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"Se il soggetto poteva rivelarsi una trappola per il regista campione del cinema "nero" metropolitano, Scorsese lo affronta con lo scrupolo del filologo, distillando i gesti dei personaggi, attento alle cerimonie, alle microfisionomie, all'arredamento, alle esteriorita di una ricostruzione d'epoca più che alle libere configurazioni suggerite dall'impossibile passione romantica. Perciò in "L'eta dell'innocenza" l'emozione amorosa e come raggelata e distanziata, e l'analisi della classe sociale più potente non esce dai canoni risaputi. Anche se il film s'avvale delle splendide interpretazioni di Michelle Pfeiffer, Daniel Day-Lewis e Winona Ryder, dell'ammirevole fotografia di Michael Ballhaus e di costumi che rivaleggiano con quelli di Visconti in "Senso" e "Gattopardo". (Alfio Cantelli, "Il Giornale", 28 settembre 1993)
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