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"Ogni volta che vedi l'ennesimo remake hollywoodiano ti viene voglia di andare ad affittarti l'originale per recuperare un ricordo piacevole guastato dalla mediocre industria dell'intrattenimento di oggi. Anche questo ultimo 'Matrimonio impossibile' del mai troppo convincente Andrew Fleming, remake dell'amabile commedia 'Una strana coppia di suoceri' (1979) di Arthur Hiller, non fa altro che convincerti che l'originale sia un capolavoro immenso. E si rischia di diventare passatisti. (...) Anche un abile mestierante come Hiller, se paragonato a Fleming, sembra possedere la classe di Ernst Lubitsch. Si salva la colonna sonora montata dal noto produttore Ralph Sall, anche se le musiche originali di John Morris erano ben altra cosa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 aprile 2004)
"Toh, chi si rivede. Torna sullo schermo 'Una strana coppia di suoceri', che nel film di Arthur Hiller del 1979 erano Peter Falk e Alan Arkin. (...) Nell'attuale 'Matrimonio impossibile' firmato Andrew Fleming lo spione è Michael Douglas e la sua vittima è Albert Brooks. La nuova coppia funziona meno della precedente, che per la sua impeccabile chimica fece addirittura epoca, perché il comico non è il cavallo di battaglia di Douglas junior, mentre Brooks è forse più interessante quando si dedica alla regia. Il rifacimento ripercorre i sentieri narrativi del film precedente, alzando il tiro con gli effetti speciali. Di veramente speciale non c' è però niente che vada al di là di un gradevole pretesto per una serata al cinema. (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 10 aprile 2004)
"E' un fritto misto di: 007, Pantera rosa, Vizietto, con un po' di tanti film che parlano di preparativi matrimoniali, contrastati, tipo 'Indovina chi viene a cena', solo che il soggetto impresentabile qui è il padre dello sposo. (...) Due risate sicure, ma non più di due. Piange infine il cuore a rivedere la statuaria bellezza di Candice Bergen leggermente offuscata dall'età." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 9 aprile 2004)
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