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Questo uomo, questo mostro
Il dottor Bruce Banner, in seguito a una massiccia esposizione ai raggi gamma, è costretto a vivere con l'ingombrante presenza di un alter ego che, dall'ombra del suo subconscio, può emergere al primo scoppio d'ira: si tratta di Hulk, un gigante verde dotato di forza sovrumana. Nonostante questi sia pericoloso solo se minacciato, il dottor Banner non può rischiare di scatenarne la potenza distruttiva, poiché incapace di controllarla, e si rifugia in Brasile dove impara alcune preziose tecniche di autocontrollo da un maestro di capoeira. Ma l'esercito degli Stati Uniti è sulle sue tracce, e un avversario ancora più temibile sarà presto rivelato…
La solitudine del Golia Verde
E meno male che c'è Hulk a salvarci dal crudele Abominio, due titani in lotta nello scenario apocalittico di New York a rappresentare l'uno la condanna della solitudine e l'altro la volontà di potenza: la sceneggiatura di Zak Penn, riscritta (non è chiaro in quale misura) da Edward Norton, indugia sull'uomo che si cela dentro al mostro (Bruce Banner/Hulk) e sul mostro che si cela dentro all'uomo (Abominio/Emil Blonsky), e si concentra sul lato umano del protagonista che, tormentato dalla distruttività del suo alter ego, pare irrimediabilmente destinato a un'ascetica privazione degli affetti. Spazio al dottor Jekyll più che a Mr. Hyde, dunque, un po' come accadeva nella celebre serie televisiva con Bill Bixby e Lou Ferrigno.
Inevitabile però il confronto con l'affascinante Hulk di Ang Lee; se in quest'ultimo, ispirato al ciclo di Peter David e in particolare a La psicanalisi di Hulk, il Golia Verde rappresentava il sogno di libertà e le pulsioni represse di Bruce Banner, esplose poi in uno scontro edipico con il padre/creatore, in questa nuova trasposizione i riferimenti principali sono le prime storie di Stan Lee, e il perno 'drammatico” della vicenda poggia sul conflitto fra lo scienziato, desideroso di una vita normale, e quella maledizione che gli impedisce di viverla, dalla quale tenta in ogni modo di liberarsi. Ma nonostante le buone intenzioni, a The Incredibile Hulk manca proprio ciò che ha fatto la fortuna di altri adattamenti Marvel, i vari Spider Man e il recente Iron Man in primis: la costruzione del personaggio, una sua crescita nel corso dell'avventura. Il film ci getta nel vivo della storia (poiché le origini sono state già narrate in passato) e non concede nulla al processo di maturazione del protagonista, che non acquisisce nuova consapevolezza da quanto gli accade. Resta immobile, potremmo dire, e con lui l'intero film (forse penalizzato dai fantomatici settanta minuti di tagli di cui è giunta notizia).
Un vero peccato, perché Edward Norton è bravo e le impressioni iniziali erano quelle di un puro e sano comic movie; ma le scene d'azione non hanno nulla da dire, e la regia di Leterrier – il cui mestiere evidentemente non si applica al digitale – appare quanto mai anonima. Onesto e persino sincero (piacevoli le citazioni da King Kong), eppure non abbastanza naif da invocare clemenza.
Occhio ai dettagli e al gustoso cameo finale: ora che la Marvel li produce direttamente, i film dei suoi eroi sono tutti ambientati nello stesso universo narrativo.
A proposito della Marvel al cinema…
Sperando di soddisfare la curiosità degli appassionati, diamo una fugace occhiata ai futuri progetti cinematografici legati alla Casa delle Idee (moltiplicatisi dalla nascita della Marvel Studios, che ha esordito con il divertente Iron Man e che consentirà la produzione diretta di alcune trasposizioni).
Cominciamo da quest'anno: The Punisher: War Zone arriverà nei prossimi mesi, almeno negli Stati Uniti (una data precisa, al momento, non è stata ancora comunicata); in ogni caso, questo nuovo adattamento non intrattiene alcun rapporto con il film di Jonathan Hensleigh uscito nel 2004, ed è diretto dalla regista di Hooligans Lexi Alexander. Il più interessante Ray Stevenson sostituisce Thomas Jane nel ruolo di protagonista.
X-Men Origins: Wolverine esordirà invece nel maggio dell'anno prossimo, e com'è intuibile racconterà le origini di Wolverine, sempre interpretato da Hugh Jackman; la sceneggiatura – che prevede l'apparizione di molti celebri personaggi, fra cui Sabretooth, Deadpool e Gambit – è stata scritta da David Benioff (La 25ma ora, Troy, Il cacciatore di aquiloni), mentre la regia è affidata a Gavin Hood (Tsotsi, Rendition). Pare sia previsto anche un X-Men Origins: Magneto, ma ancora non si sa nulla al riguardo.
Il successo di Iron Man ha spinto la Marvel a mettersi al lavoro su un sequel che dovrebbe uscire nel 2010, mentre il 2011 sarà l'anno di The First Avenger: Captain America, con Nick Cassavetes (John Q, Alpha Dog) alla regia e – si vocifera – Matthew McConaughey, Leonardo Di Caprio o Brad Pitt nel ruolo principale. Piccola battuta d'arresto per Thor: la sceneggiatura di Mark Protosevich (Io sono leggenda) necessita di una revisione per mantenere i costi del film sotto i 150 milioni di dollari; la trasposizione sarà diretta da Matthew Vaughan (Layer Cake, Stardust), che aveva rinunciato al terzo X-Men. Un altro personaggio 'classico”, Submariner, sarà invece protagonista di un film a sfondo ecologico per la regia di Jonathan Mostow (U571, Terminator 3), mentre Edgar Wrigt (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz) avrebbe espresso il desiderio di adattare per il cinema Ant Man.
James Vanderbilt (Il tesoro dell'amazzonia, Al calare delle tenebre, Zodiac) sta scrivendo il copione del quarto Spider Man, ma nei suoi progetti l'intreccio dovrebbe concludersi in un quinto film – informazione, quest'ultima, non confermata, dunque da valutare con il beneficio del dubbio. Sempre legato al mondo dell'Uomo Ragno è poi lo spin-off dedicato a Venom, del quale però non ci sono notizie certe.
Possibile, infine, un seguito di Ghost Rider (Nicholas Cage e Peter Fonda hanno già dato la loro disponibilità), mentre è sicuro che uno dei più affascinanti personaggi dell'intero fumetto supereroistico, Silver Surfer, avrà un film da protagonista, che ne narrerà la genesi: sarà scritto da J. Micheal Straczynski, creatore della serie televisiva Babylon 5 nonché apprezzato sceneggiatore di un ciclo di storie dell'Uomo Ragno e di Silver Surfer: Requiem, ipotetica ultima avventura del surfista d'argento. La regia potrebbe essere affidata ad Alex Proyas (Il corvo, Dark City, Io, Robot).
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