Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Lui, lei, l'altro
Deco (Lazaro Ramos) e Naldinho (Wagner Moura, protagonista di quel Tropa de elite che ha sbancato a Berlino) sono due amici che vivono in un bassofondo di Salvador di Bahia, al confine tra favelas e città, fra lavoretti e criminalità, fra baratro e redenzione.
Uno, Deco, è un pugile dilettante che si arrabatta, non senza rimorsi, fra incontri truccati e piccoli impieghi da scaricatore, l'altro, Naldinho, non disdegna di fare qualche servizio per la microcriminalità locale. In comune hanno una barca, un'infanzia, una vita, un'amicizia sulla quale non ha inciso difficoltà alcuna, alcun impedimento.
Fino a lei, fino a Karinna, bella e dannata. La sua sensualità, il suo muto carisma, scaverà una crepa nel solido terreno del rapporto fra i due uomini...
I vicoli del Brasile, il labirinto del cuore umano
Topos mai tramontato nel cinema di tutti i tempi, il tema del triangolo amoroso permea l'immaginario collettivo, mette in moto sensazioni e sentimenti spesso sopiti, desta curiosità e interesse nel pubblico.
Per chi fa cinema è uno dei modi più ampi e pregnanti per esplorare la tematica dell'amore, che contraddistingue la storia dell'uomo di ogni tempo, e che per questo incuriosisce e stimola da sempre la creatività dei cineasti.
Lower City è una pellicola intensa, che vede a servizio di Sergio Machado alcuni fra i migliori attori della nuova generazione brasiliana.
'Non riesco a vivere senza uno di voi due”: testimonia l'impossibilità di una relazionare a tre la bella e triste Karinna che, suo malgrado, trascina i due protagonisti in un vortice di libidine e di malinconia che la mano attenta di Machado riesce a cogliere in più sfumature, attraverso una fotografia sovraesposta, un costante alternarsi fra staticità di macchina e steadycam, una cifra realista e appena esagerata che è caratteristica di parte del recente cinema sudamericano. Ma soprattutto attraverso un compenetrarsi affannato, partecipe, di corpi e di sensazioni, di affanni e di sospiri.
Il regista non ha paura di mostrare la bravura di una Braga che parla quasi esclusivamente con una esasperata non-espressività del proprio fisico, quasi sempre privo di abiti e di parole, ma ricco di una carica comunicativa intensissima, che catalizza attorno a sé, oltre all'attenzione dei due giovani uomini, l'intero senso del film.
Una pellicola che offre sequenze di grande impatto, ma che sa muoversi in modo sommesso, misurato, senza mai andare fuori giri. Ha la pecca però di non sfruttare appieno quella carica di emotività di cui è dotata in potenza, pur ritraendo crudamente, prima ancora che il Brasile dai vicoli ingarbugliati, l'estrema complessità dell'animo dell'uomo.
Tutto questo, fortunatamente, al netto di facili e frettolosi giudizi.
Copyright © Spaziofilm.it 2008.