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"C'era una volta il femminismo, 'Io sono mia' e l'autodeterminazione: il film di Scarchilli è tendenzialmente buonista, antiabortista e forse più adeguato al formato televisivo di prima serata. Ma ad Urbano Barberini, il gay della porta accanto che si uccide per amore d'un uomo sposato, va il premio per la frase peggiore d'una sceneggiatura già sufficientemente inesperta: 'M'innamoro solo degli uomini veri e gli uomini veri amano le donne'. Strisciante sessismo. Come dire: chi non è madre non è una 'vera' donna e gli omosessuali non sono 'veri' maschi. Due categorie d'imperfetti, destinate all'infelicità (o, peggio, alla morte). Roba d'altri tempi...". (Fabio Bo 'Il Messaggero', 21 ottobre 1997)
"La situazione evoca 'Kolya' l'Oscar al film straniero dell'anno scorso, e andrebbe benissimo per una commedia sentimentale di Hollywood. Tanto più che la Muti, fotogenica come un tempo ma più brava, fa con spirito la vittima della piccola 'paraculetta' e che la bambina carina senza leziosaggini è scelta molto bene. Ma qui intervengono i problemi . Non tanto per la tentazione antiabortista che traversa il film di Giancarlo Scarchilli: ognuno, in fondo ha il diritto di dire quel che crede con i mezzi che gli competono. Quel che non funziona è l'improvviso cambio di marcia che trasforma 'Mi fai un favore' da commedia un po' convenzionale ma gradevole, in dramma: l'amico Tommy, cinefilo gay, si toglie la vita; Stella pone al fidanzato interrogativi sul diritto alla vita pronti per il 'dibattito in studio'; una musica invadente si spalma sulle immagini. Costando la perdita di autenticità a un film che aveva il dono della naturalezza e di un cast bene assortito, dove si rivedono volentieri, nelle parti dei genitori della protagonista Marisa Merlini e Franco Interlenghi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 ottobre 1997)
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