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Ci sono persone che possiedono una caratteristica particolare.
Uno sguardo, il tono di voce, le espressioni del volto, le posture e chissà che altro, le rendono persone che affascinano.
Ci sono persone che hanno charme.
Una di queste persone era sicuramente Amin Dada, neo-presidente dell’Uganda, salito al potere grazie ad un colpo di stato militare. Un personaggio che si ama o si odia, o forse che si ama E si odia contemporaneamente.
Ed è quello che succede al giovane medico Nicholas Garrigan, il quale lascia la sua Scozia dove si sente oppresso dalla vita e dai genitori, per cercare qualcosa di diverso, senza neanche sapere lui bene cosa.
Egli finisce quindi in Uganda dove, per vie traverse, diventa medico personale e consigliere del presidente. All’inizio succube dello charme di Amin, Nicholas si accorge che egli è in realtà un carnefice.
Di trama ve ne ho raccontata anche troppa direi. Ma il film eh? Il film?
Il film è superbo.
Già dall’inizio, quando Nicholas arriva in Uganda e fa il viaggio in bus, veniamo tempestati da una girandola di colori accesissimi che ci descrivono questa terra. Lodevoli anche le inquadrature di Amin quando parla alla folla. A mio parere insomma, un’ottima fotografia di Anthony Dod Mantle.
L’intrepretazione di McAvoy nei panni del medico è sufficiente, sempre in bilico tra meschinità e bontà, non sono riuscito, e non riesco tutt’ora, a scegliere se il suo personaggio sta nei "buoni" o nei "cattivi".
Grandioso Withaker, che nelle due ore di film vedrete interpretare gioia, rabbia, disperazione, follia, fragilità con uno stile veramente superbo.
Il film emoziona e tiene molto "col fiato sospeso": magistrale la scena della mucca che sta morendo mentre Nicholas sta medicando Amin.
La parte finale della pellicola è un po’ truce, quando Garrigan scopre di essere intrappolato nel paese da questo folle legame che lo unisce ad Amin. Ed è proprio questo legame, la parte che mi ha più incuriosito del film.
Un legame strettissimo fin dall’inizio, quando il presidente scopre che il giovane medico è scozzese (patria per la quale Amin aveva un debole). Essi diventano quindi amici.
Poi diventeranno "il buon capo" e il "bravo dipendente". Poi fratelli. Poi padre e figlio. Poi traditore e tradito. Poi nemici. Ed infine carnefice e vittima.
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