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" 'Lontano in fondo agli occhi' è il bel debutto del napoletano Giuseppe Rocca visto all'ultima Mostra di Venezia. Visionario, doloroso, molto privato, forse autobiografico". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 marzo 2001)
"Il modo con cui Garrone rappresenta questo piccolo mondo antico evoca gli 'amarcord' felliniani, nel surrealismo da imagerie cattolica, nell'ossessione del peccato e nel flusso di sensualità che circola ovunque. Quel che si apprezza di più non è tanto l'accuratezza della ricostruzione quanto l'aria che si respira nelle inquadrature: sembra di inalare la polvere degli ambienti, odorare gli aromi della cucina a Capodanno, respirare il fresco delle lenzuola di bucato. E questo è un altro aspetto che conosce berne chi ama il cinema di Fellini. Il quale avrebbe evitato un finale drammatico come quello scelto da Garrone; ma, in fondo, potrebbe essere solo la fantasia di un bambino 'impazzito per amore' ".(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 aprile 2001)
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