A Parigi, regnante Luigi XV, Beumarchais deve difendersi da un processo intentatogli per falso. In tribunale riesce a ribaltare la situazione, accusa il giudice di corruzione e il popolo lo applaude. Viene condannato ma il re gli offre la salvezza se accetta di andare a Londra per negoziare il riscatto di un piano segreto per invadere la Francia. A Londra fa amicizia con un americano e viene arrestato per attività anti-inglese. Liberato, torna a Parigi, dove nel frattempo è morto il re. Mette in scena "Il barbiere di Siviglia" ma la "prima" è un fallimento ed il successo arriva solo nelle rappresentazioni successive. Incaricato dal nuovo re Luigi XVI di avviare commerci con gli americani, viene ricevuto da Benjamin Franklin. A corte chiede poi i compensi per i dirittti d'autore sulla propria opera. Scrive "Il matrimonio di Figaro" che, dopo aver passato la censura, va in scena con grande successo. Viene però arrestato per ordine del re, che si ritiene offeso da una frase. Luigi XVI gli offre la libertà ma lui pone la condizione che l'opera venga ripresa nella versione integrale. E se il re dice di no? La voce fuori campo commenta: il re non disse di no e quella ripresa fu uno degli atti di nascita della rivoluzione francese.



