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Il film tratta lo scottante tema della guerra e delle manovre militari in Irak da diversi punti di vista. In primis quello del ricco senatore interessato solo a gratifiche professionali, accecato dal sordo egoismo dell'ambire addirittura alla Presidenza, sacrificando per questo ignobile fine milioni e milioni di vite di giovani americani. Pedine nelle mani di un uomo che col potere compra anche la vita altrui. Pedine che lottano per un senso di Nazionalità che in fondo è un'utopia ed esiste solo nel loro animi. Il loro punto di vista è quello più angosciante. E' quello della nobiltà d'animo, della generosità di offrire la propria vita per la patria ma prima di tutto per salvare un amico. La storia dei due ragazzi schieratisi nell'esercito per seguire degli alti ideale è molto commovente e si schiera in netta contrapposizione con i sentimenti egoistici e con le idee pretenziose del saccente senatore. La giornalista MeryL Steep dimostra molta acutezza nel capire le fandonie che Tom Cruise cerca di inculcargli e pone alla luce il grande problema attuale che l'informazione, stampa e mass media sono veicolati non verso la ricerca della verità ma verso il servilismo e il denaro di chi ha il potere e che tutto può essere manovrato in funzione di uno status simbol. D'obbligo dunque i rimorsi di coscienza della povera giornalista che vorrebbe professare la verità e smascherare le informazioni imposte ma non può allo stesso tempo rischiare un licenziamento per un ideale che non esiste quasi più. Infine appare imporsi anche il punto di vista del professore che incita gli alunni alla discussione. Ad essere parti attive di ciò che accade intorno a noi per vivere in pieno la vita e non vederla scorrere come un film d'altri tempi che non ci appartiene. Ed è proprio questo che insegnerà a Todd, alunno che ha perso l'interesse per la politica ritenendo, non a torto, i politici solo vuoti pupazzi che premendo il bottone professano sempre le stesse idiozie. Insomma un film dai grandi temi, soprattutto politici ma anche esistenziali che deve essere in grado di farci riflettere. Alla fine noi uscendo dalla sala ci chiediamo, anche involontariamente "Chi siamo davvero? "" Stiamo davvero vivendo?" Ai posteri l'ardua sentenza. O a noi?
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