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Mille anni dopo
Con la memoria ancorata alle passate avventure e al loro ruolo di re e regine di Narnia, Peter, Susan, Lucy ed Edmond faticano ad abituarsi alla routine di un'esistenza 'comune”, priva di emozioni. Ma il loro ritorno a Narnia non si farà attendere: richiamati dall'inconsapevole principe Caspian, scoprono che nella dimensione temporale del reame incantato non è trascorso soltanto un anno dalla loro partenza, bensì addirittura 1300, e molte cose sono cambiate. Le creature dei boschi e della terra – fauni, centauri, nani, minotauri – sono creduti estinti dagli attuali padroni del regno, gli uomini di Telmar, e sono costretti a vivere nell'ombra. L'antica magia che governava Narnia sembra sparita, e di Aslan non v'è alcuna traccia; toccherà ai quattro ragazzi aiutare il principe Caspian nella lotta contro lo spietato Lord Miraz…
Addio al mondo dei sogni
Nuova escursione nel mondo fantastico di Narnia per i giovani fratelli Pevensie, annoiati dalla grigia e 'normale” vita londinese: il secondo dei sette volumi costituenti la saga di C.S. Lewis viene trasposto dagli stessi autori/produttori de Il leone, la strega e l'armadio, ma avvalendosi di un materiale di partenza forse più interessante dal punto di vista tematico. Meno gravosi i riferimenti biblici, pur sottintesi, Il principe Caspian si concentra su quelli letterari (l'ovvia allusione a Shakespeare nel conflitto con lo zio fratricida e usurpatore del trono) e in buona sostanza racconta, attraverso i mezzi dell'avventura immaginifica, fra creature mitologiche e rotear di spade, una storia di perdita dell'innocenza; il popolo di Telmar, nuovi sovrani del regno, ha dimenticato le antiche fantasie – che sopravvivono solo tramite le leggende conservate dagli anziani precettori – mentre i quattro protagonisti, al termine delle loro peripezie, guarderanno al mondo dei sogni infantili con la stessa nostalgica malinconia di Chihiro ne La città incantata (tralasciando i differenti risultati artistici), consapevoli di doverselo lasciare alle spalle. Sono entrati nell'età dei 'grandi”, almeno due di loro.
Così, alla stregua del primo capitolo, anche Il principe Caspian farà felici i ragazzi, liberi di vivere il desiderio di fare la differenza, di 'contare qualcosa” pur in giovane età, nelle battaglie di questi coraggiosi bambini/adulti cui nulla può fare del male, poiché la produzione Disney impone di edulcorare gli aspetti più drammatici ed evitare, di conseguenza, ogni genere di turbamento. Ma in questo modo la lotta contro la tirannide smarrisce fascino e pathos, non diversamente da quanto accadeva nel prequel: niente forza drammatica (per l'appunto), nessun respiro epico, il film si affida tutto agli effetti speciali 'invisibili” e all'accuratezza della confezione spettacolare, con una regia parimenti invisibile – o forse solo anonima – che centra qualche sequenza discreta e ne fallisce altrettante. In ogni caso i più piccoli e gli appassionati, probabilmente, si divertiranno.
Bravi e spigliati i giovani protagonisti che si contrappongono all'ottimo ed eclettico mestiere di Favino e Castellitto, a loro agio anche nei meccanismi di un blockbuster.
A proposito dell'ordine dei volumi…
Come ricordato precedentemente, la saga letteraria de Le Cronache di Narnia è composta da sette libri, in origine pubblicati dall'editore americano Mcmillan secondo quest'ordine: 1950 - Il leone, la strega e l'armadio (The Lion, the Witch, and the Wardrobe); 1951 - Il principe Caspian (Prince Caspian); 1952 - Il viaggio del veliero (The Voyage of the Dawn Treader); 1953 - La sedia d'argento (The Silver Chair); 1954 - Il cavallo e il ragazzo (The Horse and His Boy); 1955 - Il nipote del mago (The Magician's Nephew); 1956 - L'ultima battaglia (The Last Battle). Ma con l'acquisizione della serie da parte di HarperCollins, su suggerimento di Douglas Gresham, figlio adottivo di C.S. Lewis, la successione dei volumi cambiò affidandosi all'ordine cronologico interno alle storie, cosicché la nuova numerazione fu la seguente: Il nipote del mago; Il leone, la strega e l'armadio; Il cavallo e il ragazzo; Il principe Caspian; Il viaggio del veliero; La sedia d'argento; L'ultima battaglia.
Lo stesso Lewis, in una corrispondenza con un fan americano, avallerebbe proprio tale ordine; eppure, questo suscitò le critiche di molti appassionati, poiché la numerazione originaria – alterando la dimensione temporale del 'prima” e del 'dopo” – presentava fatti e personaggi per poi spiegarli attraverso dei prequel, con una struttura sfruttata in seguito anche dal cinema (valga per tutti l'esempio delle due trilogie di Star Wars). Inoltre, alcune frasi contenute ne Il leone, la strega e l'armadio ('era solo l'inizio delle avventure di Narnia”, dice Lewis nel romanzo) lascerebbero credere che il primo ordine di pubblicazione sia il più corretto.
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