Il film è ispirato alla storia vera di Clifford Irving. All'inizio degli anni Settanta, Irving, uno scrittore frustrato e deluso che non è mai riuscito ad avere l'idea giusta per cambiare il corso degli eventi e ottenere il successo sperato, prende al volo la sua grande occasione. Dopo aver scritto una falsa biografia del magnate Howard Hughes, icona prebellica del cinema e dell'aeronautica, ne vende i diritti all'editore McGraw-Hill. Il libro sembra avere un valore eccezionale anche perché da alcuni anni l'eccentrico miliardario si è ritirato in un grande albergo in completa solitudine, impedendo a chiunque di vederlo. Falsificando anche i documenti, Irving convince l'editore di conoscere veramente Hughes, di aver trascorso con lui un lungo periodo e di averne trascritto le confessioni. Persino le telefonate di smentita dello stesso Hughes, uscito appositamente dal proprio eremo, aumentano la convinzione dell'editore che continua a spalleggiare Irving. Nel 1972 lo scrittore verrà condannato a due anni e mezzo di prigione.









