Agnieszka, una giovane cineasta polacca, per il suo primo lungometraggio da presentare come saggio di fine corso decide di elaborare una sorta di biografia, composta di spezzoni d'archivio e di interviste filmate. L'aspirante regista lavora accompagnata da Leonard, un anziano operatore, e da Jacek, il tecnico del suono: per l'uso del materiale di repertorio trova un'amica in Elena. Decisa a indagare su di un eroe del lavoro, la cineasta si interessa di Tadeusz Birkut, uno stakanovista in auge negli anni '50, in seguito messo in disparte, processato e condannato, infine riabilitato. Per meglio conoscere i segreti di questi alti e bassi, Agnieszka intervista Burski, un regista affermato, e scopre che il famoso episodio in cui Birkut ha con la propria squadra messo in opera 30.509 mattoni, è stato una trovata dello stesso regista allora alla caccia di una propria affermazione. Poi da un funzionario politico viene a sapere delle tragiche vicende subite dal divo del lavoro a causa dell'amico traditore Witek. Da questi, ora riabilitato e capo di una gigantesca industria, viene a conoscere altri particolari. Gli ultimi incontri di Agnieszka sono con Hanka Tomczyk, ex moglie di Birkut, e con il figlio dello stesso che, operaio in un cantiere di Danzica, le dice che il padre è ormai morto.
Note
- PRESENTATO AL 5° FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE (2204)
- PREMI: PREMIO SPECIALE DELLA 'FIPRESCI' AL XXXI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI CANNES, 1978; PREMIO COME MIGLIOR FILM E A JERZY RADZIWILOWICZ COME MIGLIOR ATTORE AL IX FESTIVAL DI BELGRADO, 1979; PREMIO PER JERZY RADZIWILOWICZ COME MIGLIOR ATTORE AL VI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI BRUXELLES, 1979; PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL XX FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI CARTAGENA, 1980.
- PRIMA: VARSAVIA, 25 FEBBRAIO 1977.



