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"Milos Forman, da apolide sempre esilarato e sbalordito di fronte al Mondo Nuovo, dirige con ritmi impeccabili e supremo senso dello spettacolo questo ritratto di eccentrico, mettendoci tutta la sua ammirazione e il suo stupore per la follia della società americana e dello show business, mentre Carrey interpreta Kaufmann con un misto inquietante di pazzia organizzata e di improvvisi squarci di umanità. Non si riesce ad immaginare un altro attore capace di dar corpo con altrettanta partecipazione a questo mistero buffo americano: che, in un certo senso, nel film tale rimane, inspiegabile della sua psicologia, nei suoi gesti e nel suo successo, fino oltre la tomba." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 26 marzo 2000)
"Jim Carrey, nonostante lo snobismo dell'Academy Awards, emerge trionfalmente da questa nuova prova di recitazione affermandosi quale Oscar virtuale: inevitabilmente gli viene riservato lo stesso trattamento che fu di Andy. E intanto Milos Forman, con la collaborazione degli sceneggiatori di 'Ed Wood', firma un altro capolavoro". (Daniele Terzoli, Il Piccolo, 19 aprile 2000)
"Un individuo straordinario, troppo grande, anticonformista e originale per la società. E' il conflitto che più affascina il regista Milos Forman, da Mozart a Larry Flint. Quello di Kaufman è fra tutti il più riuscito grazie al miracoloso talento di Jim Carrey. E' incredibile che l'Oscar continui ad ignorarlo". (Curzio Maltese, D di Repubblica, 11 aprile 2000).
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