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"Se i film sulla pornografia variano dal compiacimento all'esecrazione moralistica, nessuno aveva ancora pensato di associare le pratiche hard con la malinconia. Lo fa, e in modo sorprendentemente persuasivo, 'Le pornographe', di Bertrand Bonello (...) Contrappuntato da musica barocca, il ritratto esistenziale del protagonista non lascia molto spazio alla speranza; ma, a mitigare la desolazione, la regia alterna immagini rasserenanti di una quieta e solare campagna". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 settembre 2001) "Bello e intenso il film di Bonello, nonostante qualche concessione di troppo all'autoreferenzialità autoriale (un concetto che si traduce in noia). Jean Pierre Leaud, va da sé, è un gigante del pensiero". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 25 settembre 2001) "Regista è il giovane Bertrand Bonello, che vive tra Parigi e il Canada ed ha una formazione soprattutto musicale, al suo secondo film: attenzione e sensibilità dell'autore e dell'interprete rendono 'Le Pornographe' interessante, toccante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 settembre 2001)
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