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Lo Spaccacuori Recensione

"Lo spaccacuori" recensioni

Scheda Film
Lo spaccacuori
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-09 12:00:29
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Sì lo voglio, ma poi mi pento

Eddie (Ben Stiller) è uno 'splendido quarantenne” apparentemente soddisfatto della propria vita, a cui manca soltanto una cosa: una moglie. Il padre, gli amici e i conoscenti lo spronano a trovare la donna giusta e a lasciarsi alle spalle le consuete critiche che hanno minato i rapporti precedenti; il matrimonio è un vero paradiso! Ma la fortuna è dietro l'angolo, perché Eddie incontra la bellissima e stimolante Lila (Malin Akerman): dopo qualche titubanza, sebbene non la conosca da molto tempo, il single incallito si fa coraggio e le chiede di sposarlo.

Tutto è perfetto fino alla luna di miele, quando Eddie si accorge di quanto Lila sia diversa dall'idea che ha di lei; è stato un terribile errore sposarla! Sulle spiagge dorate del Messico, il neosposo incontra Miranda (Michelle Monaghan), la donna che fa per lui. Come venir fuori dal pasticcio in cui si è cacciato?

Una commedia made in Farrellyland

Lo spaccacuori è il nuovo film della premiata ditta Bobby e Peter Farrelly, i fratelli - nonché sceneggiatori e registi - cui si devono alcune fra le commedie più acclamate degli ultimi anni: Scemo + scemo, Tutti pazzi per Mary Io, me Irene, Amore a prima svista. Ben Stiller, otto anni dopo Tutti pazzi per Mary, torna a lavorare con i due registi in una pellicola che riveste di sarcasmo farrelyano il matrimonio, l'amore, la società e la bellezza, ispirandosi a Il rompicuori, commedia del 1972 diretta da Elaine Maine e tratta da un racconto di Bruce Jay Friedman (adattato per il cinema da Neil Simon).

Lo spaccacuori è un film che, pur offrendo battute comiche irresistibili e trovate esilaranti, riveste la vis comica di una matrice grossolana, irriverente e politically uncorrect, tutto sommato prevedibile e stancante; sia chiaro, la sceneggiatura ha tempi comici calibratissimi, colpi di scena geometrici, dialoghi secchi ed efficaci, mentre la regia è morbida e le interpretazioni sono naturali e al contempo sopra le righe, senza pecche: tutto funziona, insomma, e il film, che lascia presagire l'happy end, nasconde anche nella battuta finale il graffio irriverente al 'e tutti vissero felici e contenti”. Eppure, il marchio Farrelly si nutre di stilemi che ormai non sorprendono più, il loro tocco è scontato.

La firma Farrelly-Stiller è riconoscibile in ogni fotogramma, lo spettatore lo sa e non accade nulla, o quasi, in grado di spiazzare davvero la platea; l'assurdità delle situazioni innesca la risata, ma non rappresenta più un'innovazione, quanto invece una sicurezza. A tratti, comunque, emergono i luoghi comuni, i tic, le manie e i buchi neri della società americana, ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti del film.

Una pellicola che poco dà ma nulla toglie, adatta a chi cerca un cinema disimpegnato e disimpegnativo. Un plauso alla bellissima Malin Akerman, la cui bellezza non stempera il carattere comico del suo personaggio ma, anzi, ne amplifica la portata.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Lo Spaccacuori
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-08-27 04:11:29
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Tra mariachi invadenti, gemelli pettegoli, equivoci da videocassette hard, malintesi su una moglie morta massacrata. 'Tutti pazzi per Mary' e ormai un ricordo. Qualcosa si e inceppato nel meccanismo comico dei Farrelly. Al punto che sarebbe sufficiente guardare il trailer dello 'Spaccacuori'. Curioso poi che negli Usa, in un modo o nell'altro, si siano riscoperti i quarantenni imbranati, deboli nei confronti degli amici e dei genitori, subalterni nei confronti delle donne che incontrano, nel senso che proprio vengono costantemente tartassati. Ma non si tratta di critica ai machismo, solo di un escamotage per estorcere qualche sorriso a buon mercato. La commedia hollywoodiana recente e popolata da uomini imbranatissimi e da un'infinita di donne in attesa di prole, così ogni trasgressione sara punita, dalle convenzioni e da un conservatorismo di fondo che sembra aleggiare tra i copioni." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 novembre 2007) "Ai Farrelly interessa riaggiornare la storiella con un impianto di gag visive demenziali che sono il loro marchio di fabbrica, ma l'ancoraggio alla correttezza di un testo convenzionale non permette loro di essere filosoficamente irriverenti. La degenerazione, quando avviene, avviene in fondo pagina, in nota, come delirio schizzato di fine scena. Così tutto il cote di politicamente scorretto sulle comparse messicane o anche solo della presentazione della madre obesa di Lila, paiono forzature non richieste o, ancor peggio, concesse per pieta da produttori furbacchioni. Si salva solo la trovata del tavolo dei single, dopo neanche dieci minuti di film, quando ancora pare che i codici del comico-demenziale siano forma e contenuto dell'opera, come i Farrelly ci avevano abituati con sgorbi capolavori modello 'Fratelli per la pelle'." (Davide Turrini, 'Liberazione', 9 novembre 2007) "I fratelli Farrelly e Ben Stiller sono stati fonte di grossi incassi con una formula volgare, ispirata alla commedia erotica italiana: quella di 'Tutti pazzi per Mary'. Saggiamente ora riducono molto la volgarita nello 'Spaccacuori', rifacimento del 'Rompicuori' di Elaine May (1972), tratto da una commedia di Neil Simon; sfortunatamente riducono molto anche il brio ribaldo. Morale: 'Lo spaccacuori' e meno lutulento, ma e più prevedibile. Restano a sostenere il film la bravura scontata di Stiller e la bellezza di Michelle Monaghan, nel ruolo della donna che lo fa innamorare, ma non e libera quando e libero lui (o viceversa). In sostanza 'Lo spaccacuori' sfrutta l'incontinenza sessuale maschile, scambiata più o meno consapevolmente per amore, e il suo corrispettivo, l'infatuazione femminile: quanti matrimoni derivano da questo fluido che ben presto s'esaurisce? In quel momento cade la mimesi femminile, dunque l'assiduita maschile ... I Farrelly non vogliono esser acuti, temendo di spaventare gli spettatori, visto che i loro non sono certo quelli del Woody Allen d'una volta. Così si resta a mezza strada." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 novembre 2007) "'Lo spaccacuori' di oggi, un preoccupato Ben Stiller che in luna di miele s'innamora della presunta donna della sua vita, sarebbe poi il 'Rompicuori' Charles Grodin, cui accadeva più o meno lo stesso nel ciclone sentimentale del '72, ma diretto da Elaine May. La differenza e che allora c'era la sceneggiatura del grande Neil Simon a sostenere la feroce parodia degli affetti, soprattutto nella versione americana usa e getta in umorismo yiddish, mentre i fratelli Farrelly, abbonati alla comicita trash popcorn, consumano la parodia del cinismo maschile in uno spottone per un ripetitivo Stiller cartoon.(...) una commedia ad equivoci fiacchi in cui le situazioni sono annunciate e il ritmo somiglia a quello d'una innocua pochade con cartoline da spiaggia, mai alla satira." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 novembre 2007) "Vedere Stiller soffrire e sempre un godimento ma in questo film, tranne i primi 20 minuti che lo vedono in difficolta (al matrimonio lo mettono al tavolo dei single: tutti bambini sarcastici), il nostro eroe se la spassa per poi tornare a vedere i sorci verdi come emigrante confuso tra i messicani in un finale appiccicato male. (...) Film per bambini. Non particolarmente spiritosi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 novembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2009.



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