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La Tela Dell'Assassino Recensione

"La Tela Dell'Assassino" recensioni

Film
La Tela Dell'Assassino
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 11:04:46
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Destinata da anni a vedersela brutta con 'Collezionisti' e altro, Ashley Judd, vittima designata dei maniaci del 2000, ne 'La tela dell'assassino' ('Twisted') prende in mano la situazione e, nelle notti sporche di San Francisco diventa coraggiosa detective, come la Lee Curtis in 'Blue Steel'. (...) Film di consumo dell'ex autore Philip Kaufman, con buon ritmo poliziesco, volti noti (Samuel L. Jackson, Andy Garcia) e sentimenti confusi, tra cui primeggiano gelosia e possessione. La Judd imbrocca un bel carattere di donna decisa, tutrice anche del suo ordine sessuale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 settembre 2004)

"Il regista Philip Kaufman, veterano con un passato di qualità, dirige il traffico, con un fin troppo disinvolto dosaggio degli avvenimenti, disseminando il racconto di situazioni fuorvianti. Incomprensibile la presenza all'inizio di un personaggio che, fatte le dovute dichiarazioni circa l'affetto che lo lega a Jessica, sparisce per riapparire nel finale in un desolante 'arrivano i nostri'. In realtà c'è da scegliere tra due soluzioni, entrambe prevedibili, anche a causa di una sceneggiatura convenzionale, che il povero Kaufman tenta di tenere in piedi con almeno la dignità del mestiere. La soluzione finale per uno spettatore medio, già a metà percorso, vale quanto la dichiarazione firmata di un reo confesso. E la bella e brava Ashley Judd è ancora una volta sprecata in una pellicola di genere, che sarebbe meglio definire degenere." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 26 novembre 2004)

"Ancora un caso torbido per l'ispettore Ashley Judd che, in 'La tela dell'assassino' di Philip Kaufman, si dimostra all'altezza dei protagonisti maschili che si chiamano addirittura Al Pacino e Samuel L. Jackson. Sparatorie, inseguimenti, indagini, belle scenografie, regista navigato e cast indovinato, ma questo serial-thriller dal sapore noir promette più di quello mantiene. E finisce banalmente per rivelarci ciò che sappiamo del primo giallo della storia del cinema. E cioè che assassini e poliziotti condividono le stesse ossessioni." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 10 dicembre 2004)

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