"Aurelio Grimaldi è un regista cocciuto e diseguale, orgogliosamente deciso a non arrendersi, ma anche pronto a impegolarsi in ogni tipo di battaglie perse. Stavolta, nonostante un budget miserando, il regista siciliano ha affrontato addirittura 'La philosophie dans le boudoir' del Marchese De Sade, chiedendo per di più allo sceneggiatore Michele Lo Foco di contaminarlo con numerosi e strategici prelievi da 'Les liaisons dangereuses' di Choderlos de Laclos. 'L'educazione sentimentale di Eugénie' ovviamente fallisce e si potrebbe infierire a ruota libera, recitando le solite preci per il cinema italiano, se non fosse per la fluida eleganza dell'ambientazione e la scoperta di un'interessante esordiente (Sara Sartini) come disinibita protagonista. La trama d'altronde è così programmatica e concettosa da riportare al suolo tutti i voli pindarici del buon Grimaldi che, a dispetto delle dichiarazioni grottescamente rivoluzionarie, stila una sorta di bignami dell'erotismo settecentesco, con tanto di nudità patinate e situazioni hard rinfrescate dalle musiche barocche di prammatica. Conta poco riferire di Madame Saint Ange e del suo cesello d'alta scuola libertina sulle morbide forme (fisiche e intellettuali) dell'educanda e sul connesso gioco seduttivo attivato con la partecipazione di un fratello incestuoso, un marchese depravato e un servo superdotato: la malizia persino accattivante del film si sgretola a causa del dislivello tra dialogo altisonante, pose voyeuristiche e disastrosa performance degli attori maschi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 luglio 2005)
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