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Trama
Un'illustratrice, da poco orfana di madre, si sente insicura: varie strane coincidenze cominciano a farle sospettare che la nuova affascinante collega del marito stia tramando alle sue spalle per portarle via la sua famiglia…
La storia
La regista e sceneggiatrice Ann Turner mette in scena un thriller psicologico basato sulle insicurezze di una donna, interpretata da Susan Sarandon, che comincia a temere per la sua famiglia a causa di una serie di strani avvenimenti che sembrano condurre ad una donna misteriosa. Sophie fa l'illustratrice e sta attraversando un periodo difficile, di stress e scarsa vena creativa, a seguito della morte della madre e l'affetto della sua famiglia (padre, marito e due bambine) non sembra darle sufficiente conforto.
Malgrado la trama sia coerente, sfoci in un finale a sorpresa imprevedibile e abbastanza d'effetto, sembra che la maggiore attenzione della regista si sia indirizzata sulla resa visiva della crescente preoccupazione/paranoia di Sophie: la struttura generale rimane dunque abbastanza classica (con temi come il tradimento e il sospetto), mentre ci si concentra maggiormente sui piccoli dettagli, oggetti e avvenimenti che insieme costruiscono il tessuto angoscioso nel quale viene invischiata la protagonista.
Promesse mantenute a metà
Se facciamo riferiemento alla resa filmica di tali avvenimenti e stati d'animo, ci troviamo di fronte a una narrazione che riesce solo in parte a creare gli effetti sperati. Il film parte un po' troppo 'sparato”, con una serie di momenti inquietanti ambientati nella tranquillità della casa di Sophie. L'obiettivo è creare subito un'atmosfera generale di malessere e ambiguità, ma questo traguardo è cercato un po' troppo esplicitamente, sfociando in cliché come la porta che si chiude da sola, la scarpa che spunta dall'armadio ecc.Col passare dei minuti il tono sale, e il progressivo abbandono di tecniche più vicine all'horror che al thriller permette di orchestrare meglio una serie di avvenimenti (tipicamente sparizioni di oggetti come peluche o vestiti) di cui non è possibile trovare immediata spiegazione.
Tali episodi riescono discretamente a creare un'inquietudine continua, che è poi quella che morde lo stomaco di Sophie quando inizia a sospettare di Mara.
Siamo ancora in presenza di tecniche collaudate (oggetti che scompaiono e riappaiono, testimoni poco attendibili, poca fiducia nella protagonista da parte delle persone a lei vicine e via dicendo). Si cerca di rendere lo spettatore partecipe della paranoia della protagonista, impedendogli di intuire quale sia la verità: Sophie sta impazzendo? O c'è qualcosa dietro che non riusciamo ancora a vedere? E se si, che cosa? E se l'effetto emotivo è nel complesso soddisfacente, non solo non troviamo niente di veramente originale, ma alcune scene sembrano meri strumenti di suspense che non riescono a integrarsi perfettamente nella storia.
Il finale (o meglio la scoperta che avvia al finale) come detto è a sorpresa, ma anche qui è accompagnato da una scena vagamente d'azione piuttosto banale e scontata.
In questo film c'è un po' di Rosemary's Baby (per stessa ammissione della regista), di Psyco, di Ore 10: calma piatta (guarda caso con Sam Neill…), ma la pellicola non riesce a raggiungere il livello di nessuno di questi capolavori.
Gli attori
Pellicola senza infamia e senza lode. La recitazione si adatta a questa atmosfera generale, con due grandi attori come Sam Neill e Susan Sarandon, che non vanno molto oltre il compitino. La Sarandon, in particolare, è colei che dovrebbe filtrare tutto il nostro sguardo, lo specchio delle emozioni del pubblico: sembra invece andare un po' di fretta, con una recitazione di maniera che è certamente funzionale al film, ma che ci saremmo potuti aspettare da molte altre attrici. Da lei ci aspettavamo qualcosa di più.
Nella versione italiana poi il doppiaggio è di qualità altalenante: in particolare la figlia più piccola di Sophie sembra doppiata da un uomo che parla in falsetto, a anche in questo caso si sarebbe potuto probabilmente fare di meglio.
Conclusioni
In conclusione è difficile trovare nella pellicola enormi difetti (perché la trama regge e la suspense bene o male c'è), ma non si riescono a trovare nenache grandi pregi (perché la storia è nel complesso poco originale in più punti, e perché dal punto di vista della creazione della tensione ci sono meccanismi già visti molte volte).
Le verità negate rimane un film vagamente incompiuto, quasi fatto di fretta, troppo teso verso la creazione della suspense, fino a perdere per strada idee comunque buone e personaggi che forse avrebbero meritato un approfondimento maggiore (non solo per fini intellettuali, ma per coinvolgere maggiormente lo spettatore). Troppi incubi, troppe porte che cigolano, qualche scena buttata lì frettolosamente fanno di questo film un prodotto che potrà forse regalare una piacevole serata, ma che non si farà ricordare troppo a lungo.DVD Caratteristiche tecniche
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: DD 5.1 in italiano, DD 2.0 in inglese, sottotitoli per non udenti
Tecnicamente il dvd si presenta abbastanza bene, anche se probabilmente i colori potevano essere un po' più vivi. Il volume delle due tracce audio è molto differente: quella italiana è molto più bassa di quella inglese, che peraltro è spesso preferibile, se masticate la lingua o non avete problemi a usare i sottotitoli, perché l'eco presente nella casa della protagonista trasmette più efficacemente le sue sensazioni (eco che, nella versione italiana, finisce in buona parte col perdersi).
Contenuti speciali
Biografia del regista e degli attori principali
Gli extra si limitano a questo. Le informazioni date da queste biografie (solo tre peraltro, relative alla regista, a Susan Sarandon e a Sam Neil) sono oggi facilmente reperibili in pochi minuti con un qualsiasi motore di ricerca su Internet. Quindi il valore aggiunto per chi vuole acquistare il dvd è abbastanza misero.
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