatica alle note di 'Tosca', opera molto amata dall'attivista. Quanto a Penn, si cala nel personaggio con l'intensita dolente degli adepti del 'metodo' Actor's Studio, tirando fuori la parte femminile che e in lui, come in ciascun uomo. Lo contrasta bene Josh Brolin, che abbiamo appena visto nella pelle di George Bush." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 23 gennaio 2009) "Il film, tentato specie sotto finale da euforia militante, si libra grazie allo straordinario lavoro di tessitura tra filmati d'epoca e fiction e per la passione civile che lo anima. Sean Penn merita l'Oscar per aver ceduto a una femminilita emozionante, ma mai di maniera. Sensuali e spregiudicate le scene con l'innamoramento di James Franco, bravissimo anche lui." (Piera Detassis, 'Panorama', 29 gennaio 2009) "'Milk' e un ottimo, riuscitissimo film, ben fatto, coinvolgente, commovente. L'equilibrio tra attivita pubblica e vita amorosa del protagonista e perfetto: l'atteggiamento verso l'assassino e pietoso; la ricostruzione del mondo gay di San Francisco nei Settanta e viva, precisa. E Sean Penn protagonista e sempre più bravo, eccellente." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 29 gennaio 2009) "Sean Penn, come Harey Milk, e ancora una volta straordinario; nel ruolo del suo amico-rivale-assassino, Josh Brolin resta in politica, dopo 'W', ma qualche scalino più in basso." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 23 gennaio 2009) "Il film e, letteralmente, tutto sulle spalle di uno dei pochi eterosessuali coinvolti - il citato Sean Penn - che si cala nel corpo e nell'anima di Harvey Milk con un'adesione psicotica impressionante. Scegliere un attore non gay era una scommessa, totalmente vinta grazie al talento di Penn: forse un omosessuale non avrebbe retto al peso dell'identificazione emotiva, o avrebbe ecceduto in cliche. Si può tranquillamente affermare che Penn e l'unico motivo artistico per vedere il film. Gli altri motivi - che pure esistono, e rendono 'Milk' un'opera comunque importante - sono extra-filmici: Van Sant rievoca un momento decisivo della lotta per i diritti civili in America; Harvey Milk e stato un esponente politico di spicco, al di la della sua carica, perche fu una sorta di rompighiaccio per la partecipazione dei gay alla vita politica. L'aspetto di gran lunga più interessante del film, per chi gay non e, e il modo in cui Milk viene dipinto come un politico abile e non privo di cinismo. A dimostrazione, per chi nel Duemila non se ne fosse ancora accorto, che gli esseri umani - uomini e donne, etero e gay, bianchi e neri - sono tutti uguali." (Alberto Crespi, 'L'Unita', 23 gennaio 2009) "Un ritratto insolito quanto straordinario dominato da un Sean Penn oltre ogni elogio. L'impagabile spaccato di un'epoca, rievocata dal punto di vista eccentrico e rivelatore di una minoranza. Una testimonianza commovente e insieme fuori dagli schemi che vale anche come monito per la difesa di tutte le minoranze e dei loro diritti. Oggi come ieri. Otto nominations non sono troppe: il 'Milk' di Gus Van Sant e tutte queste cose insieme." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 gennaio 2009) "'Milk' e la cronaca di una morte annunciata - come 'Elephant', 'Last Days', 'Paranoid Park' e 'Gerry'. Però, rispetto alla narrativa sparsa, alla spazialita destabilizzante e al lirismo contemplativo degli ultimi quattro film di Gus Van Sant, questo biopic sul consigliere comunale Harvey Milk e la lotta per i diritti omosessuali anni settanta, e un lavoro strutturato, articolato in un impianto classico, meticolosamente ricostruito, in una sovrapposizione di fiction e documentario, quasi cauto. Un film adulto, che Van Sant sognava di fare da anni. E un film involontariamente, quanto inequivocabilmente, del momento - anche al di la dell'attualita californiana." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 23 gennaio 2009

Copyright © Cinematografo 2009.



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