Helene, la giovane moglie di Andrč Delambre, scienziato di chiara fama, rivela un giorno al cognato Franäois, proprietario di uno stabilimento elettronico, di aver ucciso suo marito. Franäois accorre con l'ispettore di polizia Charas, il quale interroga Helene. Invitata a spiegare come e perchč ha commesso il delitto di cui si accusa, Helene ne dą una spiegazione tanto strana e fantastica che appare inverosimile. Ella narra cioč che Andrč era riuscito a costruire una macchina elettronica capace di disintegrare e successivamente reintegrare qualunque corpo. Un giorno aveva voluto sperimentare su sč stesso la sua prodigiosa macchina, ma non s'era accorto che sotto la campana di vetro della macchina era entrata, insieme a lui, una mosca. Per un inspiegabile difetto di funzionamento, al momento della reintegrazione era accaduto che al corpo del professore si erano attaccate la testa e una zampa della mosca, mentre la testa ed un braccio del professore avevano integrato il corpo dell'insetto. L'aspetto del marito aveva destato ribrezzo ed orrore nella povera donna, che aveva cercato cionondimeno di rincuorarlo, dando inutilmente la caccia alla mostruosa mosca. Incapace ormai di sottrarsi alle conseguenze del fatale errore, Andrč aveva ordinato alla moglie di ucciderlo, e questa, con l'animo diviso tra il raccapriccio e la pietą, aveva obbedito all'ordine. Il racconto di Helene sembra del tutto inverosimile all'ispettore Charas, che la dichiara in arresto; ma in giardino, per caso, l'ispettore scorge una mosca con testa e braccio umani, che si dibatte nella tela di un ragno. Avvicinatosi, ravvisa con orrore le sembianze di Andrč, e ne distingue la flebile voce che invoca aiuto. Messo di fronte alla prova inequivocabile offerta dalla realtą, Charas comprende che la donna ha detto il vero e la lascia libera.



