Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Trama
Natale si avvicina e per Wilbur, un maialino della fattoria dei Zuckerman, potrebbe non essere un gran giorno. Impaurito dall'inceneritore, comprende che la sua fine è ben presto vicina, servito a tavola come un comune maiale arrosto. Ma per sua fortuna, una ragazzina dall'animo nobile decide di salvarlo, con l'aiuto di un ragno tutt'altro che comune.
Commento
Nel 1952 venne per la prima volta pubblicato "Charlotte's Web" (La tela di Carlotta), un racconto per bambini scritto da E.B. White (autore di Stuart Little e La voce del Cigno) e illustrato da Garth Williams. Dopo aver letteralmente spopolato tra i giovanissimi, nel '73 la Universal si decise a farne un lungometraggio animato, il quale confermò l'idea alla base del suo successo. A spezzare l'originale format di una maialino in cerca di salvezza ci pensò nel 1995 Chris Noonan col suo "Babe - Maialino coraggioso" (a sua volta tratto da un racconto di Dick King-Smith del 1983), film che riprende palesemente il racconto di White ma con delle marginali differenze concettuali.
Per la serie il "cinema dei più piccoli", la favola diretta da Gary Winick è una fetta di torta dolciastra priva di rimaneggiamenti filosofici, un tripudio di ovvio sentimentalismo live-action -cioè animali in grado di muoversi con naturalezza grazie alle tecniche di computer animation-. Ambientata in una fattoria dai colori luminosi e ottimisti, ingloba al suo interno un forte messaggio di speranza e amicizia. La storia, in verità molto semplice, si pone in una posizione tale da far riflettere nella sua schematicità di fondo, il dolce profumo di una vita salvata si mischia al ricordo di una vita interrotta, una fiaba magica che alternando l'uso di animali veri a personaggi generati al computer professa l'insolita via della dell'umile ordinario. Il trio su cui ruota l'intera vicenda è formata dall'unione di 3 particolari personaggi, il maialino Wilbur, il topolino Templeton e il ragno che presta il nome al romanzo. Per l'appunto, la tela di Carlotta è l'evento che più di tutti porterà alla riflessione l'intera contea, un personaggio realizzato con grande efficacia visiva che insieme alla simpatia dei due Corvi Brooks e Elwyn, riuscirà se non altro a risollevare le sorti di un appannato gioco d'adattamento. Veramente splendide le inquadrature nelle quali Carlotta con ammirevole grazia, danza tra una zone e l'altra della sua tela, beneficiata da un mistico accompagnamento del sempre immenso Danny Elfman.
Mentre contrariamente a quanto si potesse pensare, Dakota Fanning in una delle sue meno appariscenti performance, non riesce a stupire, fotocopiando l'innocenza infantile con troppa abitudinarietà. In sostanza la piccola Lucy Diamond di "Mi chiamo Sam" rimane un lontanissimo ricordo. D'altra parte il lettore si sofferma sulle parole, esse si materializzano sotto forma di immagini generati dalla fantasia. Processo visionario stemperato dalle standardizzazione col quale un adattamento cinematografico si pone per essere compreso, che ove cessa di stupire elargisce asfissiante atrofia creativa. In definitiva si tratta di un film per cui molti giovanissimi andranno pazzi, funzionale e moralmente buonista, fatica tuttavia a ritagliarsi uno spazio di assoluta visibilità tra un pubblico adulto, decisamente più incline ad interpretazioni lievemente più sofisticate e approfondite. Un miracolo ordinario per i più piccoli, una scusa per tornare giovani per i più grandi. In ogni caso, amerete la delicata sound-voice di Sarah McLachlan che accompagnerà i titoli di coda.
Copyright © Spaziofilm.it 2007.
"In 'La tela di Carlotta' di Gary Winick, come in Babe, protagonista è un maialino che diventa l'idolo della fattoria grazie alla simpatia. Ma si tratta di film da vedere non per questo, né per l'impeccabile live-action, piuttosto perché, fra le parabole su amicizia e spirito di sacrificio, il regista inserisce coraggiosamente il concetto che la comicità del topo Templeton è altrettanto (se non più) importante per sopravvivere. Nel 'Nome della Rosa' per questo si uccideva...." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 9 marzo 2007) "Un soave poetico racconto in chiave favolistica allieta i reduci dell'horror e i loro figli: 'La tela di Carlotta', girato in live action abbinato al computer è un prodigio tecnico che non prevarica i contenuti poetici e narrativi. (...) Indimenticabili i vari personaggi, il topo Templeton, l'oca Gussy, Samuel la pecora, fino al cavallo Ike, che soffre di aracnofobia e che nell'originale è doppiato da Robert Redford. Le modalità tecniche sublimano quelle poetiche in un racconto esemplare e consigliabile a chiunque abbia ancora voglia di commuoversi: non è ancora troppo tardi." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 9 marzo 2007)
Copyright © Cinematografo 2007.