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"Qualcuno ha definito 'L'uomo senza sonno' un thriller psicologico, solo per impedire la fuga degli spettatori, che al contrario avrebbero modo di apprezzare almeno il talento del regista inglese Brad Anderson, già autore di 'Session 9' e la performance di Christian Bale, il cui sforzo di dimagrire equivale a quello di De Niro che ingrassava in 'Toro scatenato', mentre Bale perde quasi quaranta chili. Tra Kafka e Polanski, Anderson racconta il suo incubo con glaciale partecipazione, senza ricorrere ai soliti giochetti di montaggio, attraverso il sottile diagramma tra realtà e follia con stile levigato e polindromo. La conferma di un talento inossidabile alle mode di un presente fragoroso e vuoto. " (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 19 novembre 2004)
"Che film intenso e snervante, perturbante e ricco di talento, livido e ipnotico è 'L'uomo senza sonno', inedito esempio di thriller paranoico che prima ti fa credere di essere una cosa, poi si rivela qualcosa d'altro. (...) Quel che ci attrae davvero in 'L'uomo senza sonno' è altro: è una sorta di cristologia della colpa con al centro un corpo sofferente e martoriato, autentico. (...) Sapiente, la regia di Anderson fa crescere verticalmente la suspense; mescola le carte tra realtà e allucinazione senza perdere il filo; semina indizi intelligenti. Piccola produzione apolide di una 'casa' spagnola specializzata in horror, il suo è il genere di film destinato (lo si dice fin troppo spesso, ma questa volta ce ne sono i motivi) a diventare un cult." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 novembre 2004)
"Che città sarà mai quella che compare, nel triste smalto di un colore denaturato e quasi monocromo, in 'The Machinist - L'uomo senza sonno'? Questo film di apparenza amero-britannica, ispirato ai classici neri di Val Newton targati Rko, è stato girato a Barcellona, dov'è in piena fioritura una nuova scuola dell'horror. Il regista Brad Anderson racconta con ambiguità e rigore il tormento di un personaggio votato alla disperazione. The Machinist ha fatto il giro dei festival di élite, accolto con grande interesse. Il protagonista Christian Bale si è assoggettato a calare non so quanti chili per incarnare (si fa per dire, è tutto pelle e ossa) l'ossesso protagonista. (...) Si può prevedere che il film diventerà un classico, mentre Christian Bale s'impone come il nuovo campione del brivido. Qualcuno ha già scritto che dovrebbero dargli un Oscar." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 novembre 2004)
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