Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
1939: due compagni si trasferiscono dalla campagna in cittá ad Arezzo, dove uno dei due , Guido Orefice (R.Benigni) si innamora di un' insegnante di scuola elementare, Dora (N.Braschi).
1945: i due si sono sposati e hanno avuto un figlioletto che si chiama Giosué (G.Cantarini). Vivono una vita favolosa e virtualmente perfetta. Stanno vivendo in armonia e contentezza finché un giorno, padre e figlio vengono arrestati dai Nazzisti che stanno occupando l'Italia. Per amore, la moglie (che non é ebrea), li segue fino al campo di concentrazione. Giunti lá, padre e figlio vengono accolti da un ambiente inumano e assassino. Ma per proteggere suo figlio dagli orrori della realtá, Guido deve far finta che il campo di concentramento sia tutto un gioco, e chiunque riesca a vincere mille punti, se ne torna a casa nel carro armato. Ma con i giorni che passano, il piccolo Giosué comincia a dubitare che suo padre gli stia raccontando la veritá, e comincia a perdere la speranza di poter tornare a casa con i suoi genitori.
Questo film dimostra che é possibile poter piangere e ridere allo stesso tempo, grazie all'abile performance di Roberto Benigni, che si é veramente meritato il suo Oscar.
Questo non é un film sulla guerra, ma un film sull' amore che un padre prova per la sua famiglia, e fino a che punto vorrá difenderli da qualsiasi male, senza alcun riguardo per l'ambiente inumano che li circonda.
2 di 2 utenti hanno giudicato questa recensione utile.