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Manuale d'Amore 2 - Capitoli Successivi Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-01-19 12:11:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Leggi la recensione completa sul numero di gennaio-febbraio di RdC   E’ Claudio Bisio, deejay radiofonico, a cucire insieme i Capitoli successivi di questo Manuale d’amore 2 diretto da Giovanni Veronesi. La sua voce on the air ci accompagna attraverso l’Eros del paraplegico Riccardo Scamarcio e della fisioterapista Monica Bellucci; La maternità assistita, in Spagna, di Barbora Bobulova e Fabio Volo; Il matrimonio, sempre in Spagna, della coppia gay Sergio Rubini e Antonio Albanese e, infine, l’Amore estremo del cinquantenne padre di famiglia Carlo Verdone per la giovane Elsa Pataky. Reduci dal successo del primo Manuale, il produttore Aurelio De Laurentiis e il regista Veronesi ritentano la scommessa, forti di un cast sulla carta superiore al precedente. Ma il risultato è di gran lunga inferiore: i 120’ di durata sono ahimé nettamente avvertiti dallo spettatore; le pause e le secche della sceneggiatura - meno solida e calibrata del precedente - lapalissiane; l’episodio La maternità fuori fuoco; il divertimento poco assicurato. Se la via del sequel è generalmente irta di ostacoli, qui si ha l’impressione che non sia stato fatto molto per evitarli...

Copyright © Cinematografo 2007.

Scheda Film
Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-02-06 23:00:18
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Trama:

Quattro episodi: in 'Eros” un ragazzo che rischia la paralisi intrattiene una fugace ma passionale relazione con la sua fisioterapista; in 'Maternità” una coppia che ha difficoltà ad avere figli tenta la strada della fecondazione assistita; in 'Matrimonio” due omosessuali si interrogano sulla possibilità di sposarsi in Spagna, tra i pregiudizi di parenti e sconosciuti; in 'Amore estremo” un uomo maturo sposato e con una figlia adolescente si innamora di una bella e solare ragazza spagnola.

Commento:

Trovo il nuovo Manuale d'amore complessivamente all'altezza del film di due anni fa, se non addirittura superiore, cosa che accade molto di rado con i 'numeri 2”. Come il precedente è un film a episodi, uniti tra loro dal tema generale (l'amore e le sue varie sfaccettature) e da pochi altri elementi marginali, fili sottili e di scarsa importanza anche se divertenti da individuare (l'unico degno di vera nota è Claudio Bisio, speaker di una radio che con la sua trasmissione tiene legato tutto il film). Per questo un recensione accurata deve necessariamente dividere tra i vari episodi, e cercare solo successivamente un giudizio più generale. Facciamolo brevemente.

Eros: il capitolo con Scamarcio e la Bellucci, così tanto pubblicizzato per la bollente scena di sesso tra i due sex symbol del cinema italiano di questi anni, è (come si poteva prevedere) il peggiore. Proprio la necessità di puntare sulla carica erotica dei due comporta un appiattimento di tutto il resto, con una storia che è tutta tesa a questa benedetta sequenza hot che, francamente, non è neppure questo granché. La Bellucci poi è quasi irritante nella sua totale incapacità di recitare: l'idea che lei dovrebbe essere l'attrice di punta del cinema italiano all'estero fa rabbrividire. Si salva la spalla di Scamarcio, il comico Dario Bandiera, capace di strappare più di una risata.

Maternità: i protagonisti sono Fabio Volo e Barbora Bobulova, una coppia impegnata nel difficile tentativo di avere un figlio. Il tema della fecondazione assistita è trattato con una levità forse eccessiva, ma almeno il tono leggero non diventa pacchiano o volgare. I due protagonisti guardano spesso in macchina per raccontare la propria storia, in un alternarsi di punti di vista che dà molto respiro alla vicenda. Recitazione convincente e divertimento assicurato.

Matrimonio: è forse l'episodio migliore, quello che riesce a mescolare più compiutamente l'ironia e con una punta di tragedia, la commedia con un pizzico di dramma. Albanese e Rubini dipingono con sorprendente bravura una coppia omosessuale un po' stereotipata ma simpaticissima, capace di affiancare con estrema coerenza momenti divertenti e altri ben più forti emotivamente, raggiungendo le massime vette di pathos del film. È anche l'episodio più poetico in certe sue immagini e scelte di montaggio, prima tra tutte la scena del pestaggio di Rubini, alternata efficacemente con l'allegria di Albanese nella fontana.

Amore estremo: più che negli altri episodi qui tutto si regge sul protagonista: i fan di Verdone rimarranno sicuramente soddisfatti dalla prova dell'attore romano, che rimane un campione nella mimica facciale. È un altro episodio che riesce a mischiare bene comicità e poesia, anche grazie a quella che (mi sia concesso un parere maschile) è la vera 'donna” del film: parlo di Elsa Pataky, giovane attrice spagnola ancora poco conosciuta in Italia. È un concentrato di femminilità allo stato puro: viso splendido, sorriso idem, fisico incredibile. Vestita e truccata da ragazza solare, acqua e sapone, molto dolce e carina, riesce comunque a trasmettere una carica sensuale fortissima. Lasciatemelo dire: di fronte a lei la Bellucci finisce presto nel dimenticatoio!

Finiamo con un commento generale. Il film scorre piacevole, ha buon ritmo, diverte e a tratti emoziona. Il cast è molto buono e la regia globalmente molto classica ha però qualche piccolo colpo di genio. Come vedete tuttavia non mi sono sentito di dare un voto troppo altro, perché comunque non è un film che faccia gridare al miracolo. È certamente un'ottima commedia, ma si immerge in un genere sfruttatissimo di cui segue i meccanismi senza sforzarsi troppo (o meglio senza sforzarsi affatto…) di offrire qualcosa di nuovo. Bel film insomma, ma non capolavoro. In ultimo, decidete voi se l'approccio etico è corretto o meno: il film è netto nelle sue prese di posizione su alcuni temi scottanti della contemporaneità italiana. C'è poco spazio per una vera dialettica. Il che può essere un pregio (un film che ha il coraggio di esprimere un'opinione precisa) ma anche un difetto (tutte le altre visioni vengono considerate di scarso valore).

Solo un dettaglio mi irrita decisamente: il 'tradimento senza conseguenze” di Scamarcio e della Bellucci. Sembra che il semplice fatto di essere così belli e passionali li giustifichi dal tradire i propri partner. Non c'è pentimento, non c'è reale punizione, non sorge alcun vero problema. Non so quanto i cornificati di tutta Italia apprezzeranno questa scelta…

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Manuale d'Amore 2 - Capitoli Successivi
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-07 04:23:36
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Seguito del primo film di gran successo, 'Manuale d'amore 2' di Giovanni Veronesi e riuscito soltanto a meta. Il primo e il secondo episodio sono drammaturgicamente insoluti, pesanti, sgradevoli. Il terzo episodio mette insieme due attori bravi, l'equilibrato Albanese e il timoroso Sergio Rubini benissimo truccato e pettinato, e segue la loro vicenda con una certa leggerezza. Nel quarto episodio Carlo Verone (...) e grande soltanto quando e assalito dall'ansia o quando la moglie, scoperto il tradimento, ripete precipitosamente: 'Ti perdono, ti perdono'. (...) Almeno due sketches sono critici verso le nostre leggi manchevoli o arretrate. Tutti gli episodi sono, se non drammatici, poco comici: più che l'amore, il film ne racconta le varianti fastidiose." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 gennaio 2007) "'Manuale d'amore 2' vorrebbe ripetere, non solo nel titolo, il successo inaspettato di 'Manuale d'amore'. Glielo auguriamo, anche se questo secondo capitolo sembra aver perso molta della freschezza della prima esperienza. (...) I primi due episodi sono veramente mosci, nonostante il tema. Si riemerge alla fine, grazie anche al gran talento di Verdone, l'unico con cui si ride."(Dario Zonta, 'L'Unita', 19 gennaio 2007) "Dopo alcuni tentativi senza seguito, il film a episodi la sua nostalgia, la sua tentazione si riaffaccia in versione lusso. Attori di nome, tema importante sia pur trattato con massima leggerezza, regista unico e anche un po' invadente. Come a dire: sara solo una commedia ma dietro questi personaggi, i loro sogni, le loro peripezie, c'e un autore che sfrutta il tono leggero per contrabbandare qualche idea o almeno qualche sensazione su ciò che siamo diventati forse senza accorgercene. Il primo 'Manuale d'amore' tastava il terreno, il secondo alza il tiro e tenta la commedia di costume. Con ambizioni così sfacciate (le battute rivolte verso la macchina da presa) da andare a discapito di personaggi che sarebbero più credibili se fossero meno calcolati e caricaturali, ma più spontanei e sorprendenti. (...) Più lieve, meno ambizioso, il primo Manuale non alimentava attese sproporzionate. Era il suo limite, ma anche il suo pregio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 gennaio 2007). "Ci piacciono le commedie, quelle italiane soprattutto. E apprezziamo il nuovo corso di De Laurentiis che, mentre si tiene stretta la cassaforte dei film natalizi, alimenta parallelamente una produzione leggera - di qualita - di cui i film affidati a Giovanni Veronesi sono il fiore all'occhiello. E allora? Non per fare gli incontentabili ma proprio per attenzione e rispetto ci diciamo non convinti da 'Manuale d'amore 2'. (...) Veronesi e i suoi bravi attori vogliono innalzare, per così dire, la loro materia, preoccupati che non si capisca che la loro non e una farsaccia qualsiasi ma una commedia 'italiana' con il pedigree. Modesto, 'seduto' e il risultato di Fabio Volo e Barbora Bobulova, coppia stressata dalla fecondazione assistita. Arranca Verdone tardivo amante di una ragazza giovane malgrado le incontaminate simpatia e umanita di colui che e stata la vera bandiera del 'Manuale 1'. Più funzionale la coppia in cerca di Pacs formata da Sergio Rubini e Antonio Albanese, anche se la componente toccante e commovente prende la mano rischiando la deriva piagnona. Il migliore e l'episodio con Monica Bellucci fisioterapista cui ognuno desidererebbe affidarsi senza riserve e Riccardo Scamarcio incidentato grave bisognoso di riabilitazione motoria. E' quello dove migliore e il dosaggio fra drammatico e comico, secondo l'immortale ricetta dei padri. Anche se la cosiddetta scena bollente lo e meno di quanto promesso. Insomma, darsi importanza fa ridere di meno e non e garanzia di efficacia. " (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 gennaio 2007) "I film a episodi italiani talora sono migliori dei film monoblocco: sono tanti gli spunti che reggono dieci-quindici minuti e un pretesto per cucirli insieme si trova. Appunto questa e la struttura di 'Manuale d'amore 2' di Giovanni Veronesi. Ma le quattro storielle da un quarto d'ora sono gonfiate a storie di mezz'ora. Aggravante: 'Manuale d'amore', sempre di Veronesi, almeno aveva un episodio solido, il primo, che reggeva il resto, barcollante. 'Manuale d'amore 2' e invece fiacca e scontata fin dall'inizio, politicamente corretto. Solo Dario Bandiera convince - e il miglior attore del film - nell'episodio dei paraplegici, debellando un Riccardo Scamarcio il cui amplesso con Monica Bellucci e acqua fresca e, peggio, offusca il dettaglio più importante della partecipazione di lei: che la dea e l'attrice ormai coincidono.(...) Tonfo per Verdone, che capovolge il ruolo di 'Manuale d'amore', ma fa quel che fa sempre. Eppure il quasi sessantenne abbandonato del 'Manuale', se non divertiva, inteneriva; il quasi sessantenne abbandonatore del 'Manuale 2' non diverte e non intenerisce: somiglia solo al tipico vecchio porco, tanto più che non lo tenta un'irresistibile Claudia Gerini, ma una resistibile Elsa Pataky." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 gennaio 2007) "Il successo del primo, uscito circa un anno fa, non solo ha trascinato con se l'inevitabile seguito, ma ha fatto alzare anche le ambizioni. 'Manuale d'amore 2 (capitoli successivi)' non vuole solo affrontare col sorriso e un po' d'ironia le disavventure amorose degli italiani (come succedeva appunto con il primo film), ma dichiara apertamente l'intenzione di affrontare alcuni dei nodi politici e sociali che con quelle disavventure sono collegati. Come la procreazione assistita e il matrimonio tra omosessuali. Il problema, però, e che alle intenzioni non corrispondono una sceneggiatura e una regia all'altezza. (...) Non e un problema di facile soluzione: la commedia - e 'Manuale d'amore 2' lo vuole essere - col sesso può far ridere, altre volte riesce anche a far sorridere e insieme riflettere (Wilder era un genio sull' argomento: 'Quando la moglie e in vacanza', 'A qualcuno piace caldo', 'L'appartamento'), quasi mai a eccitare (vedi lo strip della Loren in 'Oggi ieri domani', ma solo in quella scena, perche l'episodio e tutto meno che conturbante). Forse era meglio lasciare che i sogni restassero tali, indistinti e inafferrabili. (...) Per il resto, per vedere l'erotismo declinato in una commedia più briosa e meno banale, meglio aspettare i prossimi capitoli. Ne sono annunciati altri tre." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 19 gennaio 2007) "Aurelio De Laurentiis e l'unico della compagnia che non ha bisogno di manuali: il suo mestiere lo sa fare benissimo ed e quasi solo grazie a lui che il Fort Apache del cinema italiano si regge in piedi. Poi, certo, si creano le imprevedibili alchimie che a ciascun film assegnano un posto nella storia dell'arte e del mercato, dell'intrattenimento e del costume. In questo caso il successo del prototipo ha indotto il vulcanico patron a procedere con 'Manuale d'amore 2 (capitoli successivi)', che nel quadro di una confermata gradevolezza inserisce tasselli buoni e meno buoni... La struttura a episodi si addice all'infrangibile tema dell'amore, come ci ricordano molti titoli della commedia all'italiana. Resta, però, da scontare l'implicito pericolo che la frammentarieta provochi bruschi dislivelli fra spunti, svolgimenti e conclusioni. Stavolta fila come un treno l'apologo del maturo maitre Carlo Verdone (...) Più che decoroso il balletto di orgogli e pregiudizi che si scatena a spese della coppia omosex Sergio Rubini-Antonio Albanese (...) Decisamente gracile il connubio tra il temporaneo paraplegico Riccardo Scamarcio e la sensuale fisioterapista Monica Bellucci. Pollice verso senza appello per l'odissea dei coniugi Fabio Volo e Barbora Bobulova (...) A esclusione dei belli senz'anima (espressiva) Scamarcio & Bellucci, i coristi se la cavano al meglio. Con punte d'eccellenza per Dario Bandiera dell'episodio ospedaliero, la Bobulova a dispetto del ruolo sconnesso, i sempre più brutti (per esigenze di copione) e più bravi Rubini e Albanese e il solito Verdone. (...) Giovanni Veronesi possiede una mano scorrevole e quel pizzico d'improntitudine che giova a chi vuole frugare negli identikit della porta accanto. Per i futuri capitoli sara, però, indispensabile togliersi il grembiulino da chierichetto progressista e lasciarsi andare a un culto più brado ed estroso del grottesco quotidiano." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 gennaio 2006)

Copyright © Cinematografo 2009.



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