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L'Ultimo Crodino Recensione

"L'ultimo Crodino" recensioni

Scheda Film
L'ultimo Crodino
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-20 10:00:41
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Alla ricerca di Cuccia

Due lavoratori del comune di Condove in Val di Susa, benvoluti da tutto il paese ma assillati dai debiti e dal futuro, per dare una svolta economica alla loro faticosa esistenza si improvvisano rapitori di feretri. Il loro obiettivo sarà trafugare la bara e il corpo di Enrico Cuccia, presidente onorario di Mediobanca, per chiederne il riscatto. Ma a causa dell'inesperienza e della poca destrezza, la speranza di agguantare il bottino sfuma miseramente per i nostri due folli eroi...

'Chi nasce povero muore povero”

È ormai un dato di fatto incontestabile che la provincia italiana più cupa e monotona sia diventata negli ultimi anni teatro di delitti inspiegabili e orribili nefandezze. Basta dare un'occhiata alla recente cronaca nera per rendersene conto facilmente: dalla strage di Erba a quella di Novi Ligure, dal giallo di Garlasco all'infanticidio di Cogne, l'ordinaria vita di piccoli centri è stata improvvisamente sconvolta da casi isolati di follia da parte di persone insospettabili, capaci di far piombare in brevissimo tempo la comunità in un vortice di voci e caos mediatico. Nei primi anni del Duemila è stata la volta della bassa Val di Susa, in cui in seguito alla morte di uno dei più importanti banchieri nonché guru finanziari del secolo, due 'quasi” onesti cittadini, colpiti da alterne sfortune e disgrazie, decidono di trafugarne la salma e chiedere un ingente riscatto alla famiglia per tentare una fuga da quella valle che non sopportano più. È l'occasione della loro vita, ma i due poveri valligiani la sprecano maldestramente a causa della loro imperizia, non prima però di esser riusciti a tenere in scacco per qualche giorno, senza rendersene conto, polizia, carabinieri e servizi segreti.

Il tentativo di trasposizione filmica di questa vicenda bizzarra, che riesce discretamente al regista Umberto Spinazzola, segue la cronistoria degli avvenimenti dal punto di vista dei due ingenui e inesperti responsabili: un autista di furgoni che cerca di far fortuna con il bio-ecologico e un operaio delle acciaierie pieno di debiti, soprannominati 'Crodino” e 'Pes” dagli amici del bar.

Il taglio è decisamente tragicomico perché se da un lato la loro goffagine nel gestire questo folle rapimento è in sintonia con gli schemi più classici della commedia all'italiana, in cui vi è sempre una coppia di simpatici fannulloni – uno la 'mente” e l'altro il 'braccio” – che non sono proprio nati per delinquere, dall'altro vi è una sottile riflessione sullo spaccato di una certa realtà di provincia, com'è appunto quella della Val di Susa. Una valle che è stata scenario di numerose tensioni sociali, con protagonisti il movimento No Tav che da anni si oppone al progetto dell'alta velocità, le misteriose sette sataniche che realizzano le loro pratiche nei cimiteri e lo scandalo della diossina che secondo molti è presente nel territorio in dosi massicce.

Ecco così che i dati reali si intrecciano con gli elementi finzionali in modo quasi naturale, seguendo passo dopo passo (con filmati originali di trasmissioni televisive e telegiornali dell'epoca) una storia così unica nel suo genere da poter essere trasformata facilmente in un film, senza aver bisogno di forzare le situazioni e i personaggi rischiando di cadere nel macchiettismo. La macchina da presa di Spinazzola ha lavorato in modo asciutto e silenzioso senza aggiungere nulla di più – nel rispetto del fatto di cronaca – ed è stata sostenuta dall'interpretazione di una inedita quanto felicissima coppia di comici, il duo Iacchetti/Tognazzi, che sembrano proprio essere usciti da quella valle.

L'ultimo Crodino, che è anche uno dei primi tentativi in Italia di naming placement (sull'esempio dell'americano Il diavolo veste Prada) e quindi del nome del marchio che contribuisce alla buona riuscita del 'prodotto”, si riassume bene in una frase emblematica di Pes, 'Chi nasce povero muore povero”, evidenziando il fatto che è difficile sovvertire il destino e sconfiggere la disperazione, ma alla fine si può anche sorridere e riflettere su come talvolta la vita possa essere beffarda.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.

Scheda Film
L'Ultimo Crodino
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-21 04:18:04
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Anche se il film non e speciale, i due protagonisti invecchiati, imbolsiti, rimangono simpatici: ma non e il caso di parlare di 'omaggio alla commedia all'italiana', la cui essenza era la crudelta, la ferocia." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 marzo 2009) "Doveva essere un esempio di product placement ma il problema e che non sono riusciti a piazzare davvero il prodotto ne a dare vera vita al film. Tognazzi e Iacchetti sembrano in gita aziendale e non ricordano minimamente due personaggi per cui poter provare un pizzico di emozione. Meglio i duetti tra il carabiniere Marco Messeri e l'agente di Stato del bravissimo Enzo Provenzano, che ha la gastrite dai tempi di Ustica. Te lo bevi tutto d'un fiato. Ma e un analcolico blando che fa annoiare il mondo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 marzo 2009) "Se fosse più corale sarebbe un soggetto monicelliano, se fosse più amaro potrebbe essere un film di John Huston o di Clint Eastwood. Non e sbagliato chiamare in causa lo spirito a noi più vicino dei personaggi e delle situazioni cari a Carlo Mazzacurati. La vicenda dei due spiantati "Crodino" (Tognazzi) e "Pes" (Iacchetti) e picaresca con leggerezza, con una vena malinconica rispettabile. E rispettabili sono le partecipazioni di attori di provenienza televisiva: oltre a Iacchetti anche Dario Vergassola." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 marzo 2009) "Il film di Umberto Spinazzola e piccolo, semplice come un lungo reportage di una tv regionale e vive della bravura e simpatia dell'affiatata coppia Iacchetti e Ricky Tognazzi, che suppliscono con speciale malinconia alla poverta stilistica di un'opera in cui si raccontano fatti e misfatti ma senza alcuna passione e senza destare alcun interesse, sorvolando solo una cronaca grottesca." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2009)

Copyright © Cinematografo 2009.



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