"Modesto nell'impianto narrativo e non sempre chiaro nello sviluppo della vicenda, il film non rivela particolari qualità. Realizzato per mimèsi, quando James Bond imperversava, questo film non è esattamente quello della cui riedizione si sentiva la necessità. L'agente americano di cui racconta una gloriosa impresa non è un 'superuomo' come lo 007 di Fleming e passa abbastanza allegramente da Parigi a Berna, dalla Svizzera ad un Paese dell'America Latina. Se la cava benino, accontentando i suoi cinici superiori. Ma, per fortuna, usa scarsamente la 'licenza d'uccidere' e l'altrettanto arcinoto diritto di mietere cuori femminili. In sostanza è un bonaccione che deve molto alla sua buona stella. Visto a suo tempo, il personaggio poteva suscitare delle perplessità morali più per la categoria di 'superspie' cui apparteneva che non per obbiettive storture di comportamento." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 87, 1979)
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