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"Il fascino del confronto, elementare ma fondamentale tra un uomo e una donna in uno spazio delimitato e in un tempo sospeso è autentico e intatto. Gli strumenti per raccontarlo non potrebbero essere più raffinati al di là dell'apparente limitazione di mezzi: tutto congiura a fare del film una prova virtuosistica. Si resta ammirati, è vero, ma non emozionati come l'assunto richiederebbe. A fronte di una carismatica presenza femminile, il protagonista maschile, già impostosi all'attenzione internazionale attraverso le sue interpretazioni per l'inglese Mike Leigh come la reincarnazione di Morgan matto da legare e della swinging London degli anni Sessanta, risulta purtroppo scialbo e impacciato in un ruolo che ha l'aria di non capire e di indossare controvoglia". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del Cinema Italiano 1999/2000')
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