L'uccisione del fratello Esone, compiuto con la complicità di Euristeo, permette a Pelia di salire sul trono di Jolco, in Tessaglia. Pelia fa confinare il piccolo Giasone, legittimo erede al trono, della cui scomparsa il popolo accusa Chirone, che è fuggito nella tragica notte del delitto; a sostituirlo giunge a Jolco il fortissimo Ercole, chiamato da Pelia come maestro d'armi per suo figlio Ifito. Questi accoglie Ercole con tracotanza, mentre Jole, la bella figlia di Pelia, non nasconde all'eroe la sua ammirazione. Provocato da Ifito, Ercole è costretto ad accettare una sfida che si conclude con la piena sconfitta del giovane. Quando Ifito vuole affiancarsi ad Ercole nella lotta contro il leone Nemeo, il giovane pagherà con la morte la sua tracotanza. In seguito alle insinuazioni di Euristeo, Pelia accusa l'eroe di aver provocato la morte di Ifito ed in espiazione del presunto crimine, gli ordina di affrontare ed uccidere il terribile Toro cretese: la missione di Ercole si conclude felicemente. L'eroe incontra il vecchio e ormai morente Chirone che gli svela la verità sull'uccisione di Esone e sulla scomparsa di Giasone. Questi è ormai un giovane, che Chirone affida ad Ercole perché lo riconduca a Jolco, alla riconquista del legittimo trono. Pelia accoglie benevolmente il giovane, ma non crede che sia veramente Giasone, poiché è privo del ' Vello d'oro ', simbolo della regalità, misteriosamente scomparso la notte della fuga da Jolco. Giasone ed Ercole, con un gruppo di giovani animosi, partono per la lontana Coichide alla ricerca del Vello. Ha inizio così l'avventura degli Argonauti, che superando ostacoli e pericoli di ogni genere, raggiungono la favolosa Colchide. Qui Giasone uccide in un'epica lotta il drago che custodisce il ' Vello d'oro '. Giasone ed Ercole devono ancora superare gli intrighi di Euristeo, ma con l'aiuto di Jole, l'eroe abbatte ogni ostacolo e uccide Euristeo, mentre Pelia s'avvelena. Giasone riconquista il trono; Ercole e Jole vanno uniti verso un nuovo destino.