Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Copyright © Cinematografo 2008.
Dall'isola al continente
Si erano adattati alla vita in Madagascar, ma Alex, Marty, Melman e Gloria sono pur sempre newyorkesi; e poiché la nostalgia per la Grande Mela incalza, è giunta l'ora di prendere il primo (e unico) volo della Air Penguin e tornare nel proprio habitat 'naturale”. Purtroppo, però, la loro scarsa fortuna con i viaggi non è cambiata: il trabiccolo volante precipita, e i quattro amici – cui si sono aggiunti re Julien, Maurice e i pinguini – si ritrovano nel luogo delle proprie origini, la sconfinata savana africana, dove però Alex ha finalmente occasione di conoscere la sua famiglia e le sue radici. Zuba, suo padre, è infatti il sovrano della riserva, ma i due scopriranno di non avere molto in comune…
Il ritorno dei simpatici lunatici
Li avevamo lasciati al sole del Madagascar, e ora li ritroviamo altrettanto spaesati negli immensi spazi delle pianure africane, sempre con le stesse nevrosi e le stesse manie; d'altra parte, Alex, Marty, Melman e Gloria sono gli animali meno selvaggi e più newyorkesi che il cinema ricordi.
Primo prodotto Dreamworks, Shrek a parte, a meritarsi un sequel in virtù dei grandi incassi ottenuti (siamo intorno ai 500 milioni di dollari), Madagascar torna conservando quelle scelte di stile che, sotto molti aspetti, lo rendono il più interessante tra i film della major americana: un disegno riconoscibile perché piacevolmente 'abbozzato” e spigoloso, lo humor surreale, riferimenti e citazioni 'adulte”, animazione meno rigida e più libera, fatta di personaggi che si muovono e agiscono come cartoons. Da questo punto di vista, Madagascar è forse l'unico erede – fra i lungometraggi in digitale, s'intende – delle magnifiche follie visionarie di Chuck Jones e Tex Avery, ovviamente senza la medesima ispirazione creativa ma con un ottimo gusto per il non sense e per una comicità stralunata. Le gag sono infatti ancora divertenti (con i pinguini nuovamente mattatori), e il ritmo ben sostenuto, pur fermandosi brevemente quando i protagonisti si trovano ad approfondire il loro legame: niente paura, nulla di eccessivo (i novanta minuti scivolano via senza alcuna fatica), ma la trama è più strutturata rispetto al prequel e – nonostante sia elementare – esige la risoluzione di qualche piccolo nodo. Resta comunque l'impressione che quanto guadagnato sul piano narrativo, sia andato perso su quello visivo, e Madagascar 2 appare allora più povero di guizzi e idee registiche se raffrontato all'originale; ma i personaggi nevrotici e un po' allucinati sono irresistibili, l'accompagnamento musicale – di Hans Zimmer e Will.I.Am – molto ispirato, e le citazioni imprevedibili: divertitevi a scovarle tutte (deliziosa quella da Incubo a sei mila metri di Matheson).
Da vedere in lingua inglese per apprezzare le efficaci caratterizzazioni di Ben Stiller, Chris Rock, Jada Pinkett Smith, David Schwimmer, Sacha Baron Cohen, Cedric The Entertainer, Alec Baldwin e lo scomparso Bernie Mac, ricordato con una dedica alla fine del film.
Copyright © Spaziofilm.it 2008.