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Max Payne Recensione

"Max Payne" recensioni

Scheda Film
Max Payne
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-11-28 10:00:44
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Un tripudio di vetri infranti e emozioni gracchianti

Max Payne (Mark Wahlberg) è un detective della sezione omicidi. Rimasto scioccato dal brutale omicidio della moglie e del figlio, passa la sua vita dando la caccia a un mandante rimasto ancora senza nome. Una nuova droga dagli effetti collaterali devastanti sembra avere a che fare con la soluzione del caso… Ma in che modo?

”Lui cerca qualcosa che Dio vuole resti nascosta”

Pur non avendo mai avuto a che fare con il videogioco, la prima impressione dello spettatore davanti al nuovo film di John Moore Max Payne sarebbe quella di un'esperienza videoludica da console. Ed è proprio dall'omonimo videogame che nasce questa trasposizione per il cinema, di molto inferiore alle aspettative.

Il film perde il confronto non solo con altre trasposizioni precedenti (dal recente Postal di Uwe Boll all'ottimo Silent Hill di Christophe Gans), per mancanza di suspense e scene d'azione un po' fiacche, ma anche nei riguardi del videogioco, di cui richiama le meravigliose atmosfere dark con uno stile da graphic novel e alcuni elementi di sicuro effetto (il ralenti estremo nelle sparatorie, i flashback rigorosamente in seppia e ocra).

La sceneggiatura di Beau Thorne tratta la storia in maniera semplicistica e non sviluppa né approfondisce completamente molti degli aspetti e dei risvolti della vicenda che richiederebbero più attenzione, poggiando solo e unicamente sulla forza di Max Payne (il nome è già indice della sofferenza, emotiva oltre che fisica, che ha passato il detective), circondato da tanti personaggi scarsamente costruiti e caratterizzati da una psicologia spiccia per nulla sviluppata. Lo stesso antagonista, interpretato dal muscoloso Jack Lupino (visto nella serie televisiva Prison break, ma anche in Transformers e La notte non aspetta), per buona parte del film, si rivela una mera comparsa da quattro pose.

John Moore (già regista di Behind enemy lines – dietro le linee nemiche e del remake di The omen – il presagio) dimostra di aver perso colpi rispetto ai suoi lavori precedenti e si dilunga in sequenze stucchevoli, con l'uso frequente di gru in movimento avvolgente o a piombo. Le scene d'azione, che dovrebbero salvare la povertà contenutistica dei dialoghi troppo didascalici, sono connotate fortemente di un aspetto fumettistico, forzato e non convincente. Il film è, inoltre, costellato di incongruenze (spesso, ad esempio, il protagonista viene picchiato selvaggiamente, ma nelle scene immediatamente successive non mostra alcun segno di colluttazione), che impoveriscono la già scarsa suspense.

Se la cava, nei panni del detective solitario, Mark Wahlberg (nel rifacimento di The italian job e in The departed), che vive di momenti alterni, tra una prova d'immedesimazione totale e convincente e un'espressività troppo fissa. Un ruolo ridotto e marginale per Mila Kunis (Mona), scelta certamente per la sua indiscutibile bellezza, ma attesa ad un vero banco di prova per testare le sue qualità attoriali. Comparsate funzionali per la nuova Bond girl, Olga Kurylenko (Natasha), e per la cantante Nelly Furtado (Christa).

Un film poco godibile, in cui qualche sparatoria aiuta a vincere la noia, ma non è abbastanza. Per lo spettatore è più difficile assistere passivamente alle azioni di un eroe (in questo caso al limite dell'antieroismo), che non viverle direttamente all'interno dell'esperienza di gioco.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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