Database dei film

L'Amore Non Va In Vacanza Recensione

"L'amore non va in vacanza" recensioni

Film
L'amore non va in vacanza
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-02-01 14:00:22
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Trama

Iris Simpskins (Kate Winslet), giornalista inglese di cronaca rosa per il Daily Telegraph, è innamorata di un collega che sta per sposare un’altra donna e continua a illuderla con la promessa di un improbabile ritorno di fiamma. Dall’altra parte del globo, Amanda Woods (Cameron Diaz), proprietaria di una fiorente società pubblicitaria che realizza trailer cinematografici, scopre di essere stata tradita dal proprio compagno. Una sera le due donne, che vivono a 6000 miglia di distanza, entrano per caso in contatto tramite un sito web in cui ci si può scambiare la propria abitazione per le vacanze. Iris e Amanda combinano lo scambio, decidendo di trascorrere le vacanze di Natale ognuna nella casa dell’altra. Iris si trasferisce in una moderna e tecnologica abitazione di Los Angeles, mentre Amanda si stabilisce a Rose Hill, vicino a Londra, in un accogliente cottage innevato della campagna inglese. Poco dopo il loro arrivo a destinazione, le ragazze troveranno anche qualcosa che non si aspettavano: un nuovo amore. Amanda resta affascinata dal bel fratello di Iris, Graham (Jude Law) mentre Iris, consigliata dal leggendario sceneggiatore Arthur (Eli Wallach), apre il suo cuore a Miles, un compositore cinematografico (Jack Black).

Cambio casa, cambio vita. E trovo l’amore.

The Holiday, in italiano “L’amore non va in vacanza”, è una commedia romantica tutta al femminile, scritta e diretta da Nancy Meyers (regista di “What Women Want” e “Tutto può succedere”) e prodotta dalla Waverly Films. La regista racconta di aver avuto l’idea per la sceneggiatura capitando su un sito Internet che offriva temporanei scambi di abitazione, in città diverse, in paesi diversi e in continenti diversi. L’idea dello scambio di case la intrigava moltissimo. “Pensai che sarebbe stato un ottimo punto di partenza per due donne opposte, ma che hanno in comune la necessità di evadere dal quotidiano”, osserva la Meyers. “Amanda e Iris hanno toccato il fondo e si rendono conto che è arrivato il momento di fare qualcosa per uscire da una situazione che le fa soffrire. Lo scambio di case è il primo passo per riconquistare la propria vita”.

Inizia così una serie di vicende che fanno sorridere e rilassare lo spettatore, all’insegna di un viaggio iniziatico e rivoluzionario che è anche ricerca inconsapevole di un luogo definitivo, del proprio posto nel mondo. I personaggi sono ben orchestrati, si integrano a vicenda con ruoli definiti e complementari, anche se spesso stereotipati, privi di complessità e a due dimensioni. Il buon ritmo (sebbene in alcuni punti il film tardi a raggiungere la conclusione) e diverse trovate brillanti (prima fra tutte il cammeo di Dustin Hoffman, intento a curiosare in un negozio di dischi e DVD) rendono la pellicola piacevole e interessante, anche grazie alla sceneggiatura impeccabile e alle atmosfere fiabesche da classica commedia americana anni Cinquanta e Sessanta. Una parentesi leggera sui temi dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà, della disponibilità al cambiamento, della forza di lasciarsi il passato alle spalle.

Al di là di un film da happy end e buoni sentimenti, tuttavia, “L’amore non va in vacanza” è soprattutto un omaggio alla grandezza del cinema. Numerosi gli elementi che ricordano allo spettatore la settima arte: i trailer interiori di Amanda, le composizioni e citazioni musicali di Miles, i consigli del vecchio sceneggiatore Arthur, che incarna lo spirito della Hollywood dei tempi d’oro. Il collegamento tra la tematica sentimentale e la citazione metacinematografica è rappresentato proprio da questa figura emblematica (interpretata da Eli Wallach), che racconta a Iris di aver dato vita a grandi personaggi femminili nelle pellicole da lui sceneggiate a Hollywood. Per insegnare alla giovane donna la forza di reagire alle difficoltà apparentemente insormontabili, Arthur le suggerisce di lasciarsi guidare dalle eroine dei grandi classici hollywoodiani. Così, dopo aver osservato il comportamento di Barbara Stanwyck in Lady Eva e Rosalind Russell in ”La signora del venerdì”, Iris inizia a liberarsi dalla dipendenza per un amore infelice e falsamente corrisposto.

In realtà, la Winslet e le sue co-protagoniste hanno riscontrato un simile istinto ‘classico’ anche nella scrittrice-regista del film. “Il bellissimo dialogo di L’amore non va in vacanza ricorda i vecchi film con Spencer Tracey e Catherine Hepburn”, dichiara Edward Burns (che nel film è Ethan, il primo fidanzato di Amanda). “Le situazioni possono essere esagerate ma si ha la sensazione di vedere gente vera con veri problemi. Nancy è particolarmente brava nel trovare l’umorismo nel dramma”.

Un dramma a lieto fine, si dirà, un dramma edulcorato da colpi di scena e inseguimenti sentimentali: un divertissement che gioca con l’amore. Per il cinema in primo luogo.

Gli interpreti

Vivace e ben riuscita la sinergia tra i cinque personaggi principali di questa pellicola corale: Amanda, Iris, Graham, Miles ed Arthur.

Amanda Woods è interpretata da Cameron Diaz, non nuova a ruoli eccentrici da commedia surreal-sentimentale (si pensi a “La cosa più dolce” o a “Tutti pazzi per Mary”), ma anche abituata a impersonare personaggi più seri e complessi (come in “Gangs of New York” o in Essere John Malkovich). “Cameron è nata per la commedia e lavorare con lei significa farsi un sacco di risate”, afferma la Meyers. “E’ brillante nei dialoghi ed esprime umorismo anche fisicamente. Qualche volta mi ha fatto pensare a Goldie Hawn, un’altra attrice che adoro e che è dotata dei suoi stessi istinti comici”. Dichiara il suo co-protagonista, Jude Law, che lavorare con la Diaz è stata un’esperienza molto positiva. “Cameron è come un raggio di sole che splende sul set tutti i giorni” e afferma: “Ha compreso a fondo il mondo del film e io ho imparato moltissimo solo osservandola”. Una scena particolarmente riuscita, in grado di evidenziare il feeling che ha subito unito Law e Diaz, è quella del primo vero appuntamento tra i due. “Sono una grande fan di Claude Lelouch, il grande regista francese che nel 1966 girò ”Un uomo e una donna”, un film con una memorabile colonna sonora firmata da Francis Lai”, dice la Meyers, “e quindi ho voluto anche io una ripresa anni ’60 nella scena con Jude e Cameron. Abbiamo improvvisato tutto il giorno. Ogni tanto pioveva, e quando la pioggia si fermava correvamo fuori a girare, e poi di corsa dentro il tendone, ad aspettare che finisse di nuovo. E’ stato un giorno davvero memorabile”.

A dare vita alla figura di Iris Simpskins è Kate Winslet, nominata all’Oscar la prima volta per il film ”Ragione e Sentimento”. ”L’amore non va in vacanza” ha rappresentato per lei un netto cambiamento di rotta, dopo aver lavorato in numerose pellicole storiche e di costume (di cui la più famosa rimane certamente “Titanic”). “Ho passato tanto di quel tempo, nella mia carriera, a indossare corsetti”, dichiara scherzosamente, “che ora sono orgogliosa di far parte di una commedia contemporanea nel ruolo di una donna inglese”.

A complemento delle sue attrici protagoniste, la Meyers ha scelto con cura le controparti romantiche maschili. “Volevo che Graham fosse complicato ma non nel modo normale. Si spera almeno che i suoi problemi siano originali!” afferma la regista. “Jude è molto adatto alla sua parte. E’ meraviglioso con Cameron e il lavoro che ha fatto in questo film è diverso dai suoi soliti ruoli”. La Diaz ha apprezzato l’opportunità di lavorare con Law in un ruolo così differente da quelli che generalmente l’attore interpreta. “Siamo abituati a vedere Jude in ruoli più drammatici e anche stavolta dà molto peso al personaggio di Graham, pur regalandogli momenti di grande comicità. E’ molto divertente e affascinante”. Jude Law si dimostra un ottimo attore, equilibrato nel suo essere comicamente retrò, con una presenza fisica molto “inglese”, perfetta per il ruolo. “Nancy mi ha chiesto di guardare i film di Cary Grant perché lui era un maestro della commedia”, racconta Law. “La sua solida presenza maschile suscitava reazioni comiche e vulnerabili nelle sue co-protagoniste e anche in lui era spesso evidente una accattivante e particolare fragilità”. Ancora più soddisfacente è il fatto, continua Law, che ”L’amore non va in vacanza” incarnai le virtù di quei vecchi film, pur essendo totalmente contemporaneo. ”Nancy ha cercato un’atmosfera senza tempo in un film molto moderno” aggiunge l’attore. “Un film che comunque non nasconde affatto l’ambientazione del tutto contemporanea”.

La scelta di Jack Black come interprete di Miles è stata un atto di coraggio da parte della Meyers, confessa la regista. “Quando ho visto Jack in ”School of Rock”, me ne sono innamorata” dice. “Ho scritto questa parte per lui perché l’ho adorato in quel film. Ma non ho mai pensato che avrebbe accettato perché è un ruolo molto diverso da quelli che di solito interpreta: è una storia d’amore”. In verità, Black è rimasto sorpreso quando gli è stata offerta la parte. “Ho sentito dire che Nancy aveva scritto una parte pensando a me e mi sono meravigliato. Avete mai sentito la mia band, i Tenacious D?”, ride, “perché io ho una storia cinematografica caratterizzata da un umorismo un po’ spinto. Ma Nancy ha detto ‘Conosco quello che fai e mi piace’. Allora, ho pensato ‘Ok, proviamoci!’ Non riesco a credere che mi abbiano pagato per guardare Kate Winslet da vicino e osservare il suo stile di recitazione unico”.

Uno dei ruoli comprimari più importanti di ”L’amore non va in vacanza” è quello di Arthur, un saggio e amabile sceneggiatore dell’epoca aurea di Hollywood. Tutti nel film rispettano Arthur, così come il suo interprete (Eli Wallach) fuori dal set, in quanto attore la cui carriera comprende film quali ”Baby Doll” di Tennessee Williams, ”Gli spostati” di Arthur Miller, ”Il buono, il brutto e il cattivo” e ”I magnifici sette”, nonché importanti lavori teatrali fra cui “La rosa tatuata” e “Camino Real”. Oltre ad essere ideale nel ruolo di Arthur Abbott, gli aneddoti personali di Wallach, che raccontano oltre 60 anni di esperienze professionali, sono stati una grande fonte di ispirazione per tutto il cast e la troupe. Law in particolare ha apprezzato la leggendaria generosità dell’attore mentre stava preparando la scena dell’ubriaco in ”L’amore non va in vacanza”. Wallach ha condiviso con lui diversi consigli che John Huston gli aveva dato quando lavoravano insieme ne ”Gli spostati”. Wallach ha legato molto anche con Jack Black. “Mi sono molto divertito con Jack”, dice. “Ci prendevamo in giro sul finale delle scene, perché ogni volta che dicevano ‘Stop’, Jack continuava a parlare”. Osservare l’attore novantenne in azione è stato particolarmente interessante per Black; l’attore spiega che “guardare Eli mi ha ricordato che per essere un bravo attore bisogna restare sempre un po’ bambini”.

Citazioni

Miles: “Il vento…rende tutto così caldo in questa stagione. La leggenda racconta che quando soffia il Santa Ana, tutto può accadere”

Iris: “Ho riscontrato che tutto quello che hanno scritto dell’amore è vero. Shakespeare ha detto: ‘I viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti.’ Che pensiero straordinario”

Arthur: “Iris, nei film c’è sempre una protagonista e al suo fianco la migliore amica.

Tu, ne sono sicuro, sei una protagonista, ma, per qualche motivo, ti comporti come la migliore amica”

Graham: “I rapporti a distanza possono funzionare”

Amanda: “Davvero? Io non riesco a farli funzionare neanche quando vivo con la persona sotto lo stesso tetto!”

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
L'Amore Non Va In Vacanza
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-01-05 04:00:47
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Se in Usa l'accoglienza è stata blanda, da noi 'The holiday' dovrebbe incontrare il favore del pubblico. Nonostante prevedibilità e ridondanze, la 'sophisticated comedy' scorre gradevole e scacciapensieri, inducendo al sorriso come sempre succede quando le lacrime versate sono quelle dolci dell'amore. Tra le due protagoniste la più intensa e personale è la Winslet, mentre la pur deliziosa Diaz eccede in smorfiette. Dei maschi c'è solo da dire che Law risulta di una fascinosa correttezza e Black conferma la sua vena comico frizzante. Ma la vera attrattiva del cast è costituita dalla presenza del 91enne Eli Wallach nei panni di uno sceneggiatore che è una vecchia gloria. Tutto ciò che lo riguarda, a partire dalla casa in cui vive che nel suo artistico disordine sembra vera (e magari lo è?), rappresenta un regalo per chi ama ripercorrere gli hollywoodiani viali de tramonto. A differenza che nel classico di Billy Wilder, qui il senso tragico della vita si smorza in amabile malinconia: e il veterano Wallach, che nel film mette il vestito nuovo per ricevere un premio, meriterebbe di rivivere la situazione anche nella realtà." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 9 febbraio 2007) "Con 'L'amore non va in vacanza', Nancy Meyers ('Tutto può succedere') colpisce nel segno. E confeziona un film romantico dal ritmo serrato, girato con attori bellissimi e case mozzafiato, senza che niente sembri finto o esagerato. Un omaggio alla naturalezza delle grandi commedie americane anni 50, dalle quali ha ereditato anche la brillantezza della sceneggiatura." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2007) "Giocando furbetto sul montaggio alternato sentimentalmente telefonato (in gergo, prevedibile) la commedia romantica è la quinta essenza della carineria per signorine in lista di attesa affettiva. La Meyers, dopo 'Tutto può succedere' e 'What women want', corre verso il doppio lieto fine di Natale tra sorrisi, baci e magoni. I belli ufficiali, papino Jude Law e la Diaz sono bambolini, Kate Winslet ci mette dentro qualcosa, Jack Black è vero e umano. L' unica ragione di sospirare - più di noia che di palpiti - per la storiellina in rosa è il 91enne Eli Wallach nel ruolo di uno scrittore di commedie che rimpiange i bei tempi di Hawks e Preston Sturges: come ha ragione!" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 febbraio 2007) "'L'amore non va in vacanza' è una commedia per star troppo lunga, che si rifà palesemente a modelli di successo (in alcuni momenti sia Kate Winslet che Cameron Diaz sembrano cloni di Bridget Jones) ma stenta a trovare un ritmo per dare unità al già-visto. Giocando sul raddoppio, Nancy Meyers ('What women want', 'Tutto può succedere') si sforza di fornire pari opportunità alle sue protagoniste, ma senza riuscirci. A Kate Winslet, infatti, tocca la parte migliore: duettare con un ineffabile Eli Wallach, sceneggiatore nostalgico, e con un ottimo Jack Black. Per compensare Cameron, la regista la lascia andare a ruota libera: ma le gag che le affida sono poco entusiasmanti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 febbraio 2007)

Copyright © Cinematografo 2008.


Database dei film