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"Possono essere amici due ragazzini che appartengono a questi due mondi? 'Machuca' di Andrés Wood per fortuna non dà nessuna risposta. Ma racconta una storia in modo semplice ed elegante, senza impartire lezioni e senza indugiare nelle scene di facile impatto emotivo. Commuove, citando con amore 'Arrivederci ragazzi' di Louis Malle, e fa sorridere con tutte quelle signore benestanti che affrontano i cortei tipo 'è scoppiata la rivoluzione e io non ho niente da mettermi'. C'è, però, anche qualcosa di più. Fa riflettere la scelta che compie uno dei due bambini, fa riflettere che un regista nato nel 1965 abbia scelto oggi per raccontare quegli anni. Fa riflettere tutto questo film, magnificamente interpretato." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 1 ottobre 2004)
"Messo in scena con uno stile piuttosto classico, ma adeguatamente movimentato nelle sequenze più dinamiche, fotografato in colori che rinviano all'indietro nel tempo, 'Machuca' spira una sincera nostalgia per l'epoca in cui il Cile poteva ancora sognare il sogno socialista di Salvador Allende. Il che non impedisce una lucida analisi delle componenti che ne decretarono la fine: non soltanto le forze reazionarie e la classe conservatrice del Paese: ma anche l'ostilità ai progetti del Presidente da parte della borghesia dell'epoca, rappresentata nel film dai genitori di Gonzalo. E il nocciolo più amaro vien fuori nell'epilogo, quando il ragazzino privilegiato tradisce gli amici proletari riprendendo il suo posto nella gerarchia sociale." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 ottobre 2004)
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