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"'L'amore è eterno finché dura (bellissimo titolo) appartiene al genere del marivaudage. Questo concetto, coniato da Diderot, si riferisce ai pregi e difetti dell'opera di Marivaux, sempre arpeggiante sulla vorticosa variabilità delle passioni. Se ne parlò anche come di una 'metafisica del cuore', una categoria sotto la quale può rientrare anche il nuovo film di Carlo Verdone. (...) Un regista francese avrebbe sviluppato la trama in maniera geometricamente più impeccabile, ma il pregio di questo film sta proprio nelle sue accensioni di italianissima vitalità. E se Verdone attore appare ancora più sottile e mirato del solito, soprattutto nei duetti al sopracuto con Laura Morante, quest'ultima azzarda con successo toni alla Carole Lombard: da applauso, tutti e due. Purtroppo andando avanti il racconto perde qualche colpo, anche perché il controcanto costituito dalla figlia della coppia principale risulta scialbo. Ma il buono che c'è basta ad assicurare un' adeguata dose di risate." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 21 febbraio 2004)
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