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"Tratto dal bel romanzo di Graham Swift 'L'ultimo bicchiere' č un film corale, molto alcolico, costantemente in bilico fra humour e tragedia. Regista corretto, ma un po' anonimo, Fred Schepisi si č trovato alle prese con un compito non semplice. (...) Dalla sua, Schepisi ha avuto una risorsa eccezionale; anzi, sei: ha potuto disporre del cast pių maledettamente ben assortito, ricco di talento e credibile che un regista possa augurarsi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 luglio 2003)
"L'ultimo bicchiere' fa toccare con mano la differenza che passa fra un grande film di attori e un film di grandi attori. Impreziosita dalla presenza di interpreti straordinari, l'opera di Fred Schepisi avrebbe guadagnato a presentarsi meno frastagliata fra la cronaca del presente e i frammenti della memoria. Una versione pių asciutta del polifonico romanzo, suddiviso in capitoletti legati ogni volta a un singolo personaggio, avrebbe conferito maggiore efficacia al racconto cinematografico: e il regista poteva davvero metterci meno musica". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 luglio 2003)
"Assolutamente londinese, tratto da 'L'ultimo giro' di Graham Swift, un bel film di costumi e di sentimenti interpretato da alcuni maggiori attori inglesi, costruito secondo una struttura frammentata e mobile. (...) Gli interpreti principali e pių famosi sono affiancati da giovani attori che ne recitano la parte in flash back: la storia ha inizio nella seconda guerra mondiale e termina negli anni Ottanta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 luglio 2003)
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