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L'Assassinio Di Jesse James Per Mano Del Codardo Robert Ford Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-02 17:19:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Tre sparatorie in 156 minuti. Lo scontroso Brad Pitt che in conferenza stampa definisce Jesse gangster più che cowboy. Un'introspezione psicologica peculiare agli angusti luoghi di un Kammerspiel che alle sconfinate praterie stelle & strisce. Eppure, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford viene presentato quale western. Diretto da Andrew Dominik e girato tra Calgary, Edmonton e Winnipeg, il film ha avuto una lavorazione - eufemisticamente - tormentata: esce negli Usa il 21 settembre (in Italia a novembre) quasi due anni dopo la fine delle riprese. Un ritardo imposto dalla Warner Bros., che ha osteggiato lo stile à la Terrence Malick scelto dal regista neozelandese a scapito delle atmosfere eastwoodiane caldeggiate dallo studio. Con lo schivo Pitt (interpretazione lucida, non solo per gli occhi), sulla sua testa fuorilegge una taglia considerevole, nel cast - ottimo - sono anche il codardo straordinario Casey Affleck, Sam Shepard e il tarato - per ruolo e interpretazione - Sam Rockwell. Se si aggiunge una fotografia - una volta tanto non è luogo critico comune - da mozzare il fiato (della visione), lo score firmato da Nick Cave e una scansione drammaturgica (e psichica) da manuale, c'è di che essere soddisfatti, eccome. Fosse durato 30' in meno, sarebbe stato ancora meglio, ma non lamentiamoci. The Assassination, dal romanzo omonimo di Ron Hansen, utilizza la cornice western, ma solo per fornire un ritratto vivido, profondo e disperato dell'uomo e dell'amicizia, tra ossessione, paranoia, persecuzione e negazione. Paradigmatico e rirrimediabilmente umano.

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-12-21 08:19:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Tre sparatorie in 156 minuti. Lo scontroso Brad Pitt che al Festival di Venezia ha definito Jesse "gangster più che cowboy". Un'introspezione psicologica peculiare agli angusti luoghi di un Kammerspiel che alle sconfinate praterie stelle & strisce. Eppure, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford viene presentato quale western. Diretto da Andrew Dominik e girato tra Calgary, Edmonton e Winnipeg, il film ha avuto una lavorazione - eufemisticamente - tormentata e l'uscita negli Usa è arrivata quasi due anni dopo la fine delle riprese. Un ritardo imposto dalla Warner Bros., che ha osteggiato lo stile à la Terrence Malick scelto dal regista neozelandese a scapito delle atmosfere eastwoodiane caldeggiate dallo studio. Con lo schivo Pitt (interpretazione lucida, non solo per gli occhi), sulla sua testa fuorilegge una taglia considerevole, nel cast - ottimo - sono anche il codardo straordinario Casey Affleck, Sam Shepard e il tarato - per ruolo e interpretazione - Sam Rockwell. Se si aggiunge una fotografia - una volta tanto non è luogo critico comune - da mozzare il fiato (della visione), lo score firmato da Nick Cave e una scansione drammaturgica (e psichica) da manuale, c'è di che essere soddisfatti, eccome. Fosse durato 30' in meno, sarebbe stato ancora meglio, ma non lamentiamoci. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, dal romanzo omonimo di Ron Hansen, utilizza la cornice western, ma solo per fornire un ritratto vivido, profondo e disperato dell'uomo e dell'amicizia, tra ossessione, paranoia, persecuzione e negazione. Paradigmatico e irrimediabilmente umano.

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
L'assassinio di Jesse James
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-12-21 12:00:53
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

La vera storia di Robin Hood

Le icone vengono create dalla popolazione per l'esigenza di essere protetti, poiché un eroe che ha servito il paese in funzione delle loro necessità nobilita in qualche modo entrambi. Così persone comuni, nonostante abbiano deciso di servire il "lato oscuro", assumono lo status di personalità di grande spessore e diventano simboli di un particolare periodo storico: è questo il caso di Jesse James, considerato il più famoso e incredibile fuorilegge d'America; divenuto tuttavia un'icona degna di rispetto e stima allorché - similmente al modus operandi di Robin Hood - rapinava le banche opponendosi ai proprietari delle ferrovie che sfruttavano i poveri agricoltori. Egli nacque nel 1847 nella contea di Clay, e insieme al fratello adulto Frank James, negli anni successivi alla guerra di secessione, organizzò furti e assalti ai treni operando sull'intero suolo americano.

Corre l'anno 1881 e Jesse ha 34 anni. Mentre sta programmando la sua prossima (e ultima) rapina, inizia una guerra silenziosa contro tutti quelli che gli danno la caccia: uomini decisi a catturarlo per incassare la gloriosa taglia che pende sulla sua testa...

Vuoi essere come me... o vuoi essere me?

Dal titolo del film, però, si percepisce che l'interesse del regista non sia rivolto al personaggio in quanto icona popolare, ma agli aspetti psicologici ad esso correlati. Jesse Jemes fu infatti assassinato da un membro della sua banda, l'arcinoto Robert Ford, divenuto sinonimo di codardia per il modo in cui seppe porre fine alla vita di una leggenda; tale era il desiderio di rivalsa nei confronti di coloro i quali lo ridicolizzavano, che in un primo momento Jesse James era per lui un esempio da seguire, salvo divenire col tempo un pensiero così opprimente da indurlo al tradimento prima, e all'assassinio poi. Il film ne riprende il fanatismo, l'apprensione e la lenta e vorticosa discesa agli inferi: l'incredibile talento recitativo di Casey Affleck (fratello di Ben) delinea con mefistofelica lucidità la deviazione mentale di un personaggio che, già sulla carta, dimostra una complessità psicologica oltremodo difficile da decifrare. In una parola, memorabile.

La forma narrativa - colma di silenzi e sguardi intimidatori - rimanda all'assolutismo lirico di Terence Malick, arricchito dalla poetica per immagini appartenente allo stile di Ridley Scott. Il bipolarismo comportamentale dei due protagonisti, inoltre, si consolida come l'anello forte della catena: lo scambio di sguardi e battute fra Jessie - interpretato da un altrettanto incredibile Brad Pitt - e Robert è il motivo per cui la lentezza diventa strumento necessario per capire e far riflettere. La meravigliosa colonna sonora del duo Nick Cave e Warren Ellis, infine, ne amplifica le avvenenti qualità.

Tratto dal racconto di Ron Hansen, L'Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford è un western atipico, ermetico nel suo essere volutamente imprevedibile. Si priva infatti dell'azione a favore dell'introspezione psicologica, scelta che identifica in maniera piuttosto schietta l'anima della pellicola. Un film che, nel panorama attuale, si insinua con determinazione (e qualche difficoltà): forse consapevole di possedere nella sua fondina un'arma capace di lasciare, in ogni caso, un segno indelebile nella memoria dello spettatore.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
L'Assassinio Di Jesse James Per Mano Del Codardo Robert Ford
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-26 04:27:32
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

Dalle note di regia: "E' un dramma psicologico incentrato sul rapporto tra due personaggi: Jesse James e Robert Ford, il suo assassino. Durante gli ultimi giorni della sua carriera il famoso fuorilegge si ritrova solo, stanco e braccato. Robert Ford è un giovane parassita affascinato da Jesse e dalla sua leggenda ma con l'ambizione di avere un posto tutto suo nella Storia. Il film vuole essere una riflessione poetica su un assassinio e sulle sue conseguenze." "Bellissimo western psicologico in concorso del quasi esordiente americano Andrew Dominik, 'The Assassination of Jesse James', sulle gesta e il tradimento che lo condurrà alla morte del fuorilegge più celebrato dal cinema. Basti dire che, a interpretarlo, c'è addirittura Brad Pitt, con capelli neri e un umorismo feroce. Pronto, in quel mito a diventare una nuova icona." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 settembre 2007) "Il tema è bello ma emerge in modo forte solo dopo l'assassinio, quando il circo Barnum si offre inutilmente di acquistare il cadavere di Jesse per esporlo in pubblico, e Ford diventa la star di un proto-reality, ricreando in teatro la scena madre del colpo nella schiena. Prima, il film è prolisso ed estetizzante, Brad Pitt è Jesse, Casey Affleck è Ford, Sam Shepard (un breve cammeo) è Frank. Nick Cave firma le musiche e in sottofinale canta in un saloon la ballata di Jesse James cantata recentemente anche da Springsteen. La mitologia è tutta lì, ma c'era anche nei western classici, e con ben altra energia." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 settembre 2007) "Nel fluviale percorso di questo kolossal che si vorrebbe filologico e anticonformistico, il risultato finisce per essere opposto: gli occhi si riempiono del catalogo notarile di barbe incolte, cappucci calati sul viso, pistole fumanti e cavalcate nel crepuscolo, ma il cuore sente che il fascino della realtà mista a leggenda è svaporato forse per sempre. Brad Pitt - come del resto il suo giustiziere interpretato da Casey, il fratello minore di Ben Affleck - ce la mette tutta e non si può dire che sfiguri al confronto con i cowboy classici: la colpa di aver fatto un film debordante e narcisistico resta, pertanto, a carico di un regista non a caso reduce dagli spot pubblicitari." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 settembre 2007) "E' un film malinconico, sobrio, emozionante, con Brad Pitt e Casey Affleck molto bravi." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 3 settembre 2007) "Con lo schivo Pitt (interpretazione lucida, non solo per gli occhi), sulla sua testa fuorilegge una taglia considerevole, nel cast - ottimo - sono anche il codardo straordinario Casey Affleck, Sam Shepard e il tarato - per ruolo e interpretazione - Sam Rockwell. Se si aggiunge una fotografia - una volta tanto non è luogo critico comune - da mozzare il fiato (della visione), lo score firmato da Nick Cave e una scansione drammaturgica (e psichica) da manuale, c'è di che essere soddisfatti, eccome. Fosse durato 30' in meno, sarebbe stato ancora meglio, ma non lamentiamoci. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, dal romanzo omonimo di Ron Hansen, utilizza la cornice western, ma solo per fornire un ritratto vivido, profondo e disperato dell'uomo e dell'amicizia, tra ossessione, paranoia, persecuzione e negazione. Paradigmatico e irrimediabilmente umano." (Federico Pontiggia, cinematografo.it, 21 dicembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2008.


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