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Copyright © Cinematografo 2009.
"La Puglia al cinema e stata raccontata secondo alcuni codificati tipici che vanno dal realismo grottesco dei fratelli Piva ('La Capagira') al realismo magico di Edoardo Winspeare ('Il Miracolo'). La via percorsa dal regista Alessandro Di Robilanti e alla ricerca di un'alterita ancor più realistica, e per questo quasi irreale. 'Marpiccolo' e un mondo nel mondo, come il quartiere Paolo VI e ambientato a Taranto, 'marpiccolo' e come viene chiamato il mare del golfo." (Dario Zonta, 'L'Unita', 13 novembre 2009) "Non un capolavoro, ma uno di quei film che ti saldano il cuore, mai trattandotelo il giusto, che ci mostrano rabbie e dolori di un mondo e di una generazione, non rinchiudendosi nel nichilismo. Non scomodate il capolavoro di Garrone, però, questo e un ottimo Di Robilant." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 13 novembre 2009) "L'adolescenza borderline di un ragazzo di Taranto con mille doti e nessuna speranza in un film schietto, appassionato, pieno di ingenuita e di sottolineature, film coinvolgente ed emozionante come capita di rado nel nostro cinema perbenista e predicatorio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 novembre 2009) "A volte troppo didascalico, il film e tuttavia felice nel disegnare Tiziano e i suoi rapporti con la trepida madre, la ragazza amata, la sorellina e il padre giocatore e perdente. E l'inedito interprete il giostraio Giulio Beranek, e una bella scoperta." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 13 novembre 2009) "Nella Taranto dall'anima greca, Di Robillant, l'autore del 'Giudice ragazzino', racconta ancora un ragazzino che vuole fuggire dall'umiliante vita che la societa gli ha prenotato a nome suo, respirando veleni inquinanti dell'llva e della criminalita organizzata. Tra Conrad, sogni, un boss gay, il nostro e salvato dalla madre forte, dalla fiducia dei suoi, dalla speranza, ma e lotta dura. Figlio di 'Gomorra', il film e incisivo nel descrivere una vita obbligatoria violenta, e trova un vero jolly in Giulio Beranek, giostraio prodigio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 novembre 2009)
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