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"Mentre maneggia i suoi buffi marziani con una disinvoltura che fa apparire pesanti le mosse del tedesco Emmerich, Tim Burton dà l'impressione di divertirsi un sacco. Con l'inventiva, l'intelligenza che da sempre gli riconosciamo, Tim Burton ha inventato una saga burlesca su terrestri confusionari - tanto più sciocchi e vanesi quanto più potenti - che non sanno come cavarsela quando gli alieni si rivelano diversi dal previsto." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 7 marzo 1997) "Che ci si trovi di fronte a un fumetto - anche se il film deriva da una serie di figurine degli anni Sessanta - è più che evidente. Pertanto, per gustare questo film che ha la sua dose di gusto, occorre entrare nello spirito adolescenziale dell'impresa, che è appunto quello del fumetto, che mescola l'avventura con l'ironia, i colori accesi con la caricatura: un buon cocktail che i lettori della storia disegnata di ieri e di oggi conoscono benissimo. Ma c'è qualcosa di più, sempre su questa linea tra il revival e lo stupore: il film imita i B-movie di fantascienza degli anni Cinquanta così bene che (contraddizione palese perchè i B-movie costavano pochissimo) ci sono voluti 70 milioni di dollari per realizzarlo. Un cult del genere, datato 1956, cioè 'Il pianeta proibito', ha molto in comune con 'Mars Attacks!'" (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 12 marzo 1997)
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