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L'Imbroglio - The Hoax Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-10-15 17:50:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Guarda il trailerApologo, anche se non definitivo, sulla professione dello scrittore, la droga del successo, la furfantesca ansia del potere. Finalmente Lasse Hallström si concede il lusso di una storia contemporanea graffiante e mordace, che ci riporta in quel brutto decennio, anche esteticamente, circoscritto agli anni '70, che sempre sorprese riserva. Come questa storia di quarto potere a più livelli: chi lo incarna, ossia Howard Hughes, e chi lo sfrutta e lo deride, Clifford Irving, autore di una falsa biografia del magnate solitario e maniacale, venduta a suon di dollari, oltre il milione, all'editore Mc-Graw-Hill, realizzata con i più inverosimili espedienti. Scoop beffardo che ha rischiato di travolgere presidenti (Nixon), riviste illustri (Life), editori, capitali, banche, servizi segreti e tutti coloro che, più o meno inaspettatamente, entravano nel mirino del geniale Irving, pronto a sfruttare per i suoi fini maldestri qualsiasi inconveniente, qualsiasi mossa del "nemico", qualsiasi notizia e informazione. Non sarebbe stato credibile, l'Irving di L'imbroglio, se non avesse potuto godere dell'aspetto, opportunamente modificato, di un bravo Richard Gere, accompagnato in questa "avventura editoriale" dal grande Alfred Molina, una specie di Sancho Panza della furfanteria, spedito sempre in prima linea e perennemente afflitto da poco consistenti scrupoli. Era il 1972, dunque, e quello di Irving rischiò di diventare davvero il libro del secolo: il film ne racconta genesi e morte, con l'ascesa e la caduta del suo autore, seppure caduta morbida poiché l’intervento audio in diretta televisiva dell’eccentrico e disturbato Hughes affondò la mistificazione, salvò Nixon, fece recuperare a se stesso milioni di dollari, restituì agli editori quello rubato da Irving, il quale planò delicatamente in galera, soltanto per un anno e una manciata di mesi. Non si dubita che il quel periodo il nostro geniale scrittore-truffatore abbia avuto modo non tanto di meditare sulle colpe commesse, ma di progettare il suo futuro di romanziere: non ha mai cessato di considerare quella come una vera "biografia", volendola salvare dal rogo, anche morale. In fondo era stata scritta avvalendosi di testimonianze vere, anche se sottratte e raccolte con sistemi poco legali e ortodossi. Per questo genio della truffa editoriale, insomma, il futuro potrebbe riservare ancora sorprese. Per gli amanti del cinema il film lo è stato, riconnettendo sui giusti binari una coppia di artisti e dando spazio ad una regia movimentata, divertente, intrigante come solo le truffe sanno esserlo.

Copyright © Cinematografo 2006.

Scheda Film
L'Imbroglio - The Hoax
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-10-24 04:00:49
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Un caso editoriale, un caso umano e un caso politico in un film che abilmente li mescola tutti e tre rivelando le doti di attore del maturo Richard Gere, imbroglione storico." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 15 ottobre 2006) "Richard Gere ha avuto successo di recente con film modesti, ma è giunto alla Festa di Roma con un film ambizioso che potrebbe, ingiustamente, non avere successo, perché racconta personaggi sgradevoli: 'L'imbroglio' di Lasse Hallstroem. Qui Gere passa dunque da maturo seduttore a maturo truffatore, perché la vicenda è ispirata al caso reale d'una biografia autorizzata di Howard Hughes, che poi autorizzata non era. Il miliardario tacque fino alla vigilia della pubblicazione, nel 1972,quando denunciò l'autore, che finì in prigione per due anni. Hughes si sarebbe servito del caso anche - dice il film - per condizionare il presidente Nixon alla vigilia del caso Watergate. Nell'ingrato ruolo di Clifford Irving, dal cui romanzo autobiografico è tratto il film, Gere offre - rugoso e malvestito - una credibile rappresentazione del cialtrone editoriale. Ma Alfred Molina, che interpreta il suo socio e che ha l'aria del fallito più di lui, lo mette in ombra. Ma la coppia funziona e la sceneggiatura di William Wheeler è coerente: si capisce quasi tutto, anche senza aver ricordi americani di allora. Fuori concorso come 'The Departed', 'L'imbroglio' è stato presentato alla Festa di Roma nello stesso giorno del film di Scorsese con Di Caprio, autore e attore del film su Howard Hughes dell'anno scorso, The Aviator'. Per la serie 'A volte ritornano', si noti che l'ottuagenario Eli Wallach incarna il segretario e biografo non autorizzato di Hughes, Noah Dietrich, interpretato da John C. Reilly in 'The Aviator'." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 16 ottobre 2006) "In Italia si intitola 'L'imbroglio' ma 'The Hoax' si potrebbe tradurre 'La bufala'.(...) Illustrativo e non troppo ispirato, il film di Lasse Hallstrom ('Chocolat') ficca il naso nella feroce ideologia competitiva e nello spietato culto della commercialità dell'editoria americana. La cui regolamentazione contrattuale ferrea non ha impedito però che un Clifford Irving, per un attimo almeno, abbia mandato tutto a gambe all'aria." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 ottobre 2006)

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