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La Vie En Rose Recensione DVD

"La vie en rose" recensioni

Gossip
La vie en rose
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-17 18:00:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione DVD

Guidati dalla musica

Le note aspre e dolci di Edith Piaf sono il succo e il nerbo dell'ultimo film di Olivier Dahan.

Una pellicola sulla vita della splendida e sregolata vita di una delle cantanti più famose di sempre non poteva che essere non pacificata, turbolenta, procedente tra alti e bassi, sempre in cerca di un baricentro che, come per la vita della Piaf, è impossibile da trovare.

Così ci si affida al dato ‘oggettivo', indiscutibile, tangibile: quello della musica, del sonoro originale, di un'attrice che mima il canto, e che viene doppiata dalla voce originale.Unico elemento in qualche modo pacificante, omnicomprensivo, di un film che più si tenta di stringere in un certo rigore formale e contenutistico, più scivola via, tra indicibili cadute di stile e picchi di magistrale tensione emotiva.Tutto questo e qualcosa di più è La vie en Rose, che ripercorre la vita della cantante francese sin dalla prima infanzia, passata tra il girovagare del padre saltimbanco e il bordello della nonna, passando per l'affermazione e il successo artistico, per arrivare a descrivere gli ultimi, dolorosi anni, segnati da una vita priva di regole e dall'amore perduto.

Alto coinvolgimento

Al centro della messa in scena domina la figura di Marion Cotillard, che presta il proprio volto (imbruttito) e la propria, eccezionale, mimica corporale alla figura mitica della Piaf, arrivando ad un livello di mimesi sorprendente, eppure mai ripiegata sulla semplice imitazione, sempre piena di una cifra recitativa intensa e personale.

Dahan segue la propria attrice, la marca stretto, con un' impostazione che racchiude tutti i pregi come anche tutti i difetti a livello di regia. La vie en rose è per lunghi tratti un film ridondante, sporco, barocco. Gioca a rincorrersi nella costruzione di climax che inducano lo spettatore a reazioni meccaniche, enfatizza le sequenze pompando musica a tutto andare. E' anche banale a tratti (che 'Non, je ne regrette rien' fosse la canzone di chiusura lo si intuisce se non dal secondo minuto di pellicola), in altri approssimativo (la questione legata al bambino perso dalla Piaf in gioventù viene inserita e buttata nel calderone per alimentare il dramma generale e poco più).

Il film racchiude comunque alcuni momenti indovinati e toccanti (la scena del falso ritorno di Marcel è pennellata da un pianosequenza magistrale) che, alternati ai succitati difetti e conditi dalla straordinaria interpretazione della Cotillard, creano un effetto altalenante che coinvolge e inchioda emotivamente lo spettatore.

Dahan punta tutto sull'immedesimazione, sul patos, creando sequenze furbe ma anche toccanti, non curandosi della pulizia e del rigore della messa in scena ma abbandonandosi a qualsivoglia tipo di virtuosismo, a seconda del caso. La sintesi estrema della pellicola si può riscoprire negli occhi della Cotillard/Piaf, che sono intensi come pochi, e che racchiudono una sorda sofferenza e una malcelata speranza. "Sono in attesa di un avvenimento", dice con una tranquilla forza interiore.

Un film complesso, contorto, che compensa le tante difficoltà con alcuni elementi nettamente fuori dal comune, che non convince appieno, ma che appassiona.DVD Caratteristiche tecniche

Formato video: 16/9 2.35:1

Strato : doppio

Formato Audio : italiano/Originale con sottotitoli in italiano Dolby Digital 5.1

Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti

La qualità dell'immagine non è ottima, ma comunque si attesta su livelli medio-alti, riuscendo a sostenere senza fastidi i molti chiaroscuro attraverso i quali si articola la pellicola.

Contenuti speciali

Il dvd è un disco singolo, che presenta un discreto numero di extra, non particolarmente esaurienti nè innovativi, ma che valgono l'acquisto del prodotto.

- Commento audio sottotitolato di regista, aiuto regista, montatore, direttore della fotografia, scenografo e direttore del casting

- Making off

Il Making off del film, che dura 26 minuti, è una carrellata attraverso la genesi del film e la sua lavorazione, attraverso un dietro le quinte introdotto e spiegato dal regista, dal produttore e dalla protagonista. Molto interessante la parte dedicata al trucco della Cotillard

- Trailer

Sono presenti il trailer cinematografico del film, e gli spot televisivi da 15, 30, e 50 secondi, tutti in italiano

- Piaf: cet obscur sujet de desir

Un documentario breve che, partendo dagli scritti di una cara amica della Piaf, Simone Berteaut, ripercorre attraverso la vita della Piaf, l'ascesa di un genere, quello della canzone realista, e la complessità della struttura del biopic che la racconta. Vengono intervistate la Domenach, critica di Positif, e la Dutheil Pessin, una sociologa

- Scene tagliate

E' presente, oltre a piccoli spezzoni tagliati per esigenze di scorrevolezza, un'interessante dialogo tra la Piaf e Coucteau.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.



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